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Bilancio dell’ Estate Teatrale Veronese 2016

1 Settembre 2016

Bilancio dell’ Estate Teatrale Veronese 2016, un successo nel segno di Shakespeare. Savorelli, direttore artistico: “A 400 anni dalla morte, il fascino del grande William non diminuisce”

Il Bardo, “alive and kicking”

A 400 anni dalla morte, William Shakespeare è «alive and kicking», vivo e vegeto. Un bel record per il Bardo e un’ottima occasione per Verona: con il drammaturgo inglese ha un legame potente e in questo anniversario l’ha saputo onorare. Il bilancio dell’ Estate Teatrale Veronese, che ogni anno dedica a Shakespeare un festival, lo conferma: il programma allestito per la ricorrenza ha superato le più ottimistiche aspettative. A sostenerlo è il direttore artistico Gianpaolo Savorelli che precisa: «Il programma del Festival Shakespeariano si caratterizzava quest’anno per la sua valenza innovativa: nella proposta di opere poco frequentate e nella scelta di registi in grado, pur con differenti cifre stilistiche, di offrire chiavi di lettura delle opere programmate più vicine a una sensibilità contemporanea, più in sintonia con un pubblico dei giorni nostri, sempre tuttavia nel rispetto del testo classico». Una scelta azzardata rispetto alla possibilità di offrire al pubblico proposte più convenzionali, ma che per  Savorelli «si è rivelata vincente». E anche i numeri lo confermano. Il direttore artistico snocciola le cifre: «Le 12 serate scespiriane hanno registrato complessivamente 15mila presenze. Se si pensa che una “macchina da guerra” come i Momix con lo stesso numero di serate ha totalizzato 18mila presenze, vuol dire che il Bardo ha saputo tener testa ai ballerini funamboli americani con una forza concorrenziale sorprendente». E a confermare il successo è il progressivo aumento del pubblico «dalla prima serata alle repliche fino ai “tutto esaurito” delle ultime recite», sottolinea Savorelli. «Si tratta del dato che più balza all’evidenza, quello che ci dice che l’autore ha ancora una grande capacità di attrarre lo spettatore, un richiamo sul pubblico immutato nel tempo come solo i grandi geni dell’arte sanno avere».

Il bilancio dell’ Estate Teatrale Veronese 2016

«Il dato complessivo delle presenze (46 mila), tenendo conto che le tre sezioni del Festival (prosa, danza e musica) avevano ciascuna una serata in meno rispetto all’anno scorso, si attesta sul record della scorsa edizione, eguagliando un risultato straordinario che ritenevamo francamente difficile da ripetere», prosegue Savorelli. Ottimi risultati anche per le altre sezioni dell’ Estate teatrale: «La danza si è attestata all’incirca sulle presenze dello scorso anno, chiudendo la stagione con uno splendido e raffinatissimo “Romeo e Giulietta” e altrettanto ha fatto la musica con il jazz (grandi concerti di Paolo Fresu ed Ezio Bosso) e la rassegna «Rumors» (da ricordare il cantautore canadese Rufus Wainwright e il tutto esaurito di Jack Savoretti) dedicata alla voce e alla vocalità». Infine, il cinema scespiriano che debuttava al Teatro Romano pur non avendo fatto grandi numeri «ha trovato un suo pubblico partecipe e interessato che ha molto lodato la nuova iniziativa». Pubblico in crescita anche per la rassegna collaterale nello spazio di Cortile Mercato Vecchio dedicata al teatro e alla danza contemporanei, con particolare riguardo alle realtà professionali veronesi. Ma tutta la città ha collaborato all’anniversario scespiriano: «L’università», conclude Savorelli, «ha dato ampio supporto al cartellone con una serie di convegni internazionali e tavole rotonde di alto livello scientifico, oltre a laboratori realizzati in collaborazione con il Teatro Scientifico che hanno visto una straordinaria partecipazione di giovani provenienti da tutta Italia».

Giorgia Cozzolino

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