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Gherardo Ugolini apre il ciclo “L’Europa tra Stati e Regioni”

22 Ottobre 2014


L’Europa tra Stati e Regioni

 

La Fondazione Centro Studi Campostrini torna a parlare d’Europa. Dopo aver discusso il senso del progetto europeo ed essersi interrogati sull’identità culturale e politica del Vecchio Continente, si vogliono ora indagare alcuni aspetti particolari che hanno anche ricadute sul nostro territorio. È questo lo scopo della quinta edizione del ciclo “Individuo e società” che si apre il 22 ottobre alle 18 con Gherando Ugolini, dell’Università degli Studi di Verona, alla fondazione in via Santa Maria in Organo, 2, a Verona, sul tema “La Germania e l’Europa”.

 

Dallo scoppio della crisi economica che ha sconvolto il Continente, la Fondazione Centro Studi Campostrini ha promosso numerosi incontri per riflettere sull’identità europea e le sue possibili contraddizioni – spiega il curatore del ciclo, Davide Assael–. Il nuovo ciclo di incontri affronta temi non sempre indagati dalla recente critica, ma, che, riteniamo meritevoli di una riflessione ad hoc. Anzitutto, il ruolo della Germania: locomotiva d’Europa o Paese incapace di esprimere una leadership autentica? Un secondo punto riguarda il ruolo delle regioni del Nord Italia, sempre in fermento e sollecitate nelle proprie spinte secessioniste da referendum indipendentisti, che si presentano in tutto il Continente. Possibile immaginare un’Europa delle regioni piuttosto che degli Stati? Il terzo incontro sarà dedicato all’idea di una possibile nuova Europa, capace di superare il presente stallo e  in grado di rilanciare il Vecchio Continente nello scenario geostrategico mondiale».
 
Per Gherardo Ugolini «l’atteggiamento tedesco sta scavando sempre più un solco tra la Germania e il resto dell’Europa che alla lunga potrebbe rivelarsi incolmabile e sommamente pericoloso per tutti. Alla radice c’è un diffuso sentimento di angoscia che da tempo sedimenta nell’immaginario collettivo germanico e che la recente crisi dell’euro ha alimentato con inopinata intensità. È un’angoscia che le forze politiche non hanno voluto o saputo governare, ma anzi hanno spesso e volentieri vellicato per guadagnare consensi. Neppure la cancelliera Merkel è esente da questa critica. I tedeschi sono angosciati perché temono che alla fine toccherà a loro pagare i debiti dei popoli indisciplinati e spendaccioni. Hanno paura che Draghi prepari il terreno per l’introduzione degli Eurobond o di altre forme analoghe di condivisione del debito pubblico, che le sue decisioni diano un segnale di lassismo nei confronti dell’austerità finanziaria. Questi timori sono largamente diffusi tra i cittadini tedeschi e non si trova quasi traccia di una “narrazione” alternativa che punti sui vantaggi della solidarietà reciproca e della maggiore integrazione europea».
 
Gli altri incontri sono pervisti per mercoledì 5 novembre alle 18, “Le Regioni del Nord Italia nel contesto europeo” con Aldo Bonomi (Consorzio Aaster), e venerdì 14 novembre alle 18, “Bisogno di Europa: l’Unione e i destini della democrazia” con Nadia Urbinati (Columbia University).

 

 

Fotoservizio Antonella Anti

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