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A LUCA DE FILIPPO IL 57° PREMIO RENATO SIMONI PER LA FEDELTÀ AL TEATRO DI PROSA

31 Maggio 2014
Centro Storico di Verona

Il 57° premio “Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa” viene assegnato quest’anno a un figlio d’arte, all’erede di una prestigiosa dinastia di artisti napoletani: Luca De Filippo. Il riconoscimento assume tra l’altro un particolare significato legato a due date: innanzitutto ricorre quest’anno il trentennale della morte di Eduardo De Filippo, padre di Luca, avvenuta nel 1984. Seconda coincidenza, sono passati quarantacinque anni esatti da quando, nel 1969, Eduardo ricevette, al Teatro Romano, proprio il premio “Renato Simoni”. L’edizione 2014 che festeggia i 450 anni della nascita di William Shakespeare può dunque vantare due ulteriori e importanti anniversari. Tre se consideriamo che proprio a Verona la compagnia statunitense Alvin Ailey II festeggia in agosto  quarant’anni di attività e di successi a livello mondiale.

Il premio “Renato Simoni” sarà consegnato a Luca De Filippo il 2 luglio al Teatro Romano prima del debutto di Otello (protagonista Giuseppe Battiston con la regia di Pappi Corsicato) che inaugura il 66° Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese 2014.

 

 

L’assegnazione del 57° premio “Renato Simoni” a Luca De Filippo è stato deciso dalla giuria presieduta dal sindaco Flavio Tosi e formata dai giornalisti Michelangelo Bellinetti, Andrea Bisicchia, Franco Cordelli, Masolino d’Amico, Gabriele La Porta e Carlo Maria Pensa.

Questa la motivazione del premio.

Aveva otto anni Luca De Filippo quando debuttò, in Miseria e nobiltà, nella parte di Peppiniello. Da allora è vissuto di teatro e per il teatro inserendosi nella tradizione per rinnovarla e, per farlo, ha scelto, in parecchie occasioni, di allontanarsi dal repertorio eduardiano, per cimentarsi con altri autori, da Molière a Pirandello, da Cerami alla Wertmüller a Serrau, da Pinter a Beckett, muovendosi sempre nell’ambito dell’umorismo e di un’idea di teatro che, pur avendo radici antiche, ha cercato sempre il confronto con la realtà di oggi. Il suo essere attore e regista aderisce a un obiettivo che ha come fine la riflessione sull’uomo, sui suoi vizi e difetti, sul suo essere sociale. La specificità di Luca De Filippo si polarizza intorno al principio che vede nell’Attore l’artefice magico, capace di creare, col proprio corpo, una correlazione tra la lingua dell’autore e quella della scena e di svelare quel mondo di valori teso alla conoscenza del mistero dell’esistenza, attraverso il recupero di tutte le forme del comico che ne esaltano il magistero.

 

 

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