I segreti di una antica biblioteca e del suo scrittorio
Luogo: Verona
Nella piazza del duomo di Verona si trova la sede della più antica biblioteca d'Italia e con quella tedesca di Regensburg, anche di Europa: la Capitolare, cioè la Scuola dei sacerdoti del collegio della cattedrale. In essa si trovano antiche opere di storia, di letteratura e di scienze, testi sacri, pergamene, scritti dei Padri della chiesa veronese, omelie, a partire da quelle di S. Zeno (380-400 d.C.) conservate in grande numero. Una testimonianza, che decreta l' attività fin dal VI secolo, è fornita da un codice datato e sottoscritto dall'amanuense che la copiò, fra Ursicino, lettore della chiesa di Verona. Si tratta della trascrizione di un'operetta di Sulpicio Severo, illustre avvocato romano vissuto tra il IV e V secolo che poi scelse la vita monastica, in cui è raccontata la storia di S. Martino, il santo cavaliere che secondo la leggenda in una fredda giornata di novembre, offrì il suo mantello a Cristo che si era presentato sotto le spoglie di un povero. Già ai tempi di Teodorico, il Capitolo della cattedrale possedeva dunque una biblioteca ed era in stretto rapporto con la scuola che il vescovo aveva istituito obbedendo alla disposizioni fissate nei concili del V e VI secolo, secondo le quali i fanciulli destinati al sacerdozio dovevano ricevere per tempo una adeguata preparazione. Per studiare c'era bisogno di libri, allora scritti a mano su materiale costoso, e gli amanuensi avevavo bisogno di lungo tempo per preparare le copie occorrenti alla scuola. Libri (non era ancora stata inventata la stampa) che sarebbero costati patrimoni se la Chiesa, con i giovani avviati al sacerdozio, non avesse potuto creare un suo Scrittorio, dove si imparava l'arte di copiare, di decorare lo scritto e di rilegare i fogli in volume.