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Amarone Opera Prima 2024

dal 03 febbraio 2024 al 04 febbraio 2024

L’Amarone 2019 si presenta in anteprima con tutta la sua eleganza

di Agnese Ceschi

Amarone Opera Prima: il 3 e 4 febbraio 2024 al Palazzo della Gran Guardia di Verona verrà presentata l’edizione 2019 del celebre vino della Valpolicella e si parlerà di cambiamento climatico.

 

Come sarà l’annata 2019 di Amarone della Valpolicella? Lo scopriremo il 3 e 4 febbraio durante Amarone Opera Prima, il consueto evento anteprima organizzato dal Consorzio della Valpolicella nella suggestiva cornice della Gran Guardia di Verona. Ne abbiamo parlato con Christian Marchesini, presidente del Consorzio, e l’occasione è stata propizia anche per affrontate il tema del cambiamento climatico, al centro della preoccupazione dei viticoltori oggi, e del cambiamento di gusto dei consumatori verso vini meno opulenti e muscolosi, ma più eleganti, fruttati e croccanti.

 

Il 3 e 4 febbraio va in scena l’edizione 2024 di Amarone Opera Prima. Che edizione sarà quest’anno?
Quest’anno confermiamo il format dello scorso, all’interno della magnifica cornice del Palazzo della Gran Guardia di Verona. Sarà l’occasione per presentare l’annata 2019 dell’Amarone DOCG della Valpolicella: una bella annata nella media storica, con una gradazione alcolica leggermente superiore alla media a causa del cambiamento climatico e dell’aumento delle temperature che stiamo sperimentando negli ultimi anni.

 

Che stile avrà quest’annata?
I produttori della Valpolicella si stanno evolvendo verso uno stile di Amarone meno muscoloso, più elegante e versatile negli abbonamenti. L’annata 2019 si esprime in tutta la sua eleganza.

 

Quale sarà l’argomento del consueto convegno di Amarone Opera Prima?
Il cambiamento climatico. Abbiamo sperimentato come la pergola, il sistema di allevamento della vite usato maggiormente in Valpolicella – due terzi della superficie vitata -, riesce a far affrontare alla vite con più tranquillità l’aumento delle temperature. La pergola, per la natura della sua conformazione, protegge i grappoli più del guyot, l’altro metodo di allevamento. In questo modo i grappoli non si bruciano con l’intenso caldo e sopratutto la pergola si è rivelata più adatta a proteggere le nostre varietà molto sensibili, come la Corvina ed il Corvinone.

 

Parliamo anche di un’altra tipologia di vino della Valpolicella: il Valpolicella Superiore. State lavorando per la sua promozione negli ultimi tempi?
Il Superiore è protagonista di una campagna di promozione verso il consumatore e il mondo della ristorazione. Riteniamo che sia una tipologia che incontra maggiormente il cambiamento dei gusti del consumatore, che oggi cerca una gradazione alcolica limitata e vini più eleganti, fruttati e croccanti. Noi vorremmo che rimanesse un vino dedicato al settore Horeca, ristorazione dunque. Inoltre, vorremmo sdoganare l’idea del rosso come vino unicamente invernale. Il vino della Valpolicella ha un tannino gentile e dunque si presta ad essere servito fresco in estate, adattandosi anche ad una cucina di pesce.

 

Ci sono novità rispetto alla candidatura Unesco della tecnica di messa a riposo delle uve della Valpolicella?
Sono passati 180 giorni dal momento della presentazione della domanda, ora attendiamo i tempi della decisione politica. Confidiamo in una risposta verso la fine dell’inverno e speriamo di ricevere buone notizie.

Palazzo della Gran Guardia
Piazza Brà, 1,
37121 Verona


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