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Mostre

TIPI da Circo Maurizio Gioco – Titou Vergier

01 gennaio 1970

21 maggio al 15 giugno 2011
Maurizio Gioco – Titou Vergier
Artisti ospiti – Diego Airoldi, Brina Babini, Claudio Colasante.

I “Tipi da Circo” sono personaggi che popolano questa insolita mostra, che gli artisti espositori hanno realizzato tenendo presente cosa ha rappresentato per gli artisti il mondo del Circo, spettacolo sempre più spesso emarginato nelle periferie delle grandi città e che è alla ricerca di nuove forme espressive.
Se il circo ha da sempre dialogato con l’arte moderna ponendo aspetti che hanno coinvolto la percezione, il movimento, il sogno, la giocosità, si verifica in questa limitata , ma preziosa esposizione di  Verona se esista o meno una linea di associazione tra le arti plastiche, pittoriche e visive e lo spettacolo circense contemporaneo.

I “tipi “di Titou Vergier, artista francese sono figure in cartapesta, leggere, eteree , diafane e colorate, vivono nel ricordo, nel sogno, una reverie di un mondo infantile.
Maurizo Gioco crea personaggi-burattino, di taglio sghembo e improbabili, i suoi “tipi” fanno parte di un universo in disarmonia con i tratti definiti delle facce quotidiane, è il circo sociale, antropologico che incontriamo per la strada, e che viene trasposto nella forma e nel colore.
Accompagna il suo intervento con alcune pitture dove la figura stereotipata circense emerge appena, per lasciare posto a una pista cromatica mnemonica dell’emozione visiva, vissuta magari sotto il tendone.
La mostra ospita nel piano interrato della galleria alcuni lavori di artisti che utilizzano nel teatro dei burattini elementi di richiamo circense.
La scenografa Brina Babini ci fa riassaporare il mondo felliniano, la Romagna, terra da cui proviene, che evidentemente fornisce ancora  “tipi” retrò a cui si ispira per le sue narrazioni scultoree.
I suoi lavori contengono un passaggio tra tradizione e contemporaneo sia per come viene trattata la colorazione, sia per le parti scultoree, in particolare le mani e i piedi dei suoi personaggi.

Il marionettista torinese Diego Airoldi è invece impegnato nel riprodurre i movimenti goffi e impacciati di un personale clown a cui viene data vita tramite uno studio preciso e millimetrico del bilancino e dei fili che muovono la marionetta-automa.
Claudio Colasante rappresenta una linea di continuità tra tradizione e innovazione provenendo da un territorio (le valli bergamasche) noto per la scultura di teste di legno; il suo leone che mangia la testa del  domatore rilancia una metafora sul rapporto uomo- animale.

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