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Spettacoli

A Paolo Bonacelli il 54° premio “Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa”

01 gennaio 1970

fotoservizio Antonella Anti

 

A Paolo Bonacelli il 54° premio “Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa”. La motivazione del prestigioso riconoscimento.

 

 

C’è grande attesa per il Sogno di una notte di mezza estate che il 6 luglio alle 21.15 inaugurerà il 63° Festival shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese.

La prima assoluta del Sogno, una produzione del Teatro Stabile di Verona e di Bananas che vedrà in scena artisti dell’ “area Zelig”, sarà preceduta dalla consegna del 54° premio “Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa” all’attore italiano Paolo Bonacelli.

Questa la motivazione con cui la giuria presieduta da Erminia Perbellini, assessore alla Cultura del Comune di Verona, gli ha conferito il premio:

 

Che attore è Paolo Bonacelli? Lo ha detto più volte lui stesso: un attore che recita in terza persona, un attore non già tradizionale, ma classico, che indossa abiti altrui e ne fa la propria pelle. Bonacelli, così dice, non ama il teatro che oggi si chiama di narrazione, il teatro degli attori soli in scena. A lui, quei monologhi spesso sembrano sproloqui. Un attore classico, dunque, di cui sarà giusto ricordare le prove maggiori. Agli esordi, negli anni Sessanta, facendo compagnia con Alberto Moravia e Dacia Maraini in una cantina romana, recitò un testo difficile di Gadda come Il guerriero, l’amazzone, lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo. Subito dopo lo vediamo interprete dei grandi polacchi, Witkiewicz e Gombrowicz, con i quali si aprì la stagione del suo lavoro con un regista come Mario Missiroli. Ma è  anche giusto ricordare gli spettacoli con Franco Enriquez, tra i quali Casimiro e Carolina di Horvath. Altre prove  sue memorabili sono Amadeus, Oblomov e, più recente, la Tempesta, naturalmente come Prospero. Terra di nessuno è forse il Pinter più filologicamente preciso che sia stato da noi messo in scena. Di Pinter Bonacelli fu amico e ne ha voluto trasmettere lo spirito nel rispetto assoluto delle intenzioni dell’autore. Ma ciò che davvero distingue Bonacelli è contrario a ciò che egli dice o pensa di essere. Come tutti i grandi attori egli è un unicum: sarà fedele quanto vuole, godrà nell’imitare e nel rivivere la vita degli altri, ma resta essenzialmente se stesso. Fa pensare a Salvo Randone. Qualunque personaggio interpretasse Randone era beffardo. Bonacelli invece è tanto sornione quanto sarcastico. Non c’è un solo spettacolo, una sola sua interpretazione da cui non sprizzi la sua natura: un gusto dell’irrisione, dell’ironia, dello humour.

045 8000360

Museo Archeologico del Teatro Romano
Rigaste Redentore, 2,
37129 Verona


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