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conferenza stampa con Laura Roveri

19 Settembre 2014
Osteria al Manegheto

Abbiamo appreso con sgomento la notizia della concessione degli arresti domiciliari ad Enrico Sganzerla, autore dell’efferato tentativo di omicidio di Laura Roveri, accaduto lo scorso 12 aprile.

Dopo solo 2 mesi l’indagato aveva già lasciato il carcere per la clinica Santa Giuliana dove ha seguito un percorso “riabilitativo” ed ora è tornato a casa sua a Cerea.

Ci si chiede come Sganzerla sia stato ritenuto non più pericoloso dopo che, con premeditazione e senza nessuno scrupolo, solo perché lasciato dalla ex fidanzata, ha infierito barbaramente contro la ragazza, tentando di ucciderla.

Se Laura non è deceduta è solo per un caso e anche grazie all’intervento di un buttafuori della discoteca dove si era recata con degli amici che ha fermato le coltellate di Sganzerla.

Ora Laura si trova a dover convivere con la paura di essere nuovamente vittima di violenza, sia fisica che psicologica, da parte dell’uomo che ha tentato di ucciderla.

Ci sembra che un tale provvedimento, oltre che essere superficiale, si pone in contrasto con il diritto della vittima alla protezione, come richiesto dalle direttive della Convenzione di Istanbul, vincolanti anche per il nostro paese dall’1 agosto 2014.

Isolina e…

 

Telefono Rosa

 

 

 

TELEFONO ROSA – 045 8015831.

 

 

 

Telefono Rosa nasce nel 1988 a Roma e nel 1990 a Verona e di seguito in altre città d’Italia, per fare emergere, attraverso la voce delle donne, la violenza sommersa della quale non lasciano traccia gli operatori sanitari o le forze dell’ordine che incontrano casi di donne maltrattate.

Cinque volontarie in una stanza, con un quaderno e una penna si alternano nell’ascolto di donne che chiamano da tutta Italia.

La caratteristica dell’ascolto dato dalle donne volontarie di Telefono Rosa ad altre donne in difficoltà perché vittime di violenza è quella di essere SOLIDALE  sin dal primo approccio.

 

Telefono Rosa è iscritto all’Albo del Volontariato della Regione Veneto.

 

Ad oggi l’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa è costituita da una rete di associazioni territoriali presenti nelle città di Roma, Torino, Verona, Mantova, Perugina, Napoli, Ceccano (FR), Bronte (CT).

 

Il Telefono Rosa di Verona è formato attualmente da una squadra di 20 volontarie, due avvocate civiliste, una penalista, quattro psicologhe, una notaia.

Le volontarie ricevono una formazione pratica che avviene sul campo, affiancando una volontaria esperta per una durata di 9 mesi durante i turni telefona e partecipando alle supervisioni periodiche con una delle nostre psicologhe alla quale vengono presentate le difficoltà incontrate durante i turni di ascolto per ricevere un feed back sulla migliore conduzione dell’ascolto della richiesta di aiuto.

La formazione è anche più teorica e avviene con incontri di autoformazione da parte delle volontarie che mettono a disposizione le loro conoscenze professionali e con incontri su tematiche tecniche aperti a tutta la cittadinanza (è in corso un corso di formazione/informazione in questo periodo, i due ulteriori incontri rimasti si terranno ).

Le volontarie sono a disposizione delle donne che decidono di chiamare il nostro numero per ascoltare le loro storie, fornire informazioni sui servizi presenti sul territorio,  offrire loro la possibilità di ricevere una consulenza legale e/o psicologica gratuite. Gli appuntamenti per le consulenze vengono presi dalle volontarie.

Per le donne che ne facciano espressa richiesta è possibile fissare un appuntamento presso la sede per un colloquio condotto da due volontarie.

Le donne  possono anche partecipare al gruppo di auto mutuo aiuto per donne che hanno vissuto situazioni di maltrattamento, attivo da oltre tre anni e tenuto da una psicologa del telefono rosa con cadenza quindicinale presso la sede del Telefono Rosa.

 

Le donne che chiedono aiuto al Telefono Rosa di Verona sono donne italiane, provenienti da Verona e provincia, sono in maggioranza donne sposate con figli che lavorano e hanno un titolo di studio superiore e/o una laurea. Sono in aumento le richieste di aiuto da parte di donne con più di 60 anni che dopo decenni di vita matrimoniale caratterizzata da continui maltrattamenti, anche molto pesanti, decidono di dover attivarsi per trovare una via di uscita. Ci sono anche casi di madri che chiamano per denunciare i maltrattamenti posti in essere dai figli maschi ormai adulti rimasti a vivere con i genitori.

 

In seguito alle notevoli richieste di intervento provenienti dalla provincia di Verona Telefono Rosa si è attivato per stipulare delle convenzioni con alcuni comuni della provincia. E’ attiva da tre anni una convenzione con i Comuni del Baldo-Garda alla quale aderiscono 9 comuni (Caprino, Affi, Cavaion, Rivoli V.se, Ferrara di Monte Baldo, San Zeno di Montagna, Costermano, Garda, Bardolino, Torri del Benaco, Malcesine, Castelletto di Brenzone) che prevede la possibilità per le donne residenti in quella zona di ricevere consulenze legali e psicologiche gratuite recandosi ad uno sportello aperto presso il Comune di Caprino V.se.

Lo stesso servizio viene offerto presso il Comune di Bussolengo e di Salizzole.

 

Dal 1990 il Telefono Rosa è impegnato anche in attività di sensibilizzazione organizzando incontri e iniziative sul tema aperte a tutta la cittadinanza.

Telefono Rosa ha collaborato e collabora con gli altri servizi presenti sul territorio veronese dedicati alle donne maltrattate.

 

 

Fotoservizio Antonella Anti

 

 

 

 

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