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Lassù sui monti: una gita sul Carega

01 gennaio 1970

Percorsi naturalistici e itinerari storico-artistici per trascorrere piacevoli fine settimana in territorio veronese

di Camilla Madinelli

 

 

Lassù sui monti

“Le montagne sono il principio e la fine di ogni scenario naturale,” scriveva lo scrittore John Ruskin, affascinato dai paesaggi scoscesi e dalla loro rappresentazione in pittura. Ma per imprimerli ancora di più negli occhi e nel cuore, più che ammirare un quadro di buona fattura vale la pena di provare una bella escursione in montagna.

In autunno per chi ama camminare in quota è d’obbligo una gita sul Carega, magari impegnativa per fiato e resistenza fisica, ma capace di donare emozioni bellissime tra le tonalità verdi e marroni della vegetazione, la frescura dell’aria tersa, i panorami spaziosi e a tratti spettacolari che si colorano d’infinito. Partite equipaggiati, non trascurate l’importanza dell’abbigliamento adeguato a un’escursione di montagna, adatto ai repentini cambi di tempo e temperatura; ai piedi non rinunciate per nulla al mondo agli scarponi da trekking.

Percorrete in automobile la Val d’Illasi e, arrivati a Giazza, proseguite per la valle di Rivolto fino a raggiungere l’albergo alpino Revolto (1.336 metri d’altitudine). Potete parcheggiare lungo la strada, ma prestate attenzione ad eventuali indicazioni.

La vostra meta è il rifugio Mario Fraccaroli (2.238 metri) e la cima Carega (2.259 metri), passando per i rifugi Pertica (1.522 metri) e Scalorbi (1.787 m); da quest’ultimo, però, seguendo l’itinerario da noi proposto, passerete solo al ritorno. All’andata prendete la via delle Creste, faticosa ma di grande interesse panoramico.

Durante il vostro percorso ammirate le perle verdi e ad alto fusto della Foresta Demaniale di Giazza, patrimonio naturale gestito da Veneto Agricoltura che si trova in parte all’interno del Parco Naturale Regionale della Lessinia. Si estende su un territorio di circa 1.904 ettari tra le province di Verona e Vicenza.

Dal rifugio Revolto arriverete in circa mezz’ora al Pertica seguendo il sentiero Cai numero 286. Proseguite poi lungo il 109 e fate attenzione quando, alla vostra sinistra, si stacca il percorso 108 che sale ripido e si immette sul versante orientale della Costa Media, cosparsa di pini mughi. Dopo i resti di una baracca e un pendio erboso si giunge sulle sommità del crinale (2.098 metri); il panorama si fa sempre più mozzafiato.

Continuate in cresta fino a Cima Madonnina (2.140 m), scendete sulla selletta di Costa Media (2.109 m), affrontante il ghiaioso vallone della Teleferica, mentre il rifugio Fraccaroli è ormai vicino e la cima Carega si staglia davanti a voi. Arrivati a destinazione ritemprate il fisico e la mente: giocate a riconoscere le cime che vi circondano e, se siete assai fortunati, vedrete pure la Laguna di Venezia.

Per il ritorno vi proponiamo di scendere lungo il sentiero 112, che segue la direttrice naturale del vallone di Campobrun e vi porterà dritti al rifugio Scalorbi. Quindi il 109 vi condurrà nuovamente a Passo Pertica; da lì ancora il 286 per il rifugio Revolto. Comunque, i percorsi sono vari e tutti belli: sbizzarritevi!

 

 

Dislivello: 900 metri circa.

Tempo di percorrenza: 5 ore per andata e ritorno.

Periodo consigliato: primavera e autunno. D’estate occhio alle parti esposte al sole.

Difficoltà: medio difficile. Necessaria attrezzatura da montagna.

Climbing Stadium, Arco (TN)
Via Caproni Maini, 26,
38062 Arco (TN)


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