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Spettacoli

«Metti via quel cellulare!» Aldo Cazzullo

15 aprile 2019 - ore 18.00

Teatro Nuovo

Intervista ad Aldo Cazzullo, il giornalista autore del libro su cui è basato lo spettacolo in scena al Teatro Nuovo il 15 aprile 2019

di Agnese Ceschi

Genitori con figli «connessi» h24 al telefonino: una commedia nata da un libro, “Metti via quel cellulare”, scritto da un giornalista «stanco di vedere i figli sempre con il cellulare in mano: a volte, pur nella stessa stanza, si scrivevano tra loro messaggi WhatsApp anziché parlarsi». Nasce da lì l’idea di Aldo Cazzullo, trasformata in una pièce per la regia di Paolo Valerio e Pino Costalunga e la produzione di Fondazione Aida, in programma il 15 aprile 2019 alle 18 al Teatro Nuovo di Verona, ad ingresso gratuito. In scena, Andrea Avanzi, Silvia Rizzi e Jacopo Zera.

 

Cazzullo, “Metti via quel cellulare” è dunque nato come una reazione…
Sì, vedendoli sempre con il telefono in mano, mi sono stancato e ho detto loro che la vita è un’altra, e nulla può sostituirla. La mia non voleva essere una predica, ma un’apertura al dialogo costruttivo.

E i suoi figli cos’hanno risposto?
Mi hanno detto: “Papà, per noi il cellulare è la vita: ci accordiamo con gli amici per incontrarci, ci informiamo… Inoltre nel mondo virtuale, grazie alla grande connessione tra persone, sono nate tante cause globali. Certo, questo non vuol dire che il cellulare e la rete sostituiscano il ruolo dei genitori: tocca sempre a voi trasmetterci passioni, interessi e valori”.

Quindi è un libro scritto a sei mani?
Certo, lo abbiamo fatto assieme, in un dialogo con- tinuo, che mi piacerebbe continuasse nelle case di coloro che hanno letto il libro. In fondo, l’abuso del cellulare è un problema comune a molte famiglie. Devo dire che questo libro ci ha fatto arrivare a una conclusione condivisa: noi dobbiamo essere coloro che decidono come usare questo strumento; essere padroni della nostra vita, non far diventare il cellulare padrone delle nostre vite.

Che temi emergono da questo dialogo padre-figli?
Io insisto molto sul passaggio generazionale. Ogni generazione ha la sua guerra da combattere. I nostri nonni hanno vissuto le guerre che si combattevano nei campi di battaglia, noi abbiamo la guerra della rassegnazione, dell’impoverirsi dei rapporti umani. I luoghi in cui i nostri nonni o genitori si sono incontrati – i bar, le piazze – oggi sono deserti. La Rete sta sostituendo tutto questo. Dobbiamo dunque combattere contro la perdita di relazioni autentiche e reali e insegnare ai nostri figli cosa siano.

Com’è cambiata la comunicazione genitori-figli nel tempo?
Le generazioni non hanno mai comunicato così poco come oggi. Ho l’impressione che genitori e figli parlino molto meno di quando io ero un bambino e mi perdevo ad ascoltare i racconti dei miei nonni sulla guerra e sulla fatica di affermarsi socialmente ed economicamente. I loro racconti mi hanno trasmesso un valore importantissimo: l’idea che, in un modo o nell’altro, bisogna cavarsela senza lamentarsi, andando sempre avanti.
In uno dei miei tanti incontri nelle scuole, un giorno mi sono imbattuto in ragazzi di un liceo romano che non sapevano nulla della Resistenza o dell’ec- cidio delle Fosse ardeatine; e non sapevano chi è stato De Gasperi… Per loro la storia è una cosa successa tanto tempo fa e che non li riguarda. Per questo insisto sull’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la memoria e i valori. E questo lavoro deve partire prima di tutto dai genitori, oltre che dalla scuola.

Quali sono invece i lati positivi del web?
Sicuramente può trasmettere più velocemente le informazioni e creare aggregazioni in tempi molto rapidi. La Rete può anche salvare a volte. Mi ricordo quando sono usciti i Pokemon Go, e io ho pensato che fosse un’attività molto alienante. Poi i miei figli mi hanno parlato di quel ragazzo autistico di Man- chester che è uscito per la prima volta per andare a giocare a Pokemon Go, superando il suo isolamento. Sicuramente la Rete non è tutta un male, ma va gestita nel modo giusto.


“Metti via quel cellulare”
15 aprile 2019, alle 18
Teatro Nuovo, piazza Viviani

Produzione: Fondazione Aida Testo: Aldo Cazzullo
Regia: Pino Costalunga e Paolo Valerio
Con: Andrea Avanzi, Silvia Rizzi, Jacopo Zera Introduce lo spettacolo, a ingresso gratuito, Daniela Galletta, coordinatrice della rete di scuole Scuola e Territorio: Educare insieme e dell’associazione Prospettiva Famiglia.

Alla fine dello spettacolo interverranno l’autore del libro, Aldo Cazzullo, e i registi Paolo Valerio e Pino Costalunga.

Teatro Nuovo
Piazza Francesco Viviani, 10,
37121 Verona


15 aprile 2019 - ore 18.00

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