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Freentry – Incontro con Paolo Nori

01 gennaio 1970

 Foto Antonella Anti

Freentry ingresso libero alle idee è una manifestazione culturale organizzata da Fondazione Aida e l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona con la collaborazione di un gruppo di ragazzi impegnati nell’organizzazione, promozione e presentazione di incontri con personaggi noti del mondo della cultura e del giornalismo.

 

PAOLO NORI. Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l'Università di Parma. Ha quindi esercitato per un certo tempo l'attività di traduttore di manuali tecnici dal russo part time. Alla redazione de Il Semplice comincia a pubblicare i suoi scritti. Ha pubblicato Le cose non sono le cose (Fernandel 1999), Bassotuba non c’è (DeriveApprodi 1999, Feltrinelli 2009), Spinoza (Einaudi 2000), Diavoli (Einaudi 2001), Grandi ustionati (Einaudi 2001), Si chiama Francesca, questo romanzo (Einaudi 2002), I quattro cani di Pavlov (Bompiani, 2006) e, insieme a Marco Raffaini, Storia della Russia e dell’Italia (Fernandel 2003). Ha tradotto e curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri (Einaudi) e l’edizione dei classici di Feltrinelli di Un eroe dei nostri tempi di Lermontov, delle Umili prose di Puškin e di Anime morte di Gogol. Con Feltrinelli ha pubblicato Gli Scarti (2003), Pancetta (2004), Ente nazionale della cinematografia popolare (2005), Noi la farem vendetta (2006), Mi compro una Gilera (2008). I MALCONTENTI – Feltrinelli. "La storia principale che si racconta nei Malcontenti è la storia della relazione tra due ragazzi poco meno che trentenni, che appena usciti dall'università e dallo spaesamento post universitario provano a entrare, come si dice, nel mondo, e provano a farlo senza far saltare per aria la loro relazione, ed è la storia di come questa relazione poi alla fine salta per aria quando i due si mettono a lavorare insieme a un festival che si chiama Festival dei malcontenti (al quale dovrebbero partecipare quelli che non sono contenti dello status quo). Questa storia viene raccontata da uno che abita sotto di loro, che di quella relazione, di quell'entrata nel mondo e di quell'esplosione, vede in un certo senso solo i riflessi, i raggi che partono da quell'appartamento e che arrivano fino a lui in forma di suoni, rumori, umori, confessioni, reticenze e richieste d'aiuto. Intorno a questa vicenda si muovono, nel libro, diverse altre cose, la principale delle quali, mi sembra, è la messa a fuoco dello stato non tanto di una generazione, come verrebbe da dire, ma di più generazioni, di quelli che vanno in giro, oggi, in Italia, avendo tra i 25 e i 45 anni, e che si potrebbero definire, con approssimazione, i malcontenti"




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