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Amarone Opera Prima: l’annata 2019 protagonista alla Gran Guardia

30 Gennaio 2024
Palazzo della Gran Guardia

Durante l’evento, che sarà il 3 e 4 febbraio 2024, si parlerà di vino e lirica, di cambiamento climatico e nuovi stili di consumo.

di Agnese Ceschi

 

Andrà in scena il 3 e 4 febbraio Amarone Opera Prima, il consueto evento anteprima organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella nella suggestiva cornice del Palazzo della Gran Guardia di Verona. Protagonista assoluta sarà l’annata 2019 dell’Amarone della Valpolicella, affiancata ad importanti tematiche che riguardano oggi più che mai l’evoluzione di questa ed altre denominazioni italiane: il cambiamento climatico, al centro della preoccupazione dei viticoltori oggi, ed il cambiamento di gusto dei consumatori verso vini meno opulenti e muscolosi, ma più eleganti, fruttati e croccanti. Ci sarà, inoltre, spazio anche per parlare alle nuove generazioni con un momento conviviale rivolto proprio ai giovani domenica sera. “Abbiamo scelto di dare anche un’impronta giovanile ed alternativa a questo evento con una serata con musica dj set in collaborazione con Winenot e il Gruppo Giovani del Consorzio. Dobbiamo interpretare le loro esigenze di consumo e dare una declinazione nuova ai nostri prodotti” spiega Christian Marchesini, presidente del Consorzio.

 


Il presidente del Consorzio Christian Marchesini
 

 

Il cambiamento climatico ed il cambiamento degli stili di consumo
Una parte del convegno inaugurale di sabato mattina sarà dedicata alla tematica, più che mai attuale, del cambiamento climatico.
“Abbiamo sperimentato come la pergola, il sistema di allevamento della vite usato maggiormente in Valpolicella – due terzi della superficie vitata -, riesca a far affrontare alla vite con più tranquillità l’aumento delle temperature. La pergola, per la natura della sua conformazione, protegge i grappoli più del guyot, l’altro metodo di allevamento” racconta Marchesini.
Durante il convegno parlerà di questo Andrea Lonardi, veronese, secondo italiano ad aver ottenuto il prestigioso titolo di Master of Wine. Lonardi illustrerà la sua tesi proprio sul ruolo della pergola nell’affrontare il delicato cambiamento climatico dell’ultimo decennio.
Questo darà modo anche di capire in che direzione andrà lo stile del vino, che dovrà necessariamente subire un cambiamento per far fronte a questa emergenza. “I vini frutto di appassimento, come l’Amarone, necessitano di una sempre maggiore gestione.
Le sfide dei prossimi anni ci vedranno impegnati nel trovare strategie per gestire al meglio un prolungamento dell’appassimento, dal momento che le uve tendono a maturare velocemente a causa delle alte temperature” continua Marchesini. “Il futuro ce lo giochiamo con una buona tecnologia sia in campo che in fruttaio”.
Infine, Carlo Flamini, giornalista professionista e coordinatore dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini, porterà dei dati interessanti che faranno luce sulla questione del consumo a livello internazionale.
I consumatori internazionali, infatti, stanno virando verso nuovi stili di consumo: cercano vini con gradazione più bassa, privilegiano freschezza e leggerezza, oltre ad avere un approccio di consumo più moderato.

 

Il debutto dell’annata 2019: un’annata da 5 stelle
Amarone Opera Prima sarà l’occasione per presentare l’annata 2019 dell’Amarone DOCG della Valpolicella: “una bella annata nella media storica, con una gradazione alcolica leggermente superiore alla media a causa del cambiamento climatico e dell’aumento delle temperature che stiamo sperimentando negli ultimi anni” spiega Marchesini.
L’annata 2019 ha ricevuto 5 stelle (il punteggio massimo) da parte del panel di degustatori ed enologi della Valpolicella.
Un vino che ha mantenuto un’ottima acidità, corpo e struttura, grazie al contenuto di polifenoli presenti, ed interpreta il cosiddetto Nuovo Stile: Amarone di corpo, ma anche di grande beva grazie ad uno stile snello ed elegante.

 

La lirica ed il vino
Si conferma anche quest’anno la formula dell’evento ed il nome scelto ormai da qualche anno: Amarone Opera Prima. “Questo per sottolineare il legame tra il vino e l’Opera, la lirica, che a Verona sono due grandi protagonisti della cultura. Abbiamo invitato per questo il tenore Vittorio Grigolo, che è anche produttore di vino nel Lazio.
Lui ci parlerà di Amarone ed Opera Lirica come due eccellenze della nostra tradizione e patrimonio trans-generazionale: il canto lirico italiano è stato nominato infatti patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO lo scorso dicembre. Al pari, il vino della Valpolicella è tradizione, cultura, eredità del passato e delle generazioni che ci hanno preceduto” conclude Marchesini.

Piazza Brà, 1,
37121 Verona

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