cerca

Altri eventi

Studio architettura Archingegno

01 gennaio 1970

TECNOLOGIA E ARCHITETTURA A SERVIZIO DELL'UOMO

È a Minerbe la nuova sede di SIMEM. Si tratta dell' ultimo progetto dello studio Archingegno che unisce architettura di qualità, moderne tecnologie edilizie ed impiantistiche ad  una profonda attenzione per la salvaguardia dell'ambiente.

In questo mese di settembre diventa operativo a Minerbe il nuovo quartiere generale di SIMEM, grande realtà industriale fondata nel 1963 dalla famiglia Furlani. L'azienda, che opera nel campo della progettazione e realizzazione di macchinari ed impianti per l'industrializzazione dei cantieri edili e la protezione dell'ambiente, ha raggiunto con successo importati risultati fornendo impianti in tutto il mondo per le più grandi opere come l' EuroTunnel, le Petronas Towers in Malesia, lo Stadio Olimpico a Sidney, l'Aeroporto di Hong-Kong; nel settore ambientale, grandi gruppi industriali come Fruit of the Loom, TMK, Alok si sono rivolti a SIMEM per risolvere i più critici problemi ambientali.

La sede centrale e gli stabilimenti di produzione di SIMEM coprono un'area di circa 150.000 mq e sono dotati dei più avanzati sistemi per le lavorazioni meccaniche e impiantistiche. Il nuovo centro direzionale appena inaugurato, dove lavorano attualmente circa 200 addetti, è stato progettato dallo studio veronese Archingegno. Le funzioni richieste sono state collocate in tre parallelepipedi di diversa dimensione; questi volumi puri sono posti a ventaglio, disposizione che sottolinea e indirizza lo sguardo verso il cuore verde del pioppeto vicino e vengono collegati tra loro attraverso delle passerelle a volte scoperte e a volte coperte.

Per sottolineare il prospetto principale si è ricorsi all'immagine aulica del porticato: esili colonne slanciate caratterizzano il lato del fabbricato direzionale verso il parcheggio esterno. Internamente quasi come in un moderno monastero, l'edificio si introverte completamente e si rivela l'ordine e la tranquillità della corte  trattata con la cura minimale di un silenzioso giardino zen. All'interno del giardino secco, ricoperto di sassi, gli architetti hanno collocato una quercia attorno a cui ruota l'invaso della corte.

Desiderando seguire la filosofia dell'azienda si è pensato di impiegare esclusivamente materiali naturali e riciclabili, come il cemento, il vetro, l'alluminio e il legno. Composti con sapienza, conferiscono un importante  aspetto  alla costruzione. Attraverso l'accostamento e la contrapposizione tra pieni e vuoti, tra parti opache e parti trasparenti, si è creata un'architettura fatta di dettagli ed estremamente controllata. Sia internamente che esternamente si contrappone la leggerezza dell'alluminio e del vetro si contrappongono alla bellezza ruvida del cemento lasciato a vista.

Ma la novità del progetto è la scelta di integrare in un sistema unico tutte le finiture interne con le componenti impiantistiche: "si vive tra muri, pavimenti e soffitti – racconta l'architetto Carlo Ferrari – e questi piani spaziali sono primari ed imprescindibili. Ora, con le nuove tecnologie, stanno diventando superfici vive, che respirano, che controllano la temperatura, l'umidità e la velocità dell'aria, il C02 e l'acustica, che illuminano, che sono ora trasparenti, ora opache, che si muovono e si aprono. 

La progettazione di questi piani deve per forza essere integrata e pensata a 360 ° senza tralasciare ogni particolare e per la prima volta al mondo in questo progetto ciò è stato fatto in scala così ampia". Camminando tra i vari spazi – corridoi, uffici, auditorium, laboratori e sale riunioni – ci si trova immersi in un ambiente di alta qualità architettonica che trasmette una straordinaria sensazione  di benessere fisico.  Gli spazi di lavoro hanno pareti in vetro in contrasto con quelle dei muri perimetrali in cemento; ciò determina trasparenza ed intimità allo stesso tempo, mentre gli impianti sono completamente invisibili. 

 "Con il presupposto estetico che gli elementi necessari del sistema hanno come fine non solo l'integrazione ma la condensazione verso lo zero degli elementi visibili di connessione; i materiali così utilizzati sono ridotti alla loro essenza. Il vetro, l'alluminio, il legno e il cartongesso si liberano dai supporti e possono diventare superfici "infinite". Abbiamo controllato la percezione dello spazio ma allo stesso tempo le componenti impiantistiche ragionando sulla flessibilità, riciclabilità, facilità di manutenzione e contenimento al minimo possibile dei consumi energetici.

 La buona architettura non è solo la bella immagine d'interni vuoti e immacolati, ma è anche come gli edifici vengono vissuti e la capacità di creare il migliore benessere ambientale." 
Già nel corso dei lavori, ma ora ancora di più dopo l'avviamento dell'edificio, il sito è meta di delegazioni da ogni parte del mondo per visitare le tecnologie applicate e i sistemi integrati applicati alle soluzioni architettoniche. Il complesso è non solo il biglietto da visita della Simem ma anche l'esempio di come il nostro territorio sia in grado di realizzare opere di altissimo valore e di eccellenza a livello mondiale.

BOX
Studio Archingegno
Lo studio Archingegno nasce nel 1998, dall'incontro tra gli architetti Carlo Ferrari e Alberto Pontiroli e l'ingegnere Giovanni Montesor, che cura la parte strutturale, ai quali si affiancano, a partire dall'anno 2004, Boris Aaron Rodegher, Andrea Chelidonio, Francesca Rapisarda e Mattia Gaspari. I lavori dello studio sono stati selezionati in premi e concorsi internazionali, tra gli altri il Premio Città di Oderzo (2001) e nelle due ultime edizioni del Premio Cappochin, sezione internazionale (2005 e 2007). Nel 2008 hanno vinto il concorso per un edificio a terziario a Pesaro di cui è in corso la progettazione esecutiva.




Gli eventi consigliati

Scopri tutti gli eventi

il calendario

Programmi per il prossimo weekend?

Programmi per il prossimo weekend?

la newsletter

Rimani aggiornato
Ricevi tutte le novità Carnet Verona, concerti, spettacoli, eventi, manifestazioni...