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bloccato lo sfratto in via Murari Bra a Verona

10 Ottobre 2014
Cattedrale di Verona

Lo sportello sociale di Rifondazione Comunista è intervenuto questa 
mattina in via Murari Bra a Verona per bloccare l’esecuzione di uno 
sfratto per morosità incolpevole.
L’ufficiale giudiziario era già intervenuto altre due volte e quella di 
questa mattina doveva essere la sua ultima e definitiva uscita, ma visto 
che la famiglia interessata ha dimostrato di avere aperta una trattativa 
per il trasferimento in altro alloggio è stato possibile ottenere la 
proroga di un mese dell’ingiunzione di sfratto.
Si tratta di una famiglia veronese di quattro persone.
Oltre ai genitori, il padre artigiano e la madre con contratto a part 
time con una impresa di pulizie, è composta da due figli studenti 
universitari il maggiore dei quali con borsa di studio in Inghilterra.
La famiglia per tanti anni ha regolarmente pagato l’affitto, ma quando 
il padre, per malattia, non ha più potuto lavorare, si è trovata con il 
solo reddito della madre, del tutto insufficiente per sostenere le spere 
vive dell’intero nucleo.
E’ il classico caso di morosità incolpevole come, di recente, riconosce 
anche la legge.
Solo che la famiglia pur avendo bussato a tutte le porte delle 
istituzioni preposte, ha dovuto collezionare solo risposte negative.
La situazione ha assunto aspetti paradossali perchè per AGEC la famiglia 
non aveva requisiti sufficienti per un posto utile in graduatoria, 
risultando attorno al 400° posto; per Ater non poteva concorrere 
all’assegnazione di una casa perchè colpita da sfratto, per la 
Fondazione Scaligera addirittura perchè con reddito troppo basso!!!!!
Alla fine, anche questa volta, si è evitato il peggio, ma sorgono 
spontanee alcune domande.
Può ancora, il pubblico, non dotarsi di strumenti sufficienti per 
arginare un fenomeno sempre più in espansione?
E’ tollerabile che il patrimonio pubblico di case venga svenduto e 
depotenziato facendo così mancare la possibilità di interventi anche in 
casi di emergenza?
E’ ancora possibile che Ater, nel suo regolamento per l’assegnazione 
degli alloggi, contempli il divieto di accesso per le famiglie colpite 
da sfratto per morosità incolpevole?
Certo la questione è squisitamente politica e come tale va affrontata.
Qui non servono nè populismi, nè incoraggianti pacche sulle spalle, 
occorrono interventi adeguati ed urgenti.
Le istituzioni pubbliche si devono attivare per mettere a disposizione 
gli alloggi necessari. Occorre che dirottino in questo campo le risorse 
disponibili.
Serve un piano specifico di intervento ed è necessario che i regolamenti 
siano adeguati alle nuove realtà.
Le parole non bastano più.
Servono fatti ed il tempo per realizzarli è sempre più ristretto.

per lo sportello sociale di Rifondazione Comunista
fiorenzo fasoli

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