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Mostre

Emilio Isgrò – la Costituzione cancellata

01 gennaio 1970

LA COSTITUZIONE CANCELLATA
Rappresentazione di un crimine
A cura di MARCO BAZZINI

Sabato 18 dicembre 2010, ore 18.30
Palazzo della Gran Guardia, Sala Convegni (3° piano)
Piazza Bra – 20123 Verona
L’Associazione Contemporanea Verona presenta:
L’ITALIA E GLI SCARAFAGGI DI EMILIO ISGRO’
Dialogo tra GILLO DORFLES Critico e storico dell’arte EMILIO ISGRO’Artista
MARCO BAZZINI Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Conduce l’incontro FRANCESCA PINI Giornalista del Corriere della Sera

 

Boxart Galleria d’Arte
27 novembre 2010 -Fino al 26 febbraio

 INAUGURAZIONE: 27 NOVEMBRE 2010, ore 18.30

“Questa mostra è il grido di dolore
di un artista per l’Italia che si sfascia”.
Emilio Isgrò
Emilio Isgrò cancella la Costituzione Italiana come
rappresentazione di un crimine annunciato.
"La mostra porta un sottotitolo –spiega l’artistarappresentazione
di un crimine, ed è l'annuncio di un'Italia che
rischia di sfaldarsi, mentre tutti gli altri Paesi del mondo
serrano le fila per meglio resistere alle pressioni di una
globalizzazione che, oltre ai suoi pregi, mostra sempre più i suoi
limiti”.
Dopo l’inno di Mameli, quindi, annerito nell’opera Fratelli
d’Italia, ancor più oscura arriva la notizia logoclasta di un
paese che non si ritrova.
Per fugare ogni dubbio di una facile provocazione, tuttavia,
l’artista 73enne precisa: “Io rappresento la situazione attuale,
senza prendere necessariamente una posizione. Poi saranno le
coscienze a decidere”. E aggiunge ancora: “Non è stato facile per
me accingermi all'impresa. Temevo, infatti, che essa venisse
scambiata per una inutile provocazione. Mentre io, leggendo la
nostra Costituzione, sono stato toccato soprattutto da due cose.
Primo, dalla lingua, un italiano fluido e disadorno che non ha
niente a che vedere con il burocratese al quale ormai siamo
abituati. Secondo, dall'altezza dei princìpi ai quali i padri
costituenti improntarono il loro testo”.
Dalle pagine della carta costituzionale emergono qua e là poche
parole, che danno un nuovo senso al tutto. “L’arte ha diritto di
sciopero”, si legge assemblando le sillabe risparmiate dalla mano
cancellatrice.
L’ambiguità tra oblivione e rinascita è tutta serrata nel motto
poeta, drammaturgo e artista visivo: “Cancellare non è negare, ma
arare il campo della scrittura dove far nascere nuovi sogni e
nuovi pensieri”. Nuovi pensieri e nuovi sogni da cullare in
un’Italia non più dormiente -come nella grande scultura che
accompagna libri e tele- ma oramai desta per incontrare un destino
migliore.
“Ne è venuta fuori un'opera di poesia –chiosa Isgrò-, frutto di
uno struggimento civile e di una grande pietà per questo povero
Paese che forse non merita il destino che gli è stato assegnato".

 

ORARI: 10.00-12.30 / 15.30-19.30
(giorni di chiusura: domenica e lunedì)

Boxart di Gaburro Giorgio, Via dei Mutilati, 7/a – 37122 Verona – (Italia)
Tel.: +39 045 8000176 – Fax: +39 045 593426,

Cantina Cesari Gerardo


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