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Nella valle d’acqua e roccia

01 gennaio 1970

Le temperature scendono e sale la voglia di camminare alla scoperta di nuovi scenari naturalistici veronesi. Il mese di settembre, a metà tra l’arsura dell’estate e il clima più dolce dell’autunno, è perfetto per un’escursione da Brentino (187 metri d’altitudine) a Ferrara di Monte Baldo (856 metri) passando per il suggestivo Vajo dell’Orsa, scavato e disegnato dal Rio delle Pissotte, uno dei principali corsi d’acqua del Monte Baldo. Questa valle, infatti, è chiamata anche con il nome del torrente che l’attraversa, termine dialettale che significa sorgente, polla d’acqua.

Giunti a Brentino, in località Molino imboccate il sentiero 74 del Cai che vi porterà fino a Ferrara per boschi e radure, sul versante opposto rispetto al percorso che sale al santuario della Madonna della Corona e a Spiazzi. Per una volta rinunciate al vostro spirito di pellegrini e ascoltate la voce più selvaggia del vostro cuore.

Dopo un’ora e mezza circa di salita davanti a voi si aprirà, come per incanto, un grande prato: vi troverete di fronte a Malga Orsa (747 metri). Fate una sosta, godetevi la tranquillità assoluta di questo luogo, osservate le farfalle colorate che svolazzano da un fiore all’altro. Se volete proseguire per Ferrara e fare una pausa ai piedi del Baldo, ci arriverete in mezz’ora circa. Altrimenti, se è troppa la curiosità di immergervi nel Vajo dell’Orsa, riprendete il percorso da cui siete arrivati e fate attenzione al bivio che troverete di lì a poco. Tenetevi a destra e attraversate il Rio delle Pissotte, che nasce a monte di Ferrara e affluisce nell’Adige all’altezza dell’abitato di Brentino. Questo torrente di montagna, uno dei più belli del Veronese, circondato da una natura lussureggiante, è lungo 5.250 metri; la larghezza media oscilla tra i 2 e 3 metri.

Nel corso dei millenni ha scavato un canyon maestoso tra i calcari che compongono la montagna, ricco di salti e cascate che lo rendono tra i più affascinanti delle Prealpi venete. Per questo il Vajo dell’Orsa è meta di tanti appassionati di torrentismo o canyoning, che con attrezzatura da roccia e muta da subacquei scendono i torrenti più impervi calandosi in corda doppia tra una cascata e l’altra. Attrezzato a questo scopo, è uno spettacolo affascinante anche solo da guardare: scendendo a passo tranquillo dal vostro sentiero, prestando attenzione a certi punti esposti che possono diventare scivolosi, guardatevi attorno, ascoltate il canto dell’acqua e dei suoi salti, godetevi il fresco.

Grazie all’intervento della Comunità montana del Baldo, infatti, la valle è accessibile anche a coloro che non si calano dalle corde ma camminano di buon passo. L’ambiente è grandioso, forre strette fino a 6 metri si alternano a pareti strapiombanti levigate dall’acqua alte anche 80 metri. Uno spettacolo unico, da vedere almeno una volta. Ma anche da rivedere, di tanto in tanto, per fare scorta di bellezza.

Dislivello: 650 metri circa
Tempo di percorrenza: 2 ore per l’andata fino a Ferrara, altrettante per il ritorno lungo il sentiero del Vajo dell’Orsa che si ricollega poi a quello del Santuario della Madonna della Corona
Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno; in inverno attenzione al fondo scivoloso
Difficoltà: media. Attrezzatura da trekking

Cantina Cesari Gerardo


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