Cantine e vini

Enomuseo di Ca' Rugate e Villa Canestrari, quando vino fa rima con cultura

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Vorrei utilizzare questo spazio di Carnet Verona, riservato all’enogastronomia, per ringraziare tutte quelle aziende vitivinicole veronesi che investono in cultura. Ebbene sì, vi sono sempre più aziende del vino che non si “limitano” a fare bene i loro prodotti ma utilizzano come strumento di comunicazione la cultura, l’arte e la storia per valorizzare non solo i propri vini ma anche il territorio nel suo complesso.

Molti territori del vino italiani, e la provincia di Verona, in particolare, devono molto ad aziende che organizzano mostre d’arte, eventi culturali, concorsi e premi per la valorizzazione della cultura, della civiltà rurale. Quasi sempre lo fanno senza un ritorno concreto per le loro aziende ma per pura passione, quel mecenatismo che ha fatto “ricca” l’Italia, soprattutto nel periodo rinascimentale.

E in un’epoca non certo sfavillante per la nostra società, non solo dal punto di vista economico ma anche culturale, ci piace evidenziare questa controtendenza di alcune aziende del vino veronesi che investono e promuovono la cultura.

E non si tratta solo di grandi imprese, con maggiori mezzi economici, ma anche piccole e medie aziende. Alla grande Masi, ad esempio – che da decenni organizza il “Premio Masi”, uno dei maggiori eventi che dà risalto e visibilità alla Civiltà e alla cultura Veneta e che ogni anno porta nella nostra provincia, nella suggestiva cornice dell’abbazia di San Giorgio Ingannapoltron in Valpolicella, alcuni dei maggiori protagonisti della cultura internazionale – si aggiungono realtà più piccole come Ca’ Rugate, che nei mesi scorsi ha inagurato uno straordinario Enomuseo (via Pergola, 36 – Montecchia di Crosara – tel. 045 6176328 – carugate@carugate.it), uno scrigno prezioso che racconta non solo le radici del vino nella nostra terra ma, più in generale, la storia, la fatica, la passione di quelle famiglie che hanno lasciato in segno indelebile nella nostra provincia. O Villa Canestrari che a Colognola ai Colli ha da poco tempo inaugurato un altro straordinario museo del vino (via Dante Broglio, 2 – tel. 045 7650074 – info@villacanestrari.com).

Senza dimenticare le mostre d’arte ormai permanenti nella cantina di Corte Sant’Alda a Mezzane.

Ci piace poi evidenziare una recente iniziativa della nota azienda Inama che ha utilizzato uno straordinaria forma d’arte come la fotografia per esaltare non tanto i propri prodotti quanto il territorio di produzione.

Stefano Inama ha chiamato uno dei migliori fotografi italiani, Giò Martorana, a fotografare i territori dove produce. Non semplici scatti “aziendali” ma immagini che dovessero catturare l’anima di un territorio, la filosofia di un produttore mai banale e scontato. Fatecelo ricordare, lo ripetiamo spesso ma non ci stanchiamo mai di farlo: il vino, il prodotto tipico è frutto di tante cose, tra queste la risorsa umana ha un ruolo fondamentale. E quando ti imbatti in uomini come Stefano Inama ti senti contento di fare il mestiere del cronista del vino. Perché Stefano prima che vignaiolo è un uomo curioso, con uno spiccato senso critico, mai superficiale, ironico e coraggioso.

Ed è stato coraggioso chiedere al Giò di realizzare queste foto, in quanto era conscio che l’avrebbe fatto non tanto per se stesso ma per lasciare qualcosa alla sua terra.

Le foto di Giò Martorana, tuttora esposte al ristorante Ca’ Daffan di Arzignano (Vicenza) – anche questo un bel modo di mettere insieme, vino, arte e ristorazione – sono uno straordinario omaggio alla vigna, al vino ma anche al potere che questo straordinario prodotto ha in termini di civiltà e di rispetto delle differenze. Il vino unisce e le terre del vino ci uniscono in un abbraccio caloroso e generoso. Questo emerge dalle foto di Giò grazie alle intuizioni di Stefano Inama.

L’occhio di Giò vede, legge quello che spesso, talvolta ci sfugge. Come i vini di Stefano spesso raccontano quello che altri, nello stesso territorio, non sono riusciti a raccontare.

Grazie a tutti questi uomini e donne.

Fabio Piccoli

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Febbraio 2012

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