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Spettacoli

La pecora nera con Ascanio Celestini

01 gennaio 1970

 foto Antonella Anti

Venerdì 18 dicembre, nell’ambito dell’ALTRO TEATRO, è andato in scena al Camploy uno “spettacolo di teatro civile sull’istituzione manicomiale” di e con Ascanio Celestini, uno dei maggiori interpreti di teatro di narrazione in Italia. La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico è un’indagine nella memoria del presente come luogo di sedimentazione di storie diverse di persone che hanno abitato e vissuto il luogo chiuso e strutturato del manicomio.

Il secondo appuntamento con la prosa della rassegna di teatro di ricerca e innovazione L’ALTRO TEATRO vede protagonista al Teatro Camploy, venerdì 18 dicembre alle ore 20.45, Ascanio Celestini in La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico, “spettacolo di teatro civile sull’istituzione manicomiale”. Una pièce che indaga nella memoria del presente, vista come luogo di sedimentazione di storie diverse, storie di persone che hanno abitato il luogo chiuso e strutturato del manicomio, storie di uomini e donne che hanno vissuto la destrutturazione dell’istituzione, la frammentazione delle risposte istituzionali alla malattia psichica e il loro mescolarsi con i territori circostanti. Uno spettacolo per raccontare vicende che rischiano costantemente di venire relegate a questioni private o a problemi scientifici. Ma anche per restituire la freschezza del racconto e l’imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell’immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio: quello di chi ha vissuto e transitato per gli ex manicomi, pazienti, medici e infermieri soprattutto. Attraverso queste testimonianze Celestini affronta l’evoluzione della questione medico-psichiatrica dopo la riforma degli anni ‘70 sfociata nella “legge Basaglia” che portò alla chiusura dei manicomi. Prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e da Fabbrica, la compagnia di Celestini, lo spettacolo ha debuttato nel 2005 dopo circa tre anni di ricerca e di laboratori condotti dall’autore a partire dal 2002, quando la sua attenzione si era rivolta alla relazione fra gli individui e le istituzioni cardine del nostro Paese. «Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio – raccontava Celestini durante la fase di raccolta del materiale poi confluito nella pièce – un po’ come facevano i geografi del passato, che chiedevano ai marinai di raccontargli com’era fatta un’isola, ai commercianti di spezie o tappeti com’era una strada verso l’Oriente o attraverso l’Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche: ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli».

Dal montaggio di Celestini scaturisce una drammaturgia che è sostanzialmente un insieme di molte storie. Una drammaturgia che mira a “raccontare anche il presente della memoria e non soltanto il passato della letteratura teatrale”. Per Celestini questa nuova tappa del suo teatro esprime “una possibilità nuova per un teatro civile che sperimenti la propria civiltà non soltanto nelle tematiche, ma soprattutto nella possibilità che queste forniscono per mettere direttamente in relazione le persone con la propria memoria e con il proprio presente”.

La pecora nera commuove e diverte affrontando con leggerezza un argomento piuttosto  difficile e complesso. Poesia e comicità vi convivono nello stile inconfondibile di Celestini che dell’impegno civile e della denuncia sociale impregna il suo teatro fin dagli esordi – dopo gli anni di apprendistato con il Teatro Agricolo – con la trilogia Milleuno (1998-2000) che ricreava la memoria orale di chi viveva ai margini di Roma intorno alla metà del secolo scorso. La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico è uscita anche in volume, nel 2006, nella collana I Coralli di Einaudi.

Venerdì 18 vendita biglietti al Teatro Camploy (tel. 045/8008184-8009549) dalle ore 20.00. Posto unico euro 9,00, ridotto euro 7,00. Prevendita tramite circuito UNITICKET (numero verde sportelli di Unicredit Banca ABILITATI 800323285) e CALL CENTER (tel. 899111178). Biglietti on line su www.geticket.it. Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE (via Pallone12/a, tel.0458011154).

Giazza


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