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L'altro Teatro al Teatro Camploy - Filippo Timi
Le foto dei precedenti spettacoli sono di Antonella Anti
Rassegna l'altro teatro Tredici serate in programma, suddivise in sette spettacoli di prosa e sei di danza;L'ultimo appuntamento con la prosa della rassegna di teatro di ricerca e innovazione L'ALTRO TEATRO organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e col Teatro Stabile di Verona, vede in scena al Teatro Camploy, martedì 30 marzo alle ore 20.45, Filippo Timi nell'attesissimo spettacolo Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche prodotto da "Santo Rocco e Garrincha" in collaborazione col "Nuovo Teatro Nuovo", ArtedanzaE20 e Teatro Stabile dell'Umbria. Una commedia, surreale e scanzonata, che si serve della tragedia e della maschera di Amleto come pretesto, incanalandosi poi verso qualcos'altro. In questo spettacolo di cui è autore, protagonista e (a quattro mani con Stefania De Santis) anche regista, Filippo Timi rivisita dunque in maniera molto personale la tragedia di Amleto. Accanto a Timi (premio Ubu 2004 come miglior attore under 30 e apprezzato interprete di film come Saturno contro di Ferzan Ozpetek, Come dio comanda di Gabriele Salvatores, Vincere di Marco Bellocchio e La doppia ora di Giuseppe Capotondi) sono in scena Paola Fresa nei panni di Ofelia, Lucia Mascino, Marina Rocco (interprete di Stefania Del Fiore in diciotto episodi di Tutti pazzi per amore su RaiUno) e Luca Pignagnoli.
Tra frivolezze e pazzia, la pièce ruota attorno al potere e alla sua natura, capace di cambiare le persone nel bene o nel male. "Di fronte alla realtà, di fronte a certi irrimediabili eventi, la morte, la perdita di un amore, il cuore e il cervello impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire" si legge nelle note di regia. "Ridere, è la risposta della coscienza alla tragedia? Ridere il pianto. Ridere la morte. Ridere l'abbandono. Ridere il tradimento. Ridere la follia. Ogni sentimento ha una bocca, e io voglio far ridere la bocca dei sentimenti!".
In questo spettacolo "colorato e divertente" costruito su battute e giochi di parole il re è allegro, canzonatorio e folle. Accanto a lui, Amleto s'interroga sul potere con toni un po' alla Marchese del Grillo e comincia a smontare, dalla vetta della piramide, come un giullare, pezzo per pezzo, mattone per mattone, la piramide stessa finendo per crollare con essa. Timi-Amleto è un principe che riflette sul rapporto tra illusione e realtà prendendo il suo destino - quello di un principe costretto da quattrocento anni sempre alla stessa vita, agli stessi eventi, alle stesse battute - con ironia e sfrontatezza. Giocando sulla consapevolezza dell'inganno, ne riscrive il copione. Ne viene fuori un Amleto paradossale, teso tra il sentimento di distruzione e l'esplosione dei sensi e della vitalità, tra la morte e la vita, stanco del suo stesso cliché. L'Amleto di Timi, cosciente del futuro e del proprio triste destino, manovra abilmente dei personaggi fantocci, maschere caricaturali dell'arte teatrale che si porta appresso da sempre. In una scena vintage, fatta di vecchi teli e materiali di recupero, si innesta il commento musicale che spazia dal repertorio classico (spicca il celeberrimo valzer Sul bel Danubio blu) alla musica contemporanea d'autore, passando da Edith Piaf. "Tremendamente comico e ironicamente drammatico" è stato definito Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche in cui, ha detto Timi in un'intervista, "ho lavorato sugli errori, sull'essere e sugli inciampi dell'essere, infilandoci di tutto, da Battisti a Marilyn Monroe".
A teatro Filippo Timi ha lavorato con alcuni grandi registi teatrali italiani, da Dario Marconcini a Cesare Ronconi, da Pippo Del Bono a Giorgio Barberio Corsetti, interpretando Orfeo, Danton, Perceval, Satana, Odino, Woyzeck e Amleto. Nel 2006 è uscito il suo primo romanzo, Tuttalpiù muoio, da cui ha tratto e interpretato l'adattamento teatrale La vita Bestia (Teatro India di Roma, 2006) che si è avvalso della regia Giorgio Barberio Corsetti. Tra i più recenti riconoscimenti a Filippo Timi, uno particolarmente prestigioso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia: il premio "Francesco Pasinetti" 2009 del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani come miglior attore per la sua interpretazione nel film La doppia ora di Capotondi.
Esaurito il teatro, dunque nessuna disponibilità di biglietti.
Programma completo della rassegnavenerdì 4 dicembre 2009
Teatro Camploy
PAOLO NANI
La lettera
regia Paolo Nani
venerdì 18 dicembre 2009
Teatro Camploy
ASCANIO CELESTINI
La pecora nera
testo e regia Ascanio Celestini
sabato 30 gennaio 2010
Teatro Nuovo
LUCA ZINGARETTI
La sirena
testo Giuseppe Tomasi di Lampedusa
drammaturgia Luca Zingaretti
giovedì 4 febbraio 2010
Teatro Camploy
GIUSEPPE BATTISTON
Orson Welles' Roast
di Giuseppe Battiston e Michele De Vita Conti
regia Michele De Vita Conti
venerdì 12 febbraio 2010
Teatro Camploy
BABILONIA TEATRI
Pop star
realizzazione Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Valeria Raimondi, Vincenzo Todesco
sabato 13 marzo 2010
Teatro Camploy
GIGIO ALBERTI in
Aspettando Godot
di Samuel Beckett
regia Lorenzo Loris
martedì 30 marzo 2010
Teatro Camploy
FILIPPO TIMI
Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche
di Filippo Timi
regia Filippo Timi e Stefania De Santis
DANZA
venerdì 22 gennaio 2010
Teatro Camploy
COMPAGNIA BOTEGA
Paracasoscia (sembra che soffi il vento)
coreografia Enzo Celli
martedì 26 gennaio 2010
Teatro Nuovo
RHITH.MIX
con le atlete provenienti dalla squadra nazionale di ginnastica ritmica
coreografia Emanuela Maccarani
sabato 13 febbraio 2010
Teatro Camploy
COMPAGNIA AREAREA
Ballata
liberamente tratto dalle avventure di Corto Maltese di Hugo Pratt
coreografia Roberto Cocconi e Luca Zampar
venerdì 26 febbraio 2010
Teatro Camploy
BALLETTO DI ROMA
Ente Nazionale del Balletto
Hora zero
coreografia Milena Zullo
Libera risonanza
coreografia Mauro Astolfi
Bolero
coreografia Fabrizio Monteverde
venerdì 5 marzo 2010
Teatro Camploy
COMPAGNIA ERSILIADANZA
Top secret
coreografia Laura Corradi
sabato 27 marzo 2010
Teatro Camploy
COMPAGNIA FABULA SALTICA
Ballades
coreografia Claudio Ronda
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