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Abiti e oggetti del “Museo della Moda e del Costume”alla Casa di Giulietta

12 Marzo 2013
Caldiero

Taglio del nastro per Infinitamente

 Al via la V edizione del festival di scienza, cultura e arte

 

Lunedì 11 marzo, alle 17.30

Casa di Giulietta

 

 

Taglio del nastro per Infinitamente oggi, alle 17.30, nella Casa di Giulietta. L’inizio della settimana di incontri, dibattiti, laboratori, mostre e spettacoli, organizzata dall’Università di Verona in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune e il Consorzio Verona Tuttintorno, con il prezioso contributo di Fondazione Cariverona, Fondazione Cattolica Assicurazioni ed Esu scaligero, coincide con l’inaugurazione dell’esposizione di abiti e accessori del costume femminile del XIX e XX secolo provenienti dalle raccolte dei Musei Mazzucchelli.

Al vernissage saranno presenti il prorettore dell’ateneo scaligero Giuseppe Favretto, il consigliere comunale con delega alla Cultura Antonia Pavesi, direttrice dei Musei d’Arte e Monumenti del Comune di Verona Paola Marini, la curatrice della mostraAntonella Arzone, la vice presidente dei Musei Mazzucchelli Pierangela Gemignani,il presidente dell’Esu di Verona Domenico Francullo e l’assessore alla cultura della Provincia di Verona Marco Ambrosini.

 

La mostra sviluppa il tema del festival Infinitamente, declinando il concetto di attrazione in quello dell’eleganza secondo un’intuizione di Maria Fiorenza Coppari. Vengono così creati suggestivi richiami tra le opere dell’artista Angelo Dall’Oca Bianca, appartenenti alla ricca collezione della Galleria Comunale di Arte Moderna ‘Achille Forti’ di Verona ed esposte in una selezione curata da Patrizia Nuzzo, e gli abiti del XIX e XX secolo provenienti dalle raccolte dei Musei Mazzucchelli, in una scelta proposta da Pierangela Gemignani e Lara Alberti. I costumi e gli accessori esposti trovano puntuale riscontro nelle fogge e nei materiali di quelli indossati dalle giovani donne dipinte dal pittore veronese, attento rilevatore del mondo femminile nella sua attività pittorica e fotografica. Traendo spunto dai ritratti femminili di Dall’Oca che, con grande cura dei dettagli, dipinge gonne policrome, morbidi scialli, ventagli, ombrelli, cappellini, la mostra restituisce l’immagine di una donna affascinante e seducente.

L’epoca, compresa tra l’ultimo ventennio dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, è portatrice di profondi cambiamenti anche nel campo della moda, infatti il volume della crinolina si riduce drasticamente, fino a dimezzarsi, mentre la parte anteriore dell’abito si appiattisce e il tessuto si riunisce interamente nella parte posteriore sostenuto dalla tournure, una struttura che tiene alzati i lembi della gonna mediante una mezza gabbia o una sottogonna arricchita da una scala di rigidi volants. Il corsetto, irrigidito e allungato a punta sul davanti, viene modellato sul corpo. L’ultimo decennio del XIX secolo vede la nascita dei movimenti Arts and Crafts e Art Nouveau, che intendono cancellare il confine tra arte e artigianato artistico e imprimono il loro stile in tutti i settori delle arti figurative. Nuove forme ornamentali ispirate alla natura e nuove fogge caratterizzate da modelli di taglio semplice e severo vengono applicate anche alla realizzazione di tessuti e abiti. Il primo decennio del Novecento è segnato dalla Belle Époque, inaugurata dall’Esposizione di Parigi del 1900, in cui l’alta moda francese si presenta al mondo con le più prestigiose case di moda parigine. Il corsetto e le gonne voluminose vengono progressivamente abbandonati a favore di vesti dalla linea verticale e si introducono colori sgargianti. Tra i pezzi esposti in mostra spicca, per la straordinaria eleganza, un abito da sera con strascico in faille nero rivestito di tulle, databile all’inizio del Novecento. Evocano un mondo elegante e raffinato anche i più recenti abiti degli anni ’20 dal taglio affusolato: l’uno, appartenuto alla cantante lirica Lina Cavalieri, è in tulle di seta beige, interamente ricamato ad ago con perline, vetri argentati, filo metallico e paillettes, l’altro in chiffon di seta bianca e pizzo neroChantilly con motivi floreali senza maniche.

Gli abiti e gli oggetti esposti nella mostra appartengono alla collezione del “Museo della Moda e del Costume” che ha sede nella settecentesca Villa Mazzucchelli, situata a Ciliverghe di Mazzano, in una felice posizione tra Brescia e il Lago di Garda. La collezione ha origine dalle ricerche e dai viaggi di Franca Meo ed è costituita da circa 6.000 pezzi, comprensivi di abiti e accessori cronologicamente databili dalla metà del Settecento fino alla nascita dell’Alta moda nel Novecento. Un nucleo di abiti etnici del XIX e XX secolo arricchisce il fondo del museo.

 

 

Fotosrvizio Antonella Anti

 

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