cerca

Spettacoli

Il malato immaginario con Gabriele Lavia

01 gennaio 1970

 foto Antonella Anti

 

Da martedì 14 a domenica 19 dicembre 2010

Il malato immaginario di Molière
con Gabriele Lavia
Compagnia Lavia Anagni – Teatro Stabile dell'Umbria.
Regia di Gabriele Lavia

Martedì 14 dicembre terzo appuntamento con la rassegna “Il Grande Teatro”. In programma il malato immaginario di Molière con Gabriele Lavia nel duplice ruolo di protagonista e regista.

Martedì 14 dicembre alle 20.45 terzo appuntamento, al Nuovo, con Il Grande Teatro, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona con i contributi di Unicredit Corporate Banking e della Provincia e in collaborazione col Teatro Stabile di Verona. In programma Il malato immaginario di Molière con Gabriele Lavia nel duplice ruolo di protagonista (nel ruolo di Argante) e di regista.

Gabriele Lavia si confronta dunque ancora una volta con Molière dopo la sua indimenticabile interpretazione dell’Avaro, sempre al Grande Teatro, nella stagione 2003-2004. Lavia, che ha fatto dell’inquietudine di pensiero, della ricerca, della creatività fantasiosa e poetica, dell’attenzione all’animo dell’uomo contemporaneo (guardato spesso attraverso il sapiente sguardo degli autori classici) il proprio “segno artistico”, non poteva non imprimere il fascino della sua interpretazione anche all’ultimo capolavoro di Molière, un’opera che gli è particolarmente congeniale per la qualità della drammaturgia e lo spessore dei personaggi.

Ma anche per l’ironia che la percorre e perché si presta a una molteplicità di chiavi di lettura che offrono la possibilità di guardare, attraverso l’ipocondriaco Argante, alle debolezze dell’uomo moderno così come a quelle della società che lo circonda.
«Tutto sulla morte: potrei sottotitolare così – spiega Lavia – questo mio allestimento per il quale ho preso spunto dal Malone muore di Beckett, in cui i personaggi, misteriosamente infermi, isolati nei loro disperati monologhi, incarnano emblematicamente la solitudine dell’uomo contemporaneo. Del resto come non vedere la morte in un uomo che ha scelto di vivere tra il letto e il gabinetto? Diceva Pasolini che “l’irrealtà coincide con la borghesia stessa, la quale non rinvia a una classe sociale, ma a una malattia”. Così Argante trasforma la sua malattia esistenziale in male fisico immaginario, perché è più attratto dalla morte che dalla vita. Attorno a lui si muove un mondo altrettanto assurdo e misero, ma senza dubbio inconsapevolmente e tristemente comico, in cui ognuno esprime la caricatura di se stesso e, quindi, dell’umanità.

E tutto questo – conclude Lavia – è, ahimè, fin troppo attuale».
Ancora una volta Gabriele Lavia fa da padrino al battesimo del palcoscenico di un suo figlio. Dopo Lorenzo, tiene ora a battesimo la figlia Lucia che veste i panni della dolce e affettuosa Angelica, uno dei pochi personaggi autenticamente positivi dello spettacolo: padre nella vita e padre sulla scena, dunque, di una giovanissima attrice che ha subito dimostrato di avere ereditato passione e talento tanto da recitare per alcune repliche ingessata e seduta a causa di una dolorosa slogatura alla caviglia.“Passionale e tenace – ha commentato la Repubblica – Lucia si è rivelata audace ed estrosa, come il padre che da anni anima di colpi di genio le sue pièce”.

La vicenda della commedia, prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria e dalla Compagnia Lavia-Anagni, è incentrata sulla figura di Argante, un benestante ipocondriaco circondato da uno stuolo di ciarlatani che campano sulla sua folle ossessione di malato immaginario. Passando sopra i sentimenti della figlia, legata al giovane Cleante che si finge maestro di musica per stare vicino all’amata, il padre decide di farle sposare un aspirante dottore, sciocco e petulante. Istigato dalla moglie Belina, donna avida e spregiudicata che lo asseconda nelle sue manie nell’attesa di ereditare il cospicuo patrimonio che si è assicurata con mille moine, Argante scopre la tresca amorosa. A questo punto entra in scena la serva Tonina che, travestita da medico, suggerisce al malato di fingersi morto. La finzione apre finalmente gli occhi ad Argante che scopre la fredda indifferenza della moglie e il sincero dolore della figlia. Accanto a Lavia saranno in scena, oltre alla figlia Lucia, Pietro Biondi, Gianni De Lellis, Giorgio Crisafi, Barbara Begala, Mauro Mandolini, Vittorio Vannutelli, Giulia Galiani, Andrea Macaluso e Michele Demaria. Le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti.

Due gli incontri relativi al Malato immaginario nel foyer del Nuovo. Giovedì 16 dicembre alle ore 16.45 nell’ambito di “Invito alla visione”, Simone Azzoni parlerà dell’ “Oggetto nel teatro di Gabriele Lavia”. A seguire, alle ore 17.00, Lavia incontrerà il pubblico. A condurre l’incontro sarà Giovanna Zofrea. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Dopo il debutto di martedì, repliche tutte le sere fino a sabato 18 dicembre. L’ultima replica, domenica 19, sarà invece alle ore 16.
Vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100. Biglietti anche tramite circuito GETICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285) e CALL CENTER (tel.848002008). Biglietti on line su www.geticket.it. Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE, via Pallone 12/a, tel. 0458011154.

Innsbruck, Centro Storico
6020 Innsbruck


Gli eventi consigliati

Scopri tutti gli eventi

il calendario

Programmi per il prossimo weekend?

Programmi per il prossimo weekend?

la newsletter

Rimani aggiornato
Ricevi tutte le novità Carnet Verona, concerti, spettacoli, eventi, manifestazioni...