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David Murray Cuban Ensemble – Verona Jazz 2011

1 Gennaio 2013
Museo Archeologico del Teatro Romano

Foto Antonella Anti

Teatro Romano – venerdì 1 luglio, ore 21

DAVID MURRAY CUBAN ENSEMBLE

David Murray (direzione, sax tenore e clarinetto), Ariel Bringuez Ruiz (sax tenore), Roman Filiu Oreilly (sax alto), Mario Morejon (tromba), Denis Cuni Rodriguez (trombone), Jose “Pepe” Rivero (pianoforte), Reiner Elizarde Ruano (basso),  Georvis Pico Milan (batteria)

Il cinquantaseienne David Murray è conosciuto dagli appassionati e dai critici di jazz  per il vigore espressivo delle sue ance, per l’originalità della sua idea musicale e per la partecipazione a più di centocinquanta dischi. Il suo valore sta nell’avere tracciato un percorso attraverso la Great Black Music, coniugando in modo straordinario, e con innegabile intelligenza, la tradizione prebellica di New Orleans con il free jazz: una corrente, quest’ultima, di cui è stato, a partire dagli anni Settanta, uno degli esponenti più peculiari. Proprio per la capacità di rinnovarsi e di cercare sempre nuove strade, il suo nome è spesso associato all’avanguardia. Forse per questo potrebbe risultare piuttosto anomalo il suo nuovo cd Plays Nat “King” Cole en español , in cui ripropone gli album che il grande “King” Cole incise in spagnolo alla fine degli anni Cinquanta. Si tratta di dischi con cui il celebre pianista e cantante nero contribuì, tra la fine degli anni Cinquanta e i primissimi Sessanta, a portare al successo negli Stati Uniti alcuni classici della musica latinoamericana, come Quisaz quisaz quisaz, Cachito o Tres palabras.

Il nuovo lavoro di Murray, registrato nel giugno del 2010 a Buenos Aires, nella passata stagione è stato presentato dal vivo assieme a un’ospite d’eccezione come Omara Portuondo e con questo concerto veronese viene portato per la prima volta dal vivo in Italia. Ascoltandolo ci si rende conto di come il sassofonista sia riuscito a evitare ogni facile ammiccamento, approdando invece a un risultato che unisce un estremo rigore con la creatività e la forza dirompete della libertà. Non c’è da stupirsi: Murray da sempre ama le architetture dei fiati e l’orchestrazione. Basta pensare al “suo” World Saxophone Quartet, in cui la libera improvvisazione convive perfettamente con la pagina scritta, o alle varie orchestre di cui è stato protagonista. A questo proposito va ricordata anche la David Murray Big Band con cui, il 30 maggio del 1998, suonò proprio al Teatro Romano.    

045 8000360

Rigaste Redentore, 2,
37129 Verona

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