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Manifestazioni

Pasolini in forma di rosa

01 gennaio 1970

In occasione del quarantesimo anniversario dalla sua morte, l’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia, in stretta collaborazione con il Comune di Verona, organizzerà una manifestazione interamente dedicata all’attività di scrittore, regista e poeta di Pier Paolo Pasolini. La manifestazione consisterà in una ricca serie di appuntamenti che intendono dare uno spaccato generale dell’opera pasoliniana, considerandola in tutte le sue sfaccettature: da Pasolini scrittore di prosa e di poesia a Pasolini regista di cinema e teatro. Gli eventi previsti per le date 21, 22, 23, 28 e 29 Aprile saranno in seguito integrati con un ulteriore rassegna cinematografica che avrà luogo nel mese di Novembre.

L’inaugurazione si terrà Martedì 21 Aprile presso la libreria Feltrinelli. A presentare Pasolini, scrittore e poeta, sarà Marco Antonio Bazzocchi, docente di Letteratura contemporanea all’Università di Bologna e autore del volume monografico “Pier Paolo Pasolini”, parte della collana “La Biblioteca degli scrittori”, uscita nel 1998.

Mercoledì 22 Aprile si apre la rassegna cinematografica dedicata a Pier Paolo Pasolini regista; al Cinema Kappadue, saranno proiettati “La Ricotta”(30’), corto, realizzato da Pasolini come episodio del film Ro. Go. Pa. G, del 1963. A seguire “Accatone”(115’) , primo film diretto da Pier Paolo Pasolini, nel 1961. Le due Pellicole saranno accompagnate dall’intervento di Alberto Scandola, Professore di Storia e Critica del Cinema presso l’Università degli studi di Verona. La stessa sera, infine , è prevista la proiezione de “Il Vangelo secondo Matteo”, del 1964, con l’intervento del critico cinematografico Giancarlo Beltrame.

La manifestazione proseguirà Giovedì 23 Aprile, con un omaggio all’opera poetica di Pasolini; nella suggestiva cornice del Piccolo Teatro di Giulietta, ad intrattenerci con la lettura delle poesie di Pasolini ci saranno Gianfranco de Bosio, regista curatore della rassegna, Paolo Valerio, direttore del Teatro Nuovo e l’attrice Rossana Valier, che curerà la lettura di poesie in lingua friulana.

Il Martedì 28 Aprile,  ospite della rassegna, che avrà luogo in Sala Farinati, in Biblioteca Civica, sarà Giorgio Pressburger, regista e scrittore, che dialogherà con Gianfranco de Bosio sull’attività teatrale pasoliniana; a seguire è prevista la proiezione di “Calderòn”, film  da lui diretto nel 1981.

Mercoledì 29 Aprile, giornata finale presso la Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia, con le proiezioni pomeridiane dei corti “Uccelacci e uccellini”, “La terra vista dalla luna” e “Cosa sono le nuvole”; interverrà Ninetto Davoli, attore romano, scoperto da Pasolini negli anni ’60. Recitò in molti dei suoi film e fu grande amico del regista fino al momento della sua tragica scomparsa.

In serata la proiezione del film ”Salò – Le centoventi giornate di Sodoma” del 1975; interverranno Padre Virgilio Fantuzzi, critico cinematografico e direttore della rivista “Civiltà Cattolica”, Gianfranco de Bosio e Paolo Romano, responsabile del Verona Film Festival.

 

PASOLINI IN FORMA DI ROSA

Poesia in forma di rosa è il titolo di una delle raccolte poetiche più significative di Pier Paolo Pasolini. Uscita nel 1964, raccoglie i testi scritti nel biennio precedente, che è anche quello del pieno approdo, come regista e non più soltanto come sceneggiatore, al cinema (il film d’esordio, Accattone, è del 1961).  Ed è, fino a quel momento, anche la più sperimentale delle sue opere, proponendo in metri più vari e diversificati, rispetto agli

amati endecasillabi e alle predilette terzine di prima, che giungono sino alla prosa poetica e alla poesia visiva alla Apollinaire proprio nel secondo testo che richiama direttamente il titolo del libro, contenuti biograficamente (anche se pur sempre di biografia intellettuale prevalentemente si tratta) più urgenti e meno trattenuti.

Parafrasando volutamente quel titolo, Pasolini in forma di rosa intende saggiare la grande versatilità stilistica, formale ed espressiva di un autore che si colloca come un punto di riferimento imprescindibile nella cultura italiana della seconda metà del Novecento, nonostante la brutale interruzione con cui mani assassine troncarono la sua voce giusto quarant’anni fa. Utilizzare la metafora pasoliniana della rosa ci è sembrato il modo migliore per affrontare la sua opera sottolineandone insieme l’unitarietà e la varietà, come – appunto – una rosa dai molti petali. Nessun altro intellettuale italiano ha infatti avuto la sua capacità di proporre la propria riflessione sul tempo in cui viveva, spesso attraverso il filtro di una rilettura contemporanea dei grandi classici del passato, utilizzando forme artistiche e comunicative così diverse. Pasolini scrittore è stato poeta (dialettale e in lingua), novelliere, romanziere, sceneggiatore, autore teatrale, traduttore, saggista, teorico, polemista, opinionista, ma a tutto questo fervore di scrittura va ancora aggiunta l’attività attraverso altri media, dal cinema, in primo luogo – affrontato in tutta la gamma espressiva possibile, dal documentario d’inchiesta al reportage, dal cortometraggio al film in costume, dalla favola parabolica (Uccellacci e uccellini) alla tragedia più cupa (Salò o le 120 giornate di Sodoma), dalla rilettura delle tragedie classiche (Medea ed Edipo Re) alle tragedie contemporanee (Teorema  e Porcile), senza dimenticare la riscrittura tutta umana della figura di Cristo nel Vangelo secondo Matteo ­– alla radio, per giungere sino alla, forse meno nota, canzone d’autore. Solo la televisione, un mezzo che non gli piaceva molto perché “autoritario e antidemocratico”, come disse in un’intervista a Enzo Biagi, è mancata al suo arco espressivo.

A quattro decenni dalla morte a noi non resta che sfogliare i tanti petali della rosa di Pasolini, con il rimpianto che troppo presto essa sia stata recisa.

Giancarlo Beltrame




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