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Concerti

Federico Guglielmo – Baroque Festival 2024

28 febbraio 2024 - ore 20.30

Il violino di Federico Guglielmo debutta al baroque Festival

Nella rassegna del Ristori, il maestro padovano interpreterà i «Concerti per l’Imperatore». Guglielmo: «Un’opera capace di arrivare al cuore affettivo dell’ascoltatore».

di Francesca Saglimbeni

 

A chiusura della seconda edizione del Baroque Festival, il 28 febbraio 2024 al Teatro Ristori, è atteso a Verona uno dei violinisti solisti più versatili del nostro tempo, Federico Guglielmo, grande interprete, nonché direttore d’orchestra, con all’attivo un repertorio concertistico tradottosi in qualcosa come 300 cd circa e un “medagliere” denso di riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Internazionale “Antonio Vivaldi”, assegnatogli nel 1997 per la sua prima registrazione da solista di Vivaldi.

Definito dal Boston Globe «la nuova stella nel panorama della musica antica», il maestro padovano – non certo sconosciuto ai palcoscenici scaligeri – debutterà nella nuova rassegna cittadina con l’ensemble L’Arte dell’Arco, da egli fondato insieme al padre Giovanni nel 1994 proprio per l’esecuzione di musiche antiche con strumenti originali. E per l’occasione, il repertorio non poteva che essere vivaldiano. Saranno infatti sei concerti per violino, archi e basso continuo, tratti dalla celebre raccolta «La Cetra», dedicata all’Imperatore Carlo VI d’Asburgo, a inondarci della ricchezza timbrica e al contempo delle melodie sempre così semplici e chiare di cui solo il Prete Rosso era capace.

«Nel 1727 Vivaldi manda al suo editore di riferimento ad Amsterdam una prima raccolta da dare alle stampe, catalogata come Opera 9. L’anno dopo, a Trieste, ha modo di incontrare il sovrano in persona, il quale si dice che “si intrattenne più a lungo con il compositore in questa occasione, che non con i suoi ministri nell’arco di due anni”», narra Guglielmo.

«Ma poiché i manoscritti ad egli dedicati erano ormai in possesso dell’editore, al fine di consegnare un volume per così dire “di rappresentanza” anche allo stesso Carlo VI, Vivaldi assembla una seconda raccolta (nota come La Cetra II) contenente una parte degli stessi concerti scelti per la stampa (di cui evidentemente aveva fatto copia), ma soprattutto alcune tra le sue composizioni più belle a noi pervenute».

Di quest’ultima, L’Arte dell’Arco ha effettuato registrazione integrale in occasione della sua nascita, «per cui questo concerto veronese sarà altresì un tributo sia ai trent’anni dell’inedito progetto discografico, che a quelli dalla fondazione del complesso strumentale».
Un’opera, quella proposta per questo Baroque Festival, «in cui la caratura violinistica è altissima sia dal punto di vista tecnico che stilistico. Stiamo parlando di un compositore – aggiunge Guglielmo – giunto al massimo della sua maturità, che ormai conosce tutti gli strumenti, i passaggi, le figurazioni e le articolazioni possibili immaginabili per arrivare al cuore affettivo dell’ascoltatore». E di un Vivaldi che, nonostante i secoli che ci separano da lui, ci suona ancora così vivo e tutt’altro che “antico” «proprio per la sua immediatezza (la scrittura vivaldiana entra subito nella testa di ognuno, vuoi sul piano ritmico che su quello melodico), ma anche per la cifra degli affetti da egli espressa in ogni brano.

L’Arte dell’Arco, con maestro concertatore lo stesso Guglielmo, si compone inoltre dei violini Elisa Citterio e Gianpiero Zanocco, la viola Mario Paladin, il violoncello Francesco Galligioni, il violone Paolo Zuccheri, la tiorba e chitarra barocca Diego Cantalupi, e infine il cembalo e organo da camera Roberto Loreggian.

Teatro Ristori
Via Teatro Ristori, 7,
37121 Verona


28 febbraio 2024 - ore 20.30

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