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Giuseppe Spagnulo “terra cotta”

10 Dicembre 2014
Centro Bernstein

13 dicembre 2014 – 31 marzo 2015 – inaugurazione: sabato 13 dicembre 2014, ore 19.00

La Galleria dello Scudo presenta la prima personale dell’artista Giuseppe Spagnulo interamente dedicata alla terracotta per documentare questa sorprendente nuova fase della scultura di Spagnulo, con la ripresa esplicita di forme spesso in scala ambientale che dà conto sia dell’intima necessità di affermare la concretezza e la fisicità del linguaggio plastico, sia di un bisogno di antica manualità.

Le opere esposte sono la prova della volontà di impegnare il vigore e la forza per apprezzare nuovamente la percezione del peso e vincere così l’inerzia della materia: l’artista non modella ma costruisce. Impastare, plasmare, scavare, rompere, aggiungere, gettare: in questi lavori si individuano tutti gli infiniti dei verbi connotanti azioni che sembrano appartenere a un tempo dell’arte irrimediabilmente perduto e che invece torna ad essere di estrema attualità.

Le sculture sono affiancate da carte dipinte, o meglio “scolpite”, mediante sabbie di origine vulcanica, ossidi di ferro, carbone, connotate da impeti, pulsioni, scatti pronti a lacerare l’integrità delle superfici violate, perforate, strappate, in cui appare evidente come l’azione formativa di Spagnulo abbia raggiunto “l’intensità di una liturgia panica e sciamanica” (Bruno Corà). Nei dittici e nei trittici ora esposti, il senso dinamico della composizione si estende in programmi iconografici esenti da una figurazione esplicita, ma non per questo meno eloquente né priva di un fortissimo pathos elaborativo.

Erede di quella plastica che dopo Medardo Rosso ha avuto interpreti autorevoli in Arturo Martini,Lucio Fontana, Leoncillo e Fausto Melotti, quella di Spagnulo si afferma oggi come una delle più efficaci e convincenti lezioni di scultura nel panorama internazionale. Un pronunciamento che rende emblematica la sua statura tra le personalità celebrate negli ultimi quarant’anni, come gli europeiCragg, Gormley e Baselitz, o gli statunitensi Morris e Serra.

Per l’occasione la Galleria dello Scudo pubblicherà un catalogo in tre lingue, introdotto da un saggio di Bruno Corà, curatore della mostra e autore della monografia sull’artista uscita per le edizioni Gli Ori nel 2013. Il volume sarà corredato dalle fotografie di Claudio Abate, testimone di primo piano della scena artistica contemporanea.

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