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Arclinea, cucina a sorpresa a Verona

01 gennaio 1970

A cura di Ballarini Interni
Ecco la nuova filosofia progettuale in cucina, grazie al nuovo interesse per il fai da te gastronomico che tanto interesse suscita in Europa e in America.

Ormai avvezzi a vedere le cucine come rigorosi, capienti, geometrici volumi in cui il barattolo, la presina, la mezzaluna erano rigorosamente banditi alla vista a favore di piani di lavoro ampi e deserti, che sorpresa vedere ciò che i designers intendono ora: complice forse la moda dell’orto in casa, che Michelle Obama tanto ama e divulga (ma molti di noi già da tempo lo pratichiamo sul terrazzino di casa o sul davanzale), ecco i progetti più attuali, nuovi nelle parti tecnologiche sempre più curate e perfezionate, ma profumati di vecchie tradizioni che occhieggiano da tutte le parti. Sono scomparse le cappe imponenti in acciaio che copiavano al rustico l’ingombro ma non il fascino, sostituite da lastre in acciaio o in vetro; moltiplicati e sempre più sofisticati forni, scongelatori, dispense; ormai di serie la cantinetta con le rastrelliere a temperatura ottimale per i rossi e i bianchi, con sensore che avverte se la temperatura per qualche ragione si discosta da quella programmata; molto capienti i sottolavello per i rifiuti differenziati, che spesso conquistano uno spazio personale in un mobile tutto per loro.
Tipico esempio di questa direzione è la cucina Lignum et lapis di Arclinea. Già la scelta del nome latino non potrebbe dire di più su un desiderio di tradizione di alto rango, e unire legno e pietra per “battezzare” una nuova linea non fa che ribadire il concetto: siamo alla fine del primo decennio del terzo millennio, la tecnologia è arrivata a impensabili traguardi, ma non la voglio più ostentare come in una base missilistica, desidero farla coabitare, con tutte le agevolazioni che può procurarmi, con materiali senza tempo come pietra e legno. E’ così possibile organizzare la piccola serra sullo scaffale, curata dai led che le forniscono luce simile a quella esterna, per odori di timo e maggiorana veramente a portata di mano, le prese sono a scomparsa, la cappa aspirante emerge solo al momento dell’uso, per poi abbassarsi a livello del top liberando così la parte superiore dei fuochi, finora coperti da inevitabili aggetti. Si può dire che tendono a scomparire i pensili chiusi a favore di leggere strutture aeree, appese al soffitto, mentre sempre più si attesta la parete a tutta altezza attrezzata con forni, frigoriferi, dispense accessoriate per essere utilizzate in ogni centimetro, piani ribaltabili che ospitano i piccoli elettrodomestici facendoli scomparire a compito ultimato. Il nuovo concetto è che la cucina è piacere, accoglienza, relax, non solo lavoro. Fino a ieri era intesa così, seppur festosamente e collettivamente: cucinare per la famiglia, per gli amici, con gli amici. Ora si è andati oltre, o forse si è chiuso un anello: si è tornati alla cucina unica stanza della casa in cui la famiglia poteva far tutto, e siccome siamo al giorno d’oggi vi può trovar posto anche un computer, una piccola libreria, un hobby corner dove progettare menu, etichette, allestimenti della tavola personalizzati.

Rivenditore Verona:

BALLARINI INTERNI

Valgatara di Valpolicella (VR)
Tel. 045 .680 05 25
Fax. 045 .770 49 00
Via Varini, 50 – Marco di Rovereto (TN)
Tel. 0464 . 94 32 20 – 94 30 50
uscita autostrada “Rovereto Sud

Ballarini interni Valgatara di Valpolicella


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