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Emozione in cattedrale Moro Opera tragica

1 Gennaio 2013
Sala Civica di San Bonifacio (VR)

Prima Nazionale Promossa dalla Cattedrale di Verona – 12 marzo 2011 ore 21,00 –

EMOZIONE IN CATTEDRALE

a cura di Maria Teresa Ferrari

Grande successo per il debutto italiano di “Aldo Moro”, opera tragica in un atto, su testo di Marco Ongaro e musica di Andrea Mannucci.   Era ricolma dell’afflato divino, ieri sera, la Cattedrale.C’era un silenzio denso. Quello dell’ultima ora vissuta da Aldo Moro. Un silenzio condiviso da un mondo che stava a guardare senza potere. Per un attimo il potere svanisce da tutti gli uomini. Per un attimo, ci pervade l’impotenza che abbiamo tutti in virtù del semplice miracolo di apparire sulla terra.  C’erano gli animi aperti all’ascolto, ieri sera in Cattedrale. Della musica emotivamente intensa, lirica, tonale, ora angosciante ora solenne, di Andrea Mannucci (suonata dalla Ned Ensemble), musica perfetta per questa tragedia antica e moderna. Delle parole scritte da Marco Ongaro, mai auliche, mai cariche di tragicità, ma volutamente scarne. Speculari al fare mai urlato di Aldo Moro. 

L’inizio ci cala in una dimensione poetica che subito si fa mistica. Parole, musica, voci, ma anche spazio sacro  – sì perché l’imponenza della Cattedrale accentua la nostra condizione umana ed insieme ci trasmette la fede radicata di Moro –  contribuiscono a travasare da un animo all’altro un sentire che appartiene a tutti. Siamo muti di fronte all’incarcerazione e alla morte di questo uomo pubblico: eppure è un uomo amico che diventa fratello nell’intima speranza di salvezza.

Sulla scena una splendida Cassandra, il soprano Eva Ganizate, la profetessa inascoltata che qui si impone con la sua forte personalità artistica. Echeggia la sua voce durante l’ultima ora assieme a quella del fedele angelo, il tenore Xavier Mauconduit, anche lui diventato impotente, senza ali. Duettano Cassandra e l’Angelo, forti ciascuno del proprio retaggio spirituale, lo fanno a vantaggio di Moro (interpretato dal baritono Vincent Billier), perché lui si prepari a una fine che è nuovo inizio.

Il Coro, assieme a Corifeo (Elisabetta Dambruoso, soprano), intanto è sempre con noi, specchio, dentro e fuori, di relazioni e pensieri.La tragedia si chiude con L’ultima lettera alla moglie in cui tutto è perduto e Moro sente che tutto ciò che resta è l’amore. Una nota particolare va anche alla scelta incisiva e commovente del Vescovo Mons. Giuseppe Zenti di dare voce alle parole forti e amiche di papa Paolo VI. All’inizio hanno invocato la speranza nella lettera indirizzata alle Brigate Rosse; alla fine, nell’omelia del Santo Padre, hanno gridato il dolore.

Nel silenzio il Vescovo distilla le parole di Paolo VI:

«E chi può ascoltare il nostro lamento, se non ancora Tu, o Dio della vita e della morte? Tu non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico; ma Tu, o Signore, non hai abbandonato il suo spirito immortale, segnato dalla fede nel Cristo, che è la risurrezione e la vita. Per lui, per lui. Signore, ascoltaci!»

E’ un’opera tragica e come tale va metabolizzata. Nella Cattedrale piena, qualcuno si è alzato e se ne è andato. E’ difficile reggere a tanto dolore.Ma chi è rimasto ha ricordato, ha silenziosamente pianto, non ha saputo alla fine emettere una parola di commento. Tutti abbiamo affidato le parole agli applausi, scroscianti. Per minuti e minuti. Davanti a un dolore così immenso, all’imperscrutabilità della vita, non si può che cedere alla vita stessa.

La diocesi di Verona ha dimostrato coraggio in questa scelta. Ha faticato non poco quest’opera prima di essere accolta, prima che la “porta” si aprisse.  Dopo tanto ricercare, è stata voluta in Francia, a Parigi, dove è stata presentata il 10 febbraio in prima assoluta, proprio in una chiesa, dopo che un’altra chiesa, quella scaligera, aveva dato il suo assenso. Ora che la prima italiana è stata voluta proprio a Verona, per ricordare un grande uomo, testimone di questa Quaresima, speriamo che altre porte si aprano in Italia ma non solo.

 

Maria Teresa Ferrari

  

Il testo è stato scritto da Marco Ongaro, a firmare la musica è Andrea Mannucci (direttore musicale), regia e scenografia sono di Luigi Cerri. Interpreti: Vincent Billier (baritono), Xavier Mauconduit (tenore), Eva Ganizate (soprano) ed Elisabetta Dambuoso (soprano). Musicisti della Ned Ensemble, coro A.LI.VE col suo direttore Paolo Facincani.

In collaborazione con l’associazione musicale “Appel d’Airs” di Parigi.

Via Guglielmo Marconi, 5,
37047 San Bonifacio (VR)

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