.cerca

News

Marzo, femminile plurale

8 marzo 2017

di Giancarla Gallo
Perché intervistiamo delle donne? Perché abbiamo ancora bisogno di una Festa della Donna? Indubbiamente è il segnale che la situazione femminile oggi, nella società, richiede attenzione. Spesso questa festa si identifica con difficili problematiche correlate al sesso definito debole: abusi e violenze, differenti trattamenti nel campo del lavoro, difficoltà della donna, che vuole lavorare, a gestire la famiglia e i figli. Ruoli sociali tradizionali, istituzionalizzati, tanto da sembrare insormontabili. Pensate: fin da piccoli si regalano le macchinine ai bimbi e i bambolotti o le cucine in miniature alle bimbe… C’è un cammino ancora lungo da percorrere, c’è una mentalità da cambiare, una maggiore sensibilità da sviluppare, ma il percorso ha segnato tappe decisive e l’elenco di nomi di donne che si sono distinte nel campo della scienza, dell’arte, della politica e della creatività continua a crescere. E allora, donne, festeggiamo le nostre conquiste e continuiamo a lottare.

Imprenditrici, scrittici, insegnanti, giornaliste, manager… Ritratti di donne del terzo millennio

Maurizia-Butturini
Maurizia Butturini
Scrittrice, ex insegnante
«Tengo corsi di formazione, ho seguito tutte le sperimentazioni in campo educativo e percorsi con istituzioni diverse (Miur, Irre, Provveditorato, Indire, Glaxo, Fism, con un progetto nel Ciad). Dall’inizio degli anni ’90 collaboro con Giunti Scuola. È nata la rivista Scuola Dell’Infanzia e io ne sono direttrice. Col progetto formativo “La scuola che vorrei” giro l’Italia. Al primo posto, per me, ci sono tutte le creature che stanno ai margini: i bambini, i disabili, gli anziani, le donne, gli animali, le piante. Amo l’arte e la natura, che ampliano i cieli interiori. E adoro i libri, compagni di viaggio indispensabili. Come ha detto Etty Hillesum, cerco di essere un cuore pensante».

 

debora-alberti-botteon
Debora Alberti Botteon
Presidente de “Le donne del Marmo”
«Vengo da una formazione nel campo del turismo e delle lingue straniere, per cui, oltre alle classiche, per motivi di lavoro sto imparando l’arabo, il cinese e il russo. Dopo essere stata direttore in strutture ricettive e in un’agenzia viaggi, da 25 anni lavoro nel campo delle pietre e del marmo. La famiglia Alberti è una delle famiglie più antiche di scalpellini ambrosiani (già dal XV secolo). Oltre a far parte di numerose associazioni femminili ed occuparmi di contabilità aziendale, sono presidente de “Le donne del marmo” con diverse professionalità che ruotano attorno alla pietra naturale: architetti, designer, artiste, geologi, giornaliste, fotografe, che si ripromettono di fare del marmo un’esperienza complessa fatta di geografie, storia, cultura materiale e cultura locale, tradizione ma anche emozione».

 


Alice Cristiano
Giornalista, inviata di “Di martedì” (La7)
«A otto anni ho deciso di fare la giornalista perché volevo intervistare Roberto Baggio. Era il mio idolo. Poi ho avuto la deriva Fallaci e sognavo di fare la corrispondente di guerra. Sono passati anni e ancora credo di fare il lavoro più bello del mondo. Un mondo che è vero che è fatto di maschi al potere, ma solo perché le donne sono troppo impegnate a farsi la guerra tra loro. Non so per quale motivo ma, nel nostro campo, le donne pensano sempre di dover dimostrare qualcosa a discapito delle altre. Cosa che gli uomini non fanno. Semplicemente se ne fregano e vanno per la loro strada. La violenza di genere? Credo nell’educazione alla non violenza per gli uomini e al rispetto di se stesse  per le donne. Dobbiamo crescere con la consapevolezza che i soprusi non si accettano. Mai».
(testo raccolto da Giorgia Cozzolino)

 


Serena Marchi
Giornalista e scrittrice. Autrice di «Madri comunque» e «Mio, Tuo, Suo, Loro» (Fandango) e addetto stampa Agsm Verona
«Non ho mai deciso di fare la scrittrice: ho sempre voluto fare la giornalista, la corrispondente di guerra, per la precisione. E con il mio ultimo libro un po’ al fronte sento di esserci andata. Girare per il mondo per raccogliere le testimonianze di donne che hanno partorito per altri è stato anche emotivamente faticoso. L’idea era quella di dare voce a donne vittime di stereotipi, di cui tutti giudicano le scelte senza mai chiedere la loro opinione. Che è poi quello che avviene anche in altri ambiti della nostra società nei confronti delle donne. Una società che fatica a ritenerti al pari di un uomo. Le cose stanno lentamente cambiando, ma è un processo lento, e basta una che usi la propria femminilità come scorciatoia per rovinare il duro lavoro fatto da tante». (testo raccolto da Giorgia Cozzolino)

 

daniela-ballarini
Daniela Ballarini
European Women’s Management Development Verona, fondatrice de “Le donne di Verona-fare rete al femminile”
«Ho fondato “Le Donne di verona, fare rete al femminile” l’anno scorso, per riunire manager, professioniste e titolari d’azienda nell’ottica dello scambio d’aiuto e della relazione nel mondo del lavoro. Incontrarsi è emozione, condividere è crescere. Per questo ho aperto un gruppo anche su Linkedin e abbiamo una pagina su Facebook per organizzare serate e sviluppare argomenti di attualità con l’intervento di esperti.  Alle donne spetta il compito di conciliare il mondo del lavoro con la famiglia, trovando del tempo anche per se stesse. E ho colto l’invito di Daniela Bandera, presidente nazionale di EWMD, European Women’s Management Development – International Network , che vuole me come presidente del nuovo Chapter che nascerà a Verona».

.i consigliati di Carnet.

.Scopri i nostri consigliati.

.il calendario.

Programmi per il prossimo weekend?

Programmi per il prossimo weekend?

.la newsletter.

Rimani aggiornato
Ricevi tutte le novità Carnet Verona, concerti, spettacoli, eventi, manifestazioni, nightlife...

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e cookie di terze parti (tecnici e di profilazione) per migliorare la tua esperienza di navigazione e fornirti un servizio in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni di questi cookie clicca qui. Cliccando, chiudendo questa finestra oppure continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.