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Conferenza stampa SCHERMI D’AMORE 2010

1 Gennaio 2013
Goielleria Canestrari

foto Antonella Anti

Presentata la conferenza stampa di SCHERMI D'AMORE 2010 con l'assessore Erminia

Perbellini in Sala Farinati della Biblioteca Civica

SCHERMI D’AMORE 2010
14ª edizione / Verona, 27 aprile-2 maggio
www.schermidamore.it

COMUNICATO STAMPA

THE MEANING OF LIFE
IL SENSO DELLA VITA

Una nuova primavera è iniziata, una nuova stagione di desideri, speranze, amori. Verona, eternamente legata al destino di Romeo e Giulietta, celebra questa rinascita attraverso le più alte espressioni della settima arte: il cinema. Schermi d’Amore, festival cinematografico del cinema sentimentale e mélo, è un appuntamento ormai abituale nella bella Verona e compie oggi quattordici anni. Un’età che, nei libri e nei film, è sempre più al centro dell’attenzione di chi racconta storie d’amore. Se fosse una ragazza, la rassegna ci stupirebbe per bellezza e cultura, oltre che per una mentalità aperta e cosmopolita, immune ai pregiudizi che costarono la vita agli infelici amanti resi immortali da Shakespeare. Come ogni adolescente, si troverebbe in una fase di cambiamenti legati a un periodo di transizione che la porteranno infine nell’età adulta. Nonostante le differenze, però, sarebbe sempre riconoscibile la sua più intima essenza che la rende così unica e speciale di fronte a tutte le altre. Schermi d’amore, quattordicenne all’inizio di un nuovo decennio, riflette così sugli amori della sua giovane vita e, più in generale, sulla vita stessa. Lo fa chiamando a raccolta gli autori “amici” del festival, in quanto già ospitati in passato, e dedicando ampio spazio al biopic, il genere biografico che sarà al centro anche delle prossime edizioni. Forse non scoprirà il senso della vita, ma questa ricerca l’aiuterà a vivere meglio e ad affrontare con più ottimismo il futuro, perché in fondo l’amore è sempre una cosa meravigliosa.

APERTURA E CHIUSURA: IL ROSSO E IL NERO DEL MELODRAMMA
A inaugurare Schermi d’Amore sarà un vero cult movie, amato dagli spettatori di tutto il mondo, ma soprattutto da celebri registi che hanno confessato, dopo averlo visto, di aver sentito la vocazione per il cinema. Tra questi Martin Scorsese, che non a caso ha presentato allo scorso Festival di Cannes la versione restaurata – quella che si vedrà anche a Verona – di questa esemplare espressione del melodramma cinematografico: Scarpette rosse (1948). Ispirato alla favola di Hans Christian Andersen, è il più grande successo della coppia di registi inglesi Michael Powell-Emeric Pressburger ed è considerato il miglior ballet film della storia del cinema. A cornice del festival, sarà posto in chiusura un altro capolavoro degli stessi autori, Narciso nero (1946), con Deborah Kerr e Jean Simmons, suore inglesi di Calcutta che aprono una missione sulle pendici dell’Himalaya, luogo esotico e sensuale che sveglierà in loro desideri repressi.

Scarpette rosse (Red Shoes, Gran Bretagna, 1948, 133’) di Michael Powell ed Emeric Pressburger
Narciso Nero (Black Narcissus, Gran Bretagna, 1946, 100’) di Michael Powell ed Emeric Pressburger

CONCORSO E ANTEPRIME: IL PRIMO “SCHERMI D’AMORE” NON SI SCORDA MAI
Dodici film d’amore per una rosa a dodici petali. Una rosa rossa che ci inebria la vista e l’olfatto, che può pungere e ferire, ma mai farsi dimenticare. Quest’anno a Verona tornano, con le loro ultime pellicole inedite, i registi che già in passato hanno partecipato al festival. Da André Téchiné, autore di un seducente dramma con Catherine Deneuve, a Vicente Aranda, col suo nuovo thriller erotico; da Benoît Jacquot, che dirige Isabelle Huppert in trasferta a Ischia, a Paul Morrison, che trasforma il tenebroso Robert Pattinson in un sensuale Salvador Dalí; da Bruno Dumont, indagatore degli estremismi religiosi che conducono al terrorismo, a Stéphane Brizé, narratore di un tradimento coniugale perpetrato da Vincent Lindon; da Peter Callahan, che riprende il nuotatore Joseph Fiennes controcorrente nel fiume Hudson, a Gerardo Herrero (produttore di Il segreto dei suoi occhi, premio Oscar come miglior film straniero), che mette un dirigente-corridore al centro del suo thriller. Tornano, dunque, gli autori che in questi anni ci hanno donato le rose più belle e colorate, tornano per chiedere ancora di innamorarci delle loro opere. Ci colpirà di più el amor brujo degli spagnoli, l’amour en fuite dei francesi, o the crazy love degli americani? Al pubblico l’ardua sentenza.

CONCORSO
Against the Current (Usa, 2009, 98’) di Peter Callahan
El corredor nocturno (Spagna, 2010, 105’) di Gerardo Herrero
La Fille du RER (Francia, 2009, 105’) di André Techiné
Hadewijch (Francia, 2009, 105’) di Bruno Dumont
Little Ashes (Gran Bretagna, 2008, 112’) di Paul Morrison
Luna caliente (Spagna, 2009, 90’) di Vicente Aranda
Mademoiselle Chambon (Francia, 2009, 101’) di Stéphane Brizé
Villa Amalia (Francia, 2009, 95’) di Benoît Jacquot

Mentre si tiene la prima mondiale di Letters to Juliet, il Festival mostra in anteprima una nuova, romantica interpretazione di Amanda “Giulietta” Seyfried. Dear John è l’incipit di tutt’altra lettera scritta dalla giovane al suo fidanzato, soldato in ferma volontaria alla vigilia dell’11 settembre. Tratto dal romanzo di Nicholas Sparks (Ricordati di guardare la luna) e diretto da Lasse Hallström (Chocolat), è la storia di un amore contrastato dalle ultime vicende belliche americane. Dalla Francia, passando per il Torino Film Festival, arriva invece Le Refuge, ultimo film di François Ozon (cui il festival dedicò una retrospettiva nel 2008), dove il regista scava in profondità nei sentimenti di un’eroinomane, il cui compagno muore di overdose lasciandola sola e incinta. Promette forti emozioni anche La straniera, che l’italiano Marco Turco (C'era una volta la città dei matti…) ha tratto dal romanzo omonimo di Tawfik Younis vincitore del Grinzane Cavour: storia di una clandestina araba costretta alla prostituzione (Kaltoum Boufangacha) in cerca di un amore che la redima. Cosa voglio di più, verrebbe da chiedersi, ed ecco risponderci Silvio Soldini (Pane e tulipani, Giorni e nuvole) col suo nuovo dramma romantico, presentato al Festival di Berlino, protagonisti i due talenti-rivelazione della nostra cinematografia: Pierfrancesco Favino (Baciami ancora) e Alba Rohrwacher (Il papà di Giovanna), qui impegnati in scene molto appassionate. Saranno presenti a Verona, ospiti del festival, sia i registi Silvio Soldini e Marco Turco che le attrici Alba Rohrwacher e Kaltoum Boufangacha.

ANTEPRIME
Cosa voglio di più (Italia, 2010, 126’) di Silvio Soldini
Dear John (Usa, 2010, 105’) di Lasse Hallström
Le Refuge (Francia, 2009, 90’) di François Ozon
La straniera (Italia-Francia, 2009, 108’) di Marco Turco

KEN RUSSELL: L’ALTRA FACCIA DELLA BIOGRAFIA
Il genere biopic è tra i temI ricorrentI di questo provocatorio regista inglese (classe 1927) che non smette di stupire ancora oggi. Divenuto famoso negli anni ’70 grazie alla personalità prorompente, lo stile esuberante e i soggetti scabrosi da lui trattati, Russell è caduto poi nell’oblio, semplicemente perché non era più un autore “alla moda”. Il festival propone una rassegna selezionata di sei titoli, considerati i suoi capolavori, tra cui quattro biografie di artisti: il compositore russo Pëtr Il’i_ _ajkovskij (1840-93) (L’altra faccia dell’amore) e quello austriaco Gustav Mahler (1860-1911) (La perdizione), lo scultore e pittore francese Henri Gaudier-Brzeska (1891-1915) (Messia selvaggio) e l’attore italiano Rodolfo Valentino (1895-1926) (Valentino) Indimenticabili le atmosfere insolite, così come le intense interpretazioni di molti volti noti: Richard Chamberlain, Glenda Jackson, Robert Powell, Rudolf Nureyev, insieme ad Alan Bates, Oliver Reed e Twiggy. Tutti i film di Russell, sforbiciati in passato nelle edizioni italiane, saranno presentati in versione integrale, in particolare Il boy friend sarà finalmente visibile nella sua durata originale di 135’ (contro i 110’ della versione italiana).

Donne in amore (Women in Love, Gran Bretagna, 1969, 131’) di Ken Russell
L’altra faccia dell’amore (The Music Lovers, Gran Bretagna, 1970, 123’) di Ken Russell
Il boy friend (The Boy Friend, Gran Bretagna, 1971, 135’) di Ken Russell
Messia selvaggio (Savage Messiah, Gran Bretagna, 1972, 103’) di Ken Russell
La perdizione (Mahler, Gran Bretagna, 1974, 115’) di Ken Russell
Valentino (id., Gran Bretagna, 1977, 128’) di Ken Russell

THE MUSIC LOVERS: LE VITE SOGNATE DEGLI ARTISTI
Mentre il mondo celebra il bicentenario della nascita di Chopin, il festival rende omaggio a lui e ad altri musicisti-compositori attraverso uno sguardo al cinema biopic. Le biografie di celluloide si sono occupate, romanzandole, delle vite di molti grandi artisti, alcuni dei quali saranno al centro di questa ed altre sezioni della rassegna (dal concorso alla retrospettiva Ken Russell). Gli amanti della musica ritroveranno Fryderyk Chopin (1810-49) (L’eterna armonia), George Gershwin (1898-1937) (Rapsodia in blu), il trombettista bianco Bix Beiderbecke (1903-31) (Chimere) e il pianista e direttore d’orchestra Eddy Duchin (1909-51) (Incantesimo). Interpretati da divi come Cornel Wilde, Robert Alda, Kirk Douglas e Tyrone Power, questi quattro esempi di biopic hollywoodiano classico rappresentano la prima tappa di un viaggio che continuerà nelle prossime edizioni di Schermi d’Amore, indagando le vicende pubbliche e private di molti altri maestri (pittori, scrittori, poeti) ispirati dalle muse dell’arte.

L’eterna armonia (A Song to Remember, Usa, 1945, 113’) di Charles Vidor
Rapsodia in blu (Rhapsody in Blue, Usa, 1945, 135’) di Irving Rapper
Chimere (Young Man with a Horn, Usa, 1950, 112’) di Michael Curtiz
Incantesimo (The Eddy Duchin Story, Usa, 1956, 123’) di George Sidney

MIGUEL ALBALADEJO: NUOVO CINEMA SPAGNOLO
Regista e sceneggiatore, Miguel Albaladejo (1966) è una delle più vivaci personalità del cinema spagnolo contemporaneo, ospitato in numerosi festival, ma del tutto inedito in Italia. Il pubblico di Schermi d’Amore in realtà lo conosce, avendo già potuto ammirare El cielo abierto (premiato come miglior film nel 2002) e Rencor (2003). Ora il festival ha il piacere di presentare una selezione delle sue opere migliori, dall’esordio nel lungometraggio – avvenuto nel 1998 con la commedia sentimentale La primera noche de mi vida – all’ultimo successo – Nacidas para sufrir – presentato nella sezione «Panorama» allo scorso Festival di Berlino. La storia di Albaladejo sembra quella di Nuovo Cinema Paradiso: la famiglia possedeva un cinema e il fratello maggiore ne era il proiezionista, così il giovane Miguel crebbe tra le pellicole dei grandi registi degli anni ’70, fino a seguirne le orme da grande. E diventare anch’egli un regista di successo.

La primera noche de mi vida (Spagna, 1998, 85’) di Miguel Albaladejo
Ataque verbal (Spagna, 2000, 82’) di Miguel Albaladejo
El cielo abierto (Spagna, 2001, 107’) di Miguel Albaladejo
Rencor (Spagna, 2002, 106’) di Miguel Albaladejo
Cachorro (Spagna, 2004, 102’) di Miguel Albaladejo
Nacidas para sufrir (Spagna, 2009) di Miguel Albaladejo

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