cerca

News

I nuovi super eroi sono loro: i papà di oggi cambiano aspetto

27 Febbraio 2024

Come ogni anno il 19 marzo ci prepariamo per la “Festa del papà”. Ma come è cambiata questa figura nel corso degli anni? Quali i nuovi ruoli e quante fragilità?

di Giorgia Castagna

 

Ci aiuta a riflettere la notizia uscita alcuni giorni fa sul padre licenziato perché avrebbe usufruito in modo “non opportuno” dei tre giorni di congedo parentale concessi per aiutare la moglie a tornare al lavoro dopo la maternità.

Sì perchè in un periodo storico che vede la figura della donna sempre più emancipata e libera di scegliere è bene ricordare che a cambiare vita e quotidianità sono anche mariti e padri.
È giusto dirlo perché non c’è bisogno, o non dovrebbe essercene, di nasconderlo o di vergognarcene, anzi. La figura dell’uomo sta cambiando, anzi è cambiata. Il film del padre che rientra a casa la sera stanco e chiede alla moglie cosa c’è per cena mentre i figli gli portano le pantofole e il telecomando, è uno spaccato di vita che vedremo sempre meno.

La donna aiuta in egual, o quasi uguale se le sarà permesso, misura a contribuire economicamente alle spese famigliari e l’uomo diventa un adorabile padre eroe.
Ne abbiamo voluto parlare a ridosso della festa del papà che anche quest’anno festeggiamo il 19 marzo e che coincide con il giorno dedicato a San Giuseppe. Al centro sono i dati emersi da alcuni sondaggi non da ultimo il dato di un’indagine condotta da ManagerItalia in collaborazione con Ipsos che afferma che l’85% dei papà manager under 45 vorrebbe dedicare più tempo ai figli e chiede il congedo parentale obbligatorio.

Si impenna poi il tasso di utilizzo del congedo di paternità cresciuto in quasi 10 anni più di 38 punti percentuali e aumentano in Italia anche le dimissioni volontarie tra i padri per esigenze di cura dei figli. Alla sua introduzione, nel 2012 il congedo di paternità prevedeva un solo giorno obbligatorio e due facoltativi, mentre oggi sono 10 giorni.
Inoltre, in Italia i mesi di congedo parentale, cioè l’astensione facoltativa dal lavoro che può essere richiesta dai genitori lavoratori dopo il congedo di maternità/paternità obbligatorio, è di dieci mesi complessivi per entrambi i genitori. Ovvero, per ogni bambino, nei primi 12 anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro per un periodo complessivamente non eccedente – in relazione alla coppia – dieci mesi. Solo nel caso in cui il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi, il limite complessivo dei congedi parentali dei genitori è elevato a 11 mesi. Il congedo parentale, peraltro, spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto.

Tutto questo secondo le misure previste dalla legge di Bilancio 2024. Stando ai dati si può quindi affermare che un cambiamento culturale è in atto: l’evoluzione ci parla di uomini che, non solo hanno imparato ad occuparsi dei bambini anche piccolissimi, cambiando pannolini, facendo bagnetti e preparando biberon con cura e attenzione alle dosi e alle temperature, ma che lo hanno voluto fare, senza costrizioni, aprendosi ad un rapporto con i figli, che per tradizione era appannaggio esclusivo della mamma.
Questa interscambiabilità di ruoli permette quindi a ognuno di godere dell’accudimento e della vicinanza al bambino e i padri accettando responsabilità che erano materne, scoprono di riuscire a fare cose un tempo impensabili come il piacere di vivere nuove situazioni ed emozioni, instaurano una nuova confidenza col proprio figlio, che poi resterà per sempre come memorie indelebili.

 

Gli eventi consigliati

Scopri tutti gli eventi

il calendario

Programmi per il prossimo weekend?

Programmi per il prossimo weekend?

la newsletter

Rimani aggiornato
Ricevi tutte le novità Carnet Verona, concerti, spettacoli, eventi, manifestazioni...