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Alberto Martini, un Virtuoso Italiano direttore artistico del teatro Ristori

7 Settembre 2016

Concluso il contratto, per scadenza naturale, con Angelo Curtolo, la Fondazione Cariverona, proprietaria del Teatro Ristori, ha affidato qualche settimana fa la direzione artistica dello stesso al violinista veronese Alberto Martini, che – com’è noto – è responsabile del complesso orchestrale I Virtuosi Italiani.

 

COnosce ad Alberto Martini, il nuovo direttore artistico del teatro Ristori

Alberto Martini, nato a Verona il 10 maggio 1960, è un conosciutissimo esponente musicale della nostra città e vanta un’intensa attività (anche internazionale) con la sua orchestra, fondata oltre vent’anni fa assieme al collega Alberto Ambrosini. Dopo la maturità classica al Maffei, si è diplomato in violino al Dall’Abaco, perfezionandosi al Conservatorio di Ginevra con Corrado Romano. Dal 2004 al 2014 è stato consulente artistico della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e del suo festival, occupando nel contempo altre cariche artistiche, nell’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, nel progetto Musica e Arte sacra a Verona, nel festival I Suoni delle Dolomiti a Trento, nella stagione concertistica della chiesa dell’Ospedale della Pietà di Venezia, noto luogo dove Antonio Vivaldi insegnò per oltre 30 anni. Attualmente insegna violino al Conservatorio Marenzio di Brescia. I tour che hanno contraddistinto l’intensa e plurima attività de I Virtuosi Italiani hanno toccato diversi paesi europei (Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Germania, Inghilterra, Russia) ma anche Stati Uniti, America Latina ed estremo Oriente (Giappone, Cina e Corea). Le collaborazioni dell’orchestra veronese hanno coinvolto spesso compositori contemporanei di grande interesse, da Arvo Pärt, a Gija Kancheli, Philipp Glass, Kristof Penderecki, ma non sono sempre riferite all’ambito classico. Basti pensare a personaggi lungamente frequentati, come Chick Corea, Goran Bregović, Michael Nyman, Franco Battiato, Uri Caine, Giovanni Allevi, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Cesare Picco e Antonella Ruggiero, mirando a coinvolgere un pubblico sempre più vasto, con particolare attenzione per i giovani. Le incisioni discografiche hanno superato ormai la quota di 400, coinvolgendo l’enorme integrale dei concerti di Vivaldi, Bonporti, Tartini e altri esponenti del barocco italiano.

Gianni Villani

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