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Arredare
Sono finiti i tempi, e per fortuna sono molto lontani, in cui chi si affidava ad esperti di arredamento "sottostava" alle idee del progettista, che si preoccupava più di esprimere la propria personalità che non capire ed interpretare quella del committente. Il risultato? Case a volte belle, bellissime, ma anonime, perfette per apparire sulle riviste specializzate ma del tutto inadatte a accogliere abitudini e gusti di chi la abitava. Una sorta di reverente condiscendenza faceva accettare alla padrona di casa colori che assolutamente non condivideva, bei mobili di famiglia venivano relegati in angoli senza alcuna valorizzazione, si progettavano esigue cabine di cottura per chi amava invece organizzare grandi cene, o si disegnava una cucina patriarcale per la giovane coppia amante dello slow-food.
La figura attuale dell'interiors designer è a mezza strada tra l'amico, lo psicologo, il consigliere rispettoso delle realtà in cui la famiglia si muove, e che saranno i fili conduttori della sua ricerca, per arrivare a proporre (mai ad imporre) un arredo che rispecchi totalmente lo stile di vita della committenza.
L'arredo non prende connotazione solo dall'esterno (casa di campagna, appartamento cittadino, chalet alpino, dammuso...); prima di tutto è lo stile di vita che vi si svolgerà che va valutato e "accompagnato" in modo da esaltarne le esigenze sia di spazio che di forme. Aziende di alto livello come Poliform, B&B, Misura Emme, propongono pezzi di arredo per ogni zona della casa, dalla cucina alle camere, dal soggiorno allo studio, tali da poter soddisfare i più diversi stili di vita. La giovane coppia che ama ricevere spesso punterà sul grande soggiorno, in cui trovano posto divani, pouff, poltrone, tavolini bassi. L'intellettuale con tanti libri avrà bisogno di scaffalature in ogni angolo, e sarà questa presenza a caratterizzare le stanze; la famiglia numerosa troverà nella grande cucina il fulcro della casa, e sarà facile creare per ogni figlio lo spazio letto-studio-gioco più adatto alle sue esigenze. E c'è lo sportivo, che desidera minimalismo ovunque senza alcuna concessione alla decorazione ma una stanza da bagno super accessoriata, mentre la signora bon ton ama far convivere pezzi d'epoca con forme più attuali, in un mélange che riesce ad esaltare i vari stili. Inutile lasciate troppo spazio alla cucina per la manager sempre fuori casa e costantemente alla moda; è la cabina armadio ad esigere una stanza intera, ben organizzata con vani aperti e chiusi, scarpiere, specchi e poltroncine. Niente di più comodo e razionale che avere tutto sott'occhio al difficile momento del "cosa mi metto?".
Il primo contatto del buon progettista con il cliente è dunque fondamentale: devono emergere le aspettative, le abitudini, i piccoli rituali, gli hobbies; e chi ha il compito di progettare sa che deve indagare ma non spaventare, consigliare ma non imporre: dimostrerà la sua bravura se il risultato sarà una casa comoda, armoniosa, in cui chi ci vive si possa muovere senza deformare o costringere le proprie abitudini, e sarà grande merito del progettista se eventuali mancanze di gusto del committente saranno diplomaticamente minimizzate o soppresse in modo soft, senza traumi. E' la filosofia di Ballarini Interni, più volte sottolineata in queste pagine, che sceglie le aziende che più si accostano a questi concetti, come quelle sopra citate. In questo modo ognuno può fare un suo percorso individuale, un "su misura" per vivere compiutamente la casa.
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