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Itinerari Veronesi La chiesa di S. Sebastiano (attuale sede della Biblioteca Civica di Verona)

01 gennaio 1970

Teatro della Ss.Trinità

a cura di Gianni Villani

 

Il recente nuovo ingresso centrale della Biblioteca Civica in via Cappello 43, ha messo in completo rilievo quello che rimane della ex chiesa di S. Sebastiano, la maggiore chiesa di Verona fra quelle scomparse, il cui edificio fino al 1945 dava un’impronta suntuosa e caratteristica ad una delle principali vie del centro. Un oratorio dedicato a S. Sebastiano, con annesso un ospedale per il ricovero di sacerdoti, di poveri e di pellegrini, sarebbe stato eretto nell’anno 932 per lascito del diacono Dagiberto. Fu poi chiesa parrocchiale, evidentemente rifabbricata in epoca romanica. Con decreto dell’8 febbraio 1578, il vescovo Agostino Valerio concesse la chiesa, coi tutti i suoi beni, ai Padri Gesuiti.

S. Sebastiano cessò allora di essere parrocchia, assumendo in parte le cure delle anime di S. Tommaso cantuariense, di S. Fermo e di S. Andrea. Il 24 aprile 1591 i Gesuiti chiesero ai rettori Veneti della città di poter allargare la chiesa, che non era ancora ultimata (mancavano alla facciata la sommità delle colonne e parte della greca). La richiesta fu accolta, ma per l’interdetto di Papa Paolo V contro la Repubblica Veneta del 1606, dovettero abbandonarla ed i lavori non vennero nemmeno ripresi quando essi ritornarono nel 1656. I Gesuiti furono poi soppressi nel 1773 e tutti i loro beni incamerati nel demanio pubblico, ma nel settembre 1774 la città di Verona otteneva il pieno possesso -comperandolo dal Senato veneziano- del collegio e della chiesa (per 30 mila ducati), con l’obbligo di farvi celebrare una messa quotidiana.

L’inaugurazione del nuovo ingresso della Biblioteca Civica di questi giorni, è coinciso anche con l’apertura al pubblico dell’intera sede dell’antica biblioteca gesuitica, che permetterà una maggiore disponibilità di accesso e di consultazione del notevole patrimonio librario giacente.

Nel 1770, dopo la soppressione dell’abbazia di S. Zeno, la città di Verona aveva anche fatto istanza al Senato Veneto, affinché la biblioteca della soppressa abazia fosse assegnata alla città, “a beneficio e comodo di questi cittadini, che delle belle arti sono amatori e studiosi”. I libri di San Zeno, quelli dei Gesuiti, ottenuti in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, quelli lasciati alla città dal conte Aventino Fracastoro e dal matematico Anton Maria Lorgna, riuniti nell’oratorio del soppresso collegio dei Gesuiti di San Sebastiano, costituirono il nucleo originario della nuova biblioteca pubblica di Verona, che fu istituita nel 1792, ma aperta al pubblico solo dieci anni dopo, nel1802.

Con l’avvento dei francesi di Napoleone la chiesa fu sconsacrata e adibita a manifestazioni di cultura, mentre il convento rimase a disposizione per la biblioteca e per le scuole ginnasiali. Durante gli anni della dominazione austriaca, la chiesa fu riconsacrata e numerosi lasciti e doni accrebbero il patrimonio librario della biblioteca. Tra i lasciti, si ricordano quelli dell’architetto Luigi Trezza, dell’abate Giuseppe Venturi, del naturalista Abramo Massalongo, di Bonifacio Fregoso.

Giovanni Battista Carlo Giuliari donò in più riprese la sua ricca raccolta di libri e opuscoli veronesi. Nel 1830, in seguito al legato di Alberto Albertini, l’architetto Giuseppe Barbieri completò la facciata della chiesa con i marmi già lavorati, che erano stati sepolti dai Gesuiti nel 1606, al momento dell’interdetto papale. I Gesuiti ritornarono nel 1842, ottenendo l’ufficiatura della chiesa e la direzione del ginnasio. Vi rimasero ufficialmente fino al 1848 e clandestinamente fino al 1866, all’ingresso delle truppe italiane a Verona, quando la chiesa fu nuovamente sconsacrata.

Nel 1847, venne acquistata, per 42.000 lire austriache, quella parte della libreria del marchese Paolino Gianfilippi, rimasta a Verona, dopo le vendite all’asta di Parigi del 1842-43. Entrarono in biblioteca circa 17.000 volumi a stampa e 336 manoscritti. All’indomani dell’Unità, la biblioteca fu ampliata, occupando una parte dell’attiguo ex-convento dei Gesuiti, e furono istituiti gli Antichi archivi veronesi, mentre era bibliotecario Cesare Cavattoni (1835-1872). La nuova biblioteca e gli archivi furono inaugurati il 15 aprile 1869. Ai primi del Novecento, sotto la guida di Giuseppe Biadego, bibliotecario dal 1883 al 1921, uomo di alta cultura, in relazione con studiosi di tutta Europa, la biblioteca conobbe una stagione di forte espansione e di stabilità, mentre 1939 ebbe una sede più vasta e decorosa nella ex chiesa che fu distrutta quasi completamente dal bombardamento aereo alleato del 4 gennaio 1945.

La biblioteca riaprì dopo la guerra, riutilizzando i vecchi ambienti. La laboriosa questione della ricostruzione si risolse, in parte, con il nuovo magazzino librario, su progetto dell’architetto Pier.Luigi. Nervi, edificato nell’area occupata in precedenza dalla chiesa, che fu inaugurato il 2 giugno 1980. Oggi, dopo trentun anni, il riutilizzo funzionale degli antichi spazi dell’ex collegio dei Gesuiti può dirsi completato.

I blocchi di marmo che arricchivano la facciata della chiesa, completata da Giuseppe Barbieri, furono recuperati per adornare la facciata di S. Nicolò, che si trovava ancora allo stato grezzo. (Gianni Villani)

Teatro della Ss.Trinità
Via Santissima Trinità, 4,
37122 Verona


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