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CASE DA ABITARE

01 gennaio 1970

CASE DA ABITARE
Quando l'efficienza ed il risparmio energetico rispondono alla sostenibilità ambientale
In un passato non lontano
accadeva spesso che i nostri ‘antenati' si costruissero da soli la propria casa. Il territorio in cui vivevano offriva loro tutto ciò di cui avevano bisogno: pietre, legno, acqua, ghiaia; le case venivano realizzate poco per volta, in più anni; erano di forme semplici e di grandi dimensioni, tanto da poter ospitare più generazioni insieme; erano case poco riscaldate e avare di comodità, ricche di accoglienza e di condivisione.
Sono queste stesse case che oggi noi desideriamo continuare ad abitare, anche se non riusciamo a fare a meno di introdurvi quegli agi che ormai fanno parte del nostro vivere quotidiano: il calore in tutti gli ambienti durante l'inverno e il fresco durante l'estate, l'acqua calda sempre a disposizione in bagni ben accessoriati, la privacy di stanze dedicate e isolate acusticamente.
In una parola desideriamo il comfort 
 
Se solo negli ultimi anni il costo delle fonti energetiche necessarie per assicurare il comfort abitativo ha attirata la nostra attenzione sul tema del risparmio energetico, è dagli anni Settanta che alla progressiva presa di coscienza della limitatezza delle fonti energetiche fossili -alias petrolio- ha fatto da contrappunto il cosiddetto ‘danno ambientale'. Infatti, accanto all'andamento schizofrenico del costo del petrolio e dei suoi derivati, i mass media hanno cominciato a farci vedere boschi e mari, in luoghi del mondo non troppo lontani da noi, irrimediabilmente inquinati. La sottovalutazione della fragilità del nostro territorio, dal quale traiamo ogni sostentamento, ne ha determinato l'impoverimento ed insieme il danneggiamento.
Dunque, come comportarci oggi? E qual è la connessione con l'abitare le nostre case? A queste domande si è cominciato a dare risposta nella prima di una serie di comunicazioni rivolta alla cittadinanza, tenuta lo scorso 13 marzo presso la Società letteraria di Verona dal titolo "CULTURA DELL'ABITARE. Efficienza e risparmio energetico". (fig.2)
 

 
Tra i dati ritenuti significativi si è riportato, tra l'altro, che in Europa il 36% del consumo di risorse ambientali è legato ad attività correlabili al settore del costruire, che include oltre l'estrazione, la trasformazione, il trasporto e l'utilizzo delle materie prime, anche lo smaltimento, ovvero il ritorno all'ambiente da cui sono state estratte, sotto forma di rifiuti.
Ci si trova, dunque, di fronte ad un ‘ciclo chiuso': l'inizio e la fine corrispondono all'ambiente, mentre salubrità e ricchezza influiscono direttamente sulla nostra qualità del vivere.
Ecco allora che, chiarita la correlazione abitare-consumi-ambiente, risulta necessario domandarsi quale contributo possiamo dare alla conservazione del nostro territorio, investendo sulla ‘cultura dell'abitare'.
La cultura del comfort abitativo può e deve confrontarsi con la cultura dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale e da tale incontro non possono che scaturire risultati virtuosi. (fig.3)
 

 Basti pensare, ad esempio, ai consumi di una qualsiasi abitazione delle nostre città: il 54% circa è legato al riscaldamento invernale. Minimizzando i consumi energetici per il riscaldamento attraverso l'isolamento delle pareti e della copertura, preserviamo le risorse energetiche e nel contempo rendiamo omogenea la temperatura in tutti gli ambienti, migliorando in maniera esponenziale il nostro comfort abitativo. Inoltre se l'isolamento è realizzato mediante materiali che derivano non da risorse fossili -come polistireni o poliuretani-, bensì da risorse naturali e riciclabili -come sughero, fibra di legno, canapa, cellulosa, lana di pecora, etc.-, incrementiamo ulteriormente la sostenibilità del nostro intervento rendendo nel contempo il nostro edificio ‘traspirante', ovvero straordinariamente più sano per il nostro equilibrio termo igrometrico.
A ben vedere, quindi, il nostro comportamento virtuoso verso l'ambiente ritorna a noi e ai nostri figli attraverso la nostra casa, di cui abbiamo ridotti i consumi energetici e che abbiamo resa più sana.
E se un risultato così lusinghiero dovesse entusiasmarci al punto tale da spingerci a voler fare di più, scopriremmo che non ci sono limiti alla virtù: dalla sostituzione di infissi con nuovi fortemente isolanti, magari in legno estratto da boschi certificati dove si ripiantano tanti alberi quanti se ne sono tagliati; ad impianti di riscaldamento/raffreddamento a pannelli radianti alimentati con la geotermia – che sfrutta la costanza di temperatura della terra per riscaldare e raffreddare l'acqua che scorre negli stessi pannelli radianti -; a sistemi di recupero delle acque piovane e delle acque grigie – che derivano dal nostro impianto idrico -, ai pannelli solari che utilizzano l'energia del sole.
Chiunque volesse conoscere i consumi della propria casa, o di qualsiasi edificio quotidianamente utilizzato può farlo. Sistemi di ‘calcolo energetico', utilizzati abitualmente da professionisti competenti in materia, valutano in funzione di forma, materiali, localizzazione e orientamento non solo i consumi energetici ma anche i possibili risparmi. 

Il monitoraggio con ripresa termografica può essere un valido supporto per i calcoli energetici. L'immagine evidenzia il ponte termico del telaio, il cemento armato rispetto le pareti in mattoni del prospetto di un edificio degli anni ‘70.
Questi sistemi di calcolo energetico si spingono fino a delineare un piano di fattibilità tecnico -economico: individuati i lati più deboli dal punto di vista energetico, si analizza come intervenire, quanto investire ed in quanto tempo ammortizzare la spesa sostenuta, evidenziando i vantaggi per il tempo a venire di tale sforzo virtuoso.
Senza dimenticare che l'Italia, come il resto d'Europa, sta incentivando la cultura del risparmio energetico, anche attraverso le detrazioni fiscali del 55% per chi intende realizzare sulla propria casa interventi di riqualificazione energetica. Almeno fino al 2010.
L'essere umano si è sempre distinto per la sua capacità di adattamento. Perché non adattarsi a vivere meglio? Perché non crederci?
Magari è anche un buon affare.
La lana di pecora e il sughero sono due tra gli isolanti naturali che possono essere utilizzati nell'architettura contemporanea.
 
BOX firma architetti
Architetti Tiziana Armillotta e Federica Pascolutti – Studio di architettura AP2T – Professionisti specializzati in restauro e conservazione di edifici storici, riqualificazioni energetiche e progettazione di edifici ad alta sostenibilità ambientale.
Via XX Settembre 23 – Verona – tel/fax. 045.8033574
info@ap2t.it – www.ap2t.it
 

Cantina Cesari Gerardo


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