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I benefici dell’immersione in natura

28 Febbraio 2024

La cultura della montagna per un turismo lento e consapevole

di Federica Clemente

 

Continua la nostra chiacchierata con Giorgio Venturi, guida ambientale escursionistica AIGAE, con cui abbiamo parlato delle attività che si fanno sulle nostre montagne, dal Baldo alla Lessinia, fino al Gruppo del Carega e di come sta cambiando il modo di vivere la montagna da parte sia dei frequentatori occasionali che delle persone che ci sono nate e che la vivono quotidianamente. Sono loro che hanno dovuto cambiare l’approccio, per cercare di diffondere una cultura della montagna che educhi a un turismo lento, consapevole e maggiormente rispettoso dell’ambiente naturale.

Il lavoro da fare in questo senso è ancora molto: sta aumentando moltissimo l’interesse per l’ambiente montano, è di moda arrampicare, scalare vette e raggiungere cime, ma sta aumentando anche quel turismo mordi e fuggi, che pretende di trovare gelati, saune e bagni turchi alle quote più elevate. Al contrario, quello di cui la montagna ha bisogno, e sono molti i movimenti che portano avanti questa filosofia, in primis il CAI (Club Alpino Italiano), è il diffondersi di una cultura attenta e una conoscenza del particolare ambiente di cui stiamo parlando.

«Dopo la pandemia – ci spiega Giorgio Venturi – molti hanno compreso la necessità di immersione in ambienti naturali, di esperienze autentiche, a contatto con la natura, staccando dalle vite frenetiche dei centri abitati. Siamo una società iperstimolata a livello sensoriale e iperinformata, bombardata di dati, e questo porta ad un sovraccarico psicofisico che, con un’escursione in natura dove molto spesso la rete è assente, può essere normalizzato: il corpo torna a un bioritmo più naturale e i parametri vitali si ristabiliscono dopo solo un’ora offline».

Un’escursione in montagna, anche a quote relativamente basse e su pendii ritenuti “semplici” come possono essere quelli della Lessinia, è da ritenersi pur sempre un’attività da svolgere con la massima preparazione, senza sottovalutare i rischi che comporta.

A questo si aggiunge il rispetto e la conoscenza del luogo che stiamo visitando, della flora e della fauna, della storia e delle tradizioni, tutti aspetti che rendono completa l’esperienza vissuta.
La frequentazione dell’ambiente montano, ormai accessibile ai più, è quindi da considerare sempre un’attività che necessità preparazione e conoscenza.

 

Ecco quindi i consigli dell’esperto:

1. Programmare l’escursione in base alle proprie capacità fisiche e alla preparazione.

2. Avere sempre una mappa del territorio che si andrà ad esplorare.

3. Studiare e pianificare l’itinerario calcolando distanze, tempi di percorrenza, possibili rischi e copertura della rete cellulare in caso di emergenza.

4. Consultare i bollettini meteo della zona, consultando più servizi di rilevazione vista la sempre più instabilità delle condizioni meteo.

5. Controllare di avere l’attrezzatura e l’abbigliamento idonei per la stagione e l’attività svolta.

6. Se manca uno dei punti precedenti o non ci si sente sicuri, affidarsi a una guida esperta.

7. E per ultimo, attenzione agli scarponi, se hanno più di 10 anni buttateli via perchè è quasi certo che la suola vi abbandonerà!

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