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Con Vinitaly Verona capitale mondiale del vino

23 Marzo 2011
Autosilver SRL

Dal 7 all’11 aprile la 45a edizioneCON VINITALY VERONA CAPITALE MONDIALE DEL VINO 

Fabio Piccoli

 Ed eccoci arrivati alla 45a edizione di Vinitaly, in programma alla Fiera di Verona dal 7 all’11 aprile prossimi.

Una manifestazione che ormai, scusateci l’esagerazione (ma non troppo credetemi), ha reso Verona famosa in tutta il mondo quasi al pari di quanto ha fatto il grande Shaskpheare con il suo straordinario Giulietta e Romeo.Che il vino sia ormai una sorta di ambasciatore di cultura, storia, tradizioni è cosa ben risaputa. E lo si capisce ancor di più nei cinque giorni di Vinitaly durante i quali non si respira “solo” aria di business ma di tutti quei valori di cui oggi il vino è portatore.

La nostra città, ma anche la provincia viene letteralmente invasa nei giorni di Vinitaly e anche quest’anno, nonostante una crisi economica che sta ancora facendo sentire il suo peso, la Fiera batterà, ne siamo certi, ancora importanti record.Basta guardare già i dati certi: oltre 95 mila metri quadrati di area espositiva (ormai non c’è più un mq a disposizione nell’area fieristica), 4.000 espositori e accreditati già 2 mila giornalisti e 47 mila operatori internazionali. Lo scorso anno i visitatori sono stati 153.000 e anche quest’anno difficilmente staremo sotto quella quota.Vinitaly non è ‘solo’ una fiera, è un fenomeno di costume.

L’interessa che scatena il vino travalica valori materiali e sempre di più diventa un tramite di relazione, un modo per esprimere uno status symbol, una modalità per entrare a far parte di una civiltà, di condividere valori.E’ indubbio che Vinitaly è anche una straordinaria occasione per capire l’importanza del settore vitinicolo per l’economia del nostro Paese e, in particolare della nostra provincia che, ricordiamo, rappresenta la più importante provincia italiana in termini di produzioni enologiche di qualità (doc e docg in primis).

I dati di mercato soprattutto sul fronte interno non sono dei più entusiasmanti. Gli italiani bevono sempre meno vino (siamo vicini ormai ai 40 litri pro capite, una decina in meno rispetto a poco più di 5 anni fa) ma in compenso nel mondo cresce in maniera esponenziale l’interesse attorno al vino: basti pensare agli Usa che è diventato in meno di vent’anni il più grande mercato del vino, la crescita impressionante dei Paesi asiatici (le previsioni parlano che la Cina entro il 2010 supererà anche gli Usa) e di tutto il nord Europa.Significa che per le nostre imprese l’export è un obbligo e pertanto Vinitaly è un’occasione straordinaria anche per incontrare i più importanti importatori di vino al mondo.

 In Italia il ruolo chiave nella vendita del vino è detenuto dalla cosiddetta grande distribuzione (supermercati) dalla quale dipendono circa il 70% delle vendite del nettare di Bacco. Anche le vendite di vino nei supermercati nel 2010 risentono della contrazione dei consumi e confermano le difficoltà dell’intero mercato nazionale del vino.

E’ quanto emerge dall’anteprima dell’indagine sulle vendite di vino nella Grande Distribuzione realizzata dall’istituto di ricerca SymphonyIRI Group per conto di Veronafiere.Il dato totale delle vendite del vino confezionato (vino in bottiglia, da tavola e a denominazione d’origine, e vino brik) nel 2010 rispetto all’anno precedente è negativo, facendo segnare – 0,9% a volume (+ 0,4% a valore).

Crescono, invece, le vendite delle bottiglie da 0,75 l. a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt) che aumentano del 2,3% a volume ( e del 3% a valore).

Ancor più significativo l’aumento delle vendite delle bottiglie a denominazione d’origine della fascia di prezzo da 6 euro in su, che mettono a segno un + 11,2% a volume ( e + 10,8% a valore). 
Le classifiche, realizzate incrociando i dati relativi a tipologia di vino e territorio per i vini a denominazione d’origine in bottiglia, vedono il Chianti ed il Lambrusco dividersi il podio, col Chianti che vende di più a valore (più di 54 milioni di euro) ed il Lambrusco che vende di più a volume (più di 14 milioni di litri). Seguono il Nero d’Avola ed il Montepulciano d’Abruzzo (vedi tabella 2).

Interessanti novità si affacciano nella classifica dei vini “emergenti”, cioè quei vini col maggior tasso di crescita nel 2010 rispetto al 2009: al primo posto il Pignoletto con + 24,8%, seguito dal “multi regionale” Syrah (+ 18,7%) e dal siciliano Inzolia (+ 16%).

Va notato che compaiono in questa speciale classifica, assai indicativa per individuare i trend di consumo, vini che non erano in questa classifica l’anno scorso come Aglianico, Vernaccia, Cirò e Valpolicella. Box  Importante novità BOLLICINE D’ITALIA” NEL CALICE DEL 45° VINITALY  Tra le novità più importanti di quest’anno a Vinitaly, un’area totalmente dedicata alle bollicine italiane, a partire da TrentoDoc, Franciacorta, Prosecco, Asti, tanto per citare le più importanti.Una tipologia di vino che in questi anni sta incontrando un successo sempre maggiore sui mercati di tutto il mondo.Un successo mondiale che, nonostante la crisi economica globale, ha visto l’export di bollicine made in Italy crescere progressivamente. Per celebrare questa eccellenza dell’enologia italiana, Vinitaly dedica un’area nella quale saranno presenti tutte le tipologie, dal metodo classico allo charmat, riservata agli operatori professionali che potranno degustare i prodotti e conoscere i territori maggiormente vocati.

Tra i padiglioni 10 e 11 sarà allestita un’area dove la presentazione dei vini, delle cantine e dei territori verrà fatta anche tramite supporti informatici, riservata agli operatori professionali (da 114 Paesi nell’ultima edizione della rassegna), che potranno così essere guidati tra le proposte dei consorzi di tutela e delle principali aziende produttrici, in rappresentanza delle 18 regioni e delle circa 600 cantine dove vengono prodotte le bollicine italiane: vini che hanno la grande peculiarità di potersi abbinare a molti piatti della cucina nazionale e internazionale, dall’antipasto al dessert.

Un patrimonio enologico di successo, frutto di un lavoro appassionato e della consapevolezza che le bollicine made in Italy hanno particolarità uniche, capaci di distinguersi e competere con successo sui mercati internazionali, anche nel confronto con blasonati prodotti esteri.

Due i metodi di produzione: classico o charmat, con quest’ultimo che rappresenta oltre il 90% dei 380 milioni di bottiglie prodotte nel 2009. Un numero in aumento del 10% rispetto al 2008, e che ha portato l’Italia ad essere il primo produttore mondiale di bollicine, davanti a Francia e Spagna.

 Un incremento dettato dal crescente successo registrato sui mercati di tutto il mondo, con l’export che nei primi 10 mesi del 2010 ha superato i 136 milioni di litri contro i circa 117 dello stesso periodo del 2009, per un controvalore di oltre 331 milioni di euro, rispetto ai circa 298 dello stesso periodo del 2009.

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