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Adriano Celentano, il sogno di Verona

30 ottobre 2018

“Adrian”, la proiezione della serie in animazione illustrata da Milo Manara si trasforma in un live in diretta dal teatro Camploy. Uno spettacolo totale che valorizzerà un intero quartiere.
 
di Giulio Brusati
 
Film in animazione e musica. E poi attori e comici, uno spettacolo nello spettacolo, con una diretta tv da un teatro, il Camploy a Veronetta, che rappresenta il simbolo di una Verona giovane, multiculturale e multirazziale, vicina all’Università e proiettata nel futuro. Ci sarà tutto questo e molto, molto di più nel meta-live che Adriano Celentano preparerà tra novembre e dicembre 2018 in città.

 

Cosa farà Celentano a Verona?

Tutto è avvolto dal mistero, come sempre quando si tratta di un progetto dell’artista che ha portato all’Arena di Verona le due serate epocali di “Rock economy” nel 2012, seguite da oltre 20 milioni di spettatori. E ovviamente tutto è ancora più intrigante: cosa farà Adriano in teatro a Veronetta? Girerà per il quartiere? Si sa che “Adrian” verrà trasmesso da Mediaset a partire da gennaio per nove prime serate in una diretta di due ore. C’è l’ipotesi che il pubblico del Camploy sia chiamato a vedere (e commentare?) in diretta proprio la graphic story disegnata da Manara. E che tra i desideri di Celentano ci sia anche il posizionamento di un maxischermo fuori dal teatro, per coinvolgere tutto il quartiere. La suggestione intorno a Veronetta e allo stesso Camploy è molto forte: Adriano magari ci rivede qualcosa della sua via Gluck (a proposito: perché Milano non acquista la casa al numero 14 e la conserva, come Londra ha fatto per le case dei Beatles?), testimonianza di un microcosmo che in una metropoli come Milano è sparito; una dimensione più raccolta, intorno a un teatro dalla storia esemplare.
 
La ricaduta sulla città sarà enorme, come lo è stata per i due show areniani. Adriano è una vera calamita per i media ed è indubbio che i temi trattati nei suoi spettacoli abbiano contribuito a renderlo ancora più rilevante oggi. Basta andare a rivedersi, solo per fare un esempio, la performance da “125 milioni di caz..te”, andato in onda su Rai 1 nel 2001: il duetto con Antonio Albanese, per dire, ha quasi vent’anni, un’era geologica per la tv, eppure non ha perso nulla in potenza, tanto che parrebbe girato oggi. E poi come dimenticare quel tavolo a cui Adriano chiamò Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Antonio Albanese, riunendo così mezzo secolo di arte dello spettacolo italiano? Ovvio che sia anche il sindaco di Verona a esultare per la scelta di Celentano: «Il Camploy e il quartiere di Veronetta», ha detto Federico Sboarina all’Ansa, «avranno una visibilità nazionale mai avuta e soprattutto grazie allo spettacolo di Celentano, ci sarà una valorizzazione del contesto urbano. Il progetto di Celentano, infatti, è artistico-sociale, nel senso che non sarà unicamente all’interno del teatro ma anche in esterno, per raccontare le caratteristiche del quartiere. Ci sarà inoltre una sceneggiatura sulla storia del Camploy».

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