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ATTRAZIONE FATALE TRA AMORE E VIOLENZA

01 gennaio 1970

Sabato 7 Marzo 2015, ore 9:00
Sala Oratorio – Via S. Procolo, angolo Piazza San Zeno

Comunicato Stampa del convegno:
Questo convegno perché?…. “Le vittime, uomini o donne non riconoscono i segni dello stalking: se il partnerè possessivo e geloso, dimostra attenzione. Facile scambiare per amore quella che è una forma di controllo ossessiva…..” afferma la dott.ssa Giuliana Guadagnini
Conoscere il fenomeno e la normativa di riferimento può aiutare le vittime a reagire e a difendersi, mediante gli strumenti di tutela che le norme penali e civili prevedono e rivolgendosi ai soggetti e ai servizi preposti sul territorio per ottenere aiuto.
Lo stalking è uno dei nuovi volti della violenza compiuta nei confronti delle donne perché si traduce in una serie di comportamenti reiterati e insistenti di sorveglianza, di controllo e di minaccia che invadono la vita di una persona per toglierle la quiete e l’autonomia.
La vittima, nella maggior parte dei casi, non sceglie di essere tale. Accade che venga investita dall’emozionalità dell’aggressione ancora prima che l’aggressore agisca il comportamento…dice la dott.ssa Dilonardo Arianna
La vittima è costretta a modificare le sue abitudini e cade in uno stato di prostrazione. Questi comportamenti costituiscono reato (la legge che ha introdotto l’articolo 612 bis del codice penale è del 2009) e sono punibili con condanne che vanno da sei mesi a cinque anni di reclusione. La legge prevede aggravanti se il fatto è commesso dal coniuge (anche separato o divorziato) o da persona legata alla vittima da relazione affettiva (anche conclusa), se la vittima è minorenne, incinta o disabile e se lo stalking è commesso con armi, travisamento, strumenti informatici o telematici. Inoltre se lo stalking si conclude in un escalation di violenza con l’omicidio la pena non può essere inferiore a 21 anni di reclusione, spiega l’avv Erminia Contini
Le vittime di stalking possono querelare subito lo stalker o chiederne prima l’ammonimento da parte del questore. In seguito alla querela o alla denuncia il caso viene gestito dalla Procura competente con la collaborazione della polizia giudiziaria. A tutela della vittima possono essere adottate misure cautelari come il divieto di avvicinamento o l’obbligo di mantenere una certa distanza dalla vittima e dai suoi familiari. La vittima ha iniziato ad essere tale nel momento in cui l’aggressore ha iniziato a trattarla da preda…spiega la dott.ssa Marcanti Maddalena. Nei casi più gravi le misure cautelari possono consistere nella custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari. Il convegno sottolinea l’importanza di chiedere aiuto…..e che le vittime siano Donne o Uomini insieme possono farcela …. sostenute da Uomini e Donne….e dalle Forze dell’Ordine.
“…. parlarne aiuta a elaborare il trauma. ….può aiutare altre vittime ad avere meno paura….è dimostrato dalle esperienza che quando c’è una adeguata sensibilizzazione e formazione le vittime accettano di raccontare….e di raccontarsi” conclude la dott.ssa Guadagnini Giuliana

Basilica di San Zeno Maggiore
Piazza San Zeno 2,
37123 Verona


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