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15 marzo Giornata nazionale del Fiocchetto lilla

28 Febbraio 2024

Per conoscere i disturbi alimentari e come affrontarli

del dott. Sandro Fronzuti

 

Il 15 Marzo si celebra la “Giornata nazionale del fiocchetto lilla”, ricorrenza introdotta con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri l’8 Maggio 2018 e dedicata ai disturbi del comportamento alimentare (DCA). Questi disturbi comportamentali si manifestano attraverso atteggiamenti alimentari disfunzionali e preoccupazioni eccessive per il peso e la forma corporea.
I disturbi più diffusi e conosciuti sono l’Anoressia, la Bulimia e il Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder o BED). In passato si pensava riguardassero quasi esclusivamente il sesso femminile, ma attualmente hanno iniziato ad essere diffusi in maniera rilevante anche fra i maschi. Questi disagi a livello statistico interessano maggiormente l’età adolescenziale e le donne vicino all’età della menopausa, sono inseriti dalla comunità medica fra le patologie di natura psicologica e psichiatrica e sono frequentemente associati a disturbi d’ansia e dell’umore. Caratteristica comune a questi disturbi è la presenza di una bassa stima della propria persona eccessivamente condizionata dall’ immagine corporea; molto spesso si ha una valutazione disfunzionale di sé stessi e in particolare del proprio corpo che porta ad avere un rapporto errato con l’alimentazione.

Le manifestazioni possono essere molto diverse fra loro, per cui cercare un unico sintomo comune a questi tipi di disagio non è corretto; ad esempio il basso peso non è un marcatore unico, che identifica i DCA, poiché in diversi casi queste patologie si possono incontrare in soggetti normopeso, sovrappeso o addirittura obesi. Il disturbo probabilmente più conosciuto è l’Anoressia, in questa condizione la persona non riesce ad accettare il proprio corpo, che vede eccessivamente grasso; ciò la porta a saltare i pasti, abusare di farmaci lassativi e diuretici.

L’anoressia può intaccare anche gravemente diverse funzioni vitali causando disfunzioni renali, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, assenza del ciclo nelle donne (Amenorrea), perdita di denti e capelli; nei casi più gravi può portare anche alla morte.

Molto diffusa è anche la Bulimia, che letteralmente significa “fame da bue”: si caratterizza per una esagerata assunzione di cibo, seguita dalla necessità di liberarsi degli alimenti ingeriti attraverso vomito autoindotto o abuso di farmaci lassativi. A seguito di queste abbuffate la persona in preda al senso di colpa spesso sprofonda in una pesante depressione. Tutti questi comportamenti sono guidati anche in questo caso da una valutazione negativa del proprio sé, che porta a non accettare il proprio peso e le proprie forme corporee. In alcuni casi è possibile osservare Anoressia e Bulimia nel medesimo soggetto in periodi differenti.

Meno conosciuto è il Disturbo da alimentazione incontrollata (BED), in questa situazione patologica, come nella Bulimia, la persona ingerisce quantitativi esagerati di cibo, ma non espelle quanto ingerito; ciò può portare a una condizione di obesità anche molto grave con conseguenti complicazioni mediche rilevanti.

Negli ultimi anni c’è stato un ulteriore abbassamento dell’età di insorgenza di questi disturbi, in particolare Anoressia e Bulimia, che comporta conseguenze molto più gravi sul corpo e sulla mente dei pazienti, dovuto al fatto che la malnutrizione prolungata in età precoce può causare danni permanenti a tessuti, come le ossa e il sistema nervoso centrale, che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione. Anche la pandemia Covid-19 e le conseguenti restrizioni sociali hanno avuto un impatto importante su questo tipo di patologie, facendo registrare un aumento del 30% dei casi segnalati.

A livello medico il trattamento efficace di queste patologie richiede la collaborazione di diverse figure, come dietologi, endocrinologi e psicoterapeuti. È importante che il paziente sia cosciente e consapevole di avere un problema, si documenti il più possibile a riguardo e chieda aiuto ai propri cari e figure di riferimento. Nell’affrontare i disturbi alimentari il ruolo della famiglia è fondamentale: all’insorgere della malattia è importante prestare attenzione a cambi repentini nelle abitudini alimentari e della personalità. Con una diagnosi e un trattamento tempestivo i DCA possono essere gestiti con successo.

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