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Spettacoli

Il Trovatore di Giuseppe Verdi

01 gennaio 1970

Il Trovatore di Giuseppe Verdi
Repliche nei giorni 11-14-19-25-28 agosto.

Il Trovatore di Giuseppe Verdi, ultimo titolo dell’88° Festival Lirico a debuttare sul palcoscenico areniano, ritorna nell’edizione di Franco Zeffirelli del 2001, con regia e scene del grande regista fiorentino, ed i costumi di Raimonda Gaetani.
Il melodramma verdiano (in quattro parti: Il Duello, La Gitana, Il Figlio della Zingara, Il Supplizio)  è fra i più noti ed amati dal grande pubblico, annoverato nella trilogia popolare, insieme a Rigoletto (1851) e La Traviata (1853).
Proprio dopo il successo di Rigoletto, riscosso alla Fenice di Venezia l’11 marzo 1851, Verdi si mise immediatamente all’opera, traendo ispirazione dal drama caballeresco El Trovador di Antonio García Gutiérrez (1836), e commissionò il libretto al poeta napoletano Salvatore Cammarano (1801 – 1852), che però morì di lì a poco. Leone Emanuele Bardare, amico e collaboratore del poeta, in poche settimane sistemò il testo di Cammarano, anche per soddisfare le richieste avanzate dalla censura pontificia. Il Trovatore andò in scena al Teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853 – di lì a poco, il 6 marzo 1853, sarebbe andata in scena La Traviata, alla Fenice.
L’ambientazione medioevale della vicenda risultò congeniale alla sensibilità romantica sia di Gutiérrez che di Verdi: entrambi connotarono la storia con tratti ora fiabeschi, ora popolari, all’insegna degli ideali dell’epoca.

Franco Zeffirelli ha saputo cogliere e trasmettere l’eroismo e la passionalità che emerge dal testo e dalla musica di Verdi con una straordinaria spettacolarità: numerosi coups de théâtre di grande effetto e di notevole impatto cromatico.

Il Trovatore è stato il nono titolo ad essere scelto per il palcoscenico areniano: la prima volta venne rappresentato nel 1926, a quell’edizione ne seguirono altre dieci (1933, 1949, 1953, 1959, 1968, 1978, 1985, 2001, 2002, 2004). La produzione di Trovatore di quest’anno venne realizzata da Franco Zeffirelli, appositamente per il palcoscenico areniano, nel 2001 ed è stata successivamente riproposta nel 2002 e nel 2004.

Il cast di sabato 7 agosto 2010 prevede artisti di fama internazionale: Dmitri Hvorostovsky (Il Conte di Luna), che debutta sul palcoscenico areniano –duplice debutto in Arena e nel ruolo in Italia – (Alberto Gazale prenderà il suo posto nelle recite del 25 e 28 agosto), ritornano attesi dal pubblico Marcelo Álvarez (nei panni Manrico), Sondra Radvanosvsky che si alternerà a Anda-Louise Bogza (25 e 28 agosto) nel ruolo di Leonora, Marianne Cornetti che sarà Azucena, in alternanza con Mariana Pentcheva (14 e 19 agosto) e Andrea Ulbrich (25 e 28 agosto); Giorgio Giuseppini e Roberto Tagliavini (11 e 14 agosto) canteranno il ruolo di Ferrando, Mirjam Tola e Ausrine Stundyte (25 e 28 agosto) saranno Ines, Carlo Bosi e Antonello Ceron (11, 14 e 19 agosto) Ruiz, Fabio Bonavita e Alessandro Reschitz (11, 19 e 28 agosto) interpreteranno il ruolo di un vecchio zingaro, Luca Tamani e Vincenzo Di Nocera (11, 19 e 28 agosto) saranno un messo.

Atteso è il debutto del Direttore d’Orchestra Marco Armiliato sul podio dell’Arena di Verona.
Primi Ballerini Ospiti Lucia Real, José Porcel, Rosa Zaragoza, per la coreografia di El Camborio ripresa da Lucia Real.

Maestro d’armi, Renzo Musumeci Greco.

Repliche nei giorni 11-14-19-25-28 agosto.

Gli interpreti verranno affiancati dai complessi artistici areniani: l’Orchestra, il Coro ed il Corpo di Ballo.
Il Coro è diretto da Giovanni Andreoli, il Corpo di Ballo da Maria Grazia Garofoli.
Comparse e Tecnici dell’Arena di Verona.

Ulteriori informazioni sul Festival lirico 2010 sono disponibili sul sito e chiamando il call center 045 8005151

 

Interpreti
Il Conte di Luna Dmitri Hvorostovsky
Leonora Sondra Radvanovski
Azucena Marianne Cornetti
Manrico Marcelo Alvarez
Ferrando Giorgio Giuseppini
Ines Mirjam Tola
Ruiz Carlo Bosi

 L'opera della maturità verdiana Giuseppe Verdi

Il Trovatore è una delle tre grandi opere (assieme a Rigoletto e a La Traviata) con le quali Giuseppe Verdi raggiunse la piena maturità artistica e fu riconosciuto come il massimo compositore italiano dell'Ottocento.
Dopo il successo di Rigoletto alla Fenice di Venezia nel marzo 1851, Verdi tornò a Busseto dove conviveva con il soprano Giuseppina Strepponi scandalizzando tutto il paese.

Il lavoro successivo aveva già cominciato a prendere forma nel gennaio di quell'anno, quando il Maestro aveva consigliato al librettista Salvatore Cammarano di comprare una copia di El Trovador, dello scrittore spagnolo Antonio Garcìa-Gutiérrez. Si di un dramma d'ispirazione romantica, rappresentato a Madrid nel 1836, che aveva riscosso un grande successo e aveva colpito il pubblico soprattutto per la potenza e l'originalità della trama e dei personaggi. Verdi stesso amava queste qualità e prese accordi con Cammarano per un libretto che s'ispirasse a tale soggetto. Una volta libero dagli impegni per il Rigoletto, quindi, cominciò a pensare all'opera che si sarebbe intitolata Il Trovatore.

Poiché Verdi e Cammarano lavoravano a distanza e tra i due ci fu un'intensa corrispondenza per definire una bozza. Una volta letto lo schema per il libretto, il compositore diede alcuni suggerimenti per dei cambiamenti, e continuò a farlo mano a mano che il lavoro procedeva. Teneva particolarmente alla fedeltà verso il dramma spagnolo, del quale lo affascinavano "la novità e bizzarria".

Nell'inverno tra il 1851 e il 1852 la coppia Verdi-Strepponi si trasferì a Parigi, dove il musicista visse un periodo particolarmente impegnativo. Lavorava al Trovatore, aveva firmato un contratto con l'Opéra di Parigi per una nuova opera (Les Vêpres siciliennes) e assistette alla riduzione teatrale de La Dame aux Camélias, di Dumas figlio che gli ispirò La Traviata.

Nel marzo 1852 il Maestro tornò a Busseto, assieme a Giuseppina, e continuò a lavorare sul Trovatore, pur essendo continuamente ostacolato dalle precarie condizioni di salute del suo librettista e da quelle del padre (la madre era morta l'anno prima). Corrispondeva inoltre con Francesco Maria Piave per il libretto della Traviata.

Purtroppo, nel luglio dello stesso anno, sopraggiunse la morte di Cammarano. Il libretto non era ancora completo, così il poeta napoletano Leone Emanuele Bardare fu incaricato di portarlo a termine seguendo gli appunti lasciati dal precedente autore. La nascita del libretto fu quindi abbastanza sofferta, ma fortunatamente la composizione della musica fu più breve: si realizzò nel giro di un mese nel novembre 1852. Questo probabilmente avvenne perché già da un anno il progetto era ben chiaro nella mente del musicista.

Una volta completata la sua ultima fatica, Verdi doveva trovare un teatro dove rappresentarla. Inizialmente, conoscendo il legame di Cammarano con Napoli, aveva pensato al Teatro San Carlo, ma poi decise di scegliere un teatro che disponesse degli interpreti più adatti. Alla fine trovò un accordo soddisfacente con l'Apollo di Roma, e la data della prima fu fissata per il 19 gennaio 1853.

Per Verdi fu un successo senza precedenti. Il pubblico ne fu entusiasta, La Gazzetta Musicale lo definì come un trionfo meritato e Il Trovatore fu definito un capolavoro, come viene considerato tutt'ora. 

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