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Spettacoli

Fiorello in Arena

01 gennaio 1970

Un doppio show per l’unico, vero mattatore del 2000. Fiorello porta il suo “Show” per due serate all’Arena – il 24 e il 25 settembre – dopo aver attraversato l’Italia, da Bolzano fino alla sua Sicilia.

 Accompagnato sul palco dal maestro Enrico Cremonesi e da un’orchestra, Rosario trasforma i fatti di attualità e gli elementi del quotidiano in uno spettacolo gicato su paradossi, contrapposizioni e anomalie, affrontati senza satira ma con un’ironia leggera che, anche quando colpisce, non fa mai male. Tra le componenti del “Fiorello show”, ovviamente, c’è la musica, con canzoni nuove e brani entrati nel repertorio del conduttore/comico siciliano. E proprio alle note viene riservato il ruolo di ammortizzatore e collante tra una gag e l’altra (la più recente, quella del Principe Terrone), in un lungo racconto (lo show dura più di due ore) che si nutre di aneddoti ed episodi di vita vissuta. Con un elemento, il coinvolgimento diretto degli spettatori, che sfugge alla scaletta e dà un’idea del talento di “Fiore” per l'improvvisazione.

L’impianto scenico può contare su un allestimento moderno e dal forte impatto visivo con giochi di luce e ologrammi. La regia è di Giampiero Solari. Autori dello spettacolo, oltre allo stesso Fiorello, sono Francesco Bozzi, Riccardo Cassini, Alberto Di Risio e Federico Taddia, con la collaborazione ai testi di Pierluigi Montebelli.
Fiorello in Rai? «Solo se mi fanno rifare “Fantastico”».

«Certo che avrei voglia di tornare alla Rai, sono della Rai – anche se sono stato a Sky, e non è escluso che possa fare ancora qualcosa con loro o con Cielo – ma se torno non posso ripresentarmi per fare una cosetta. In Rai devo fare il sabato sera o uno spettacolone da grande budget, coi grandi ospiti: per capirci, un “Fantastico” tutto nuovo. Vi ricordate che show era? Ecco, sarei pronto a fare il Fantastico 1 del nuovo millennio, reinventarmelo, rilanciarlo.

 Poi magari al posto mio, l’anno successivo, lo può condurre un altro. Proprio come successe col “Fantastico” di Baudo, che è diventato un marchio. Poi c’è stato quello di Boldi e della Laurito, di Celentano, Ranieri, della Oxa. Vorrei rilanciare un prototipo, che poi sarebbe ‘il grande varietà della Rai’, quello classico. Mi piace da morire quel tipo di spettacolo» (Da “La Repubblica”, febbraio 2010)

Cantina Cesari Gerardo


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