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Il Cinema Teatro Astra rivela un tesoro archeologico di epoca romana

26 Gennaio 2024

Il sito, di cui non si conosce l’esatta funzione, ha regalato venti ampie stanze impreziosite da affreschi rosso pompeiano e grigio antracite del I d.C. e mosaici della seconda metà del II d.C.

 

di Agnese Ceschi

Sotto un vecchio cinema degli anni Trenta chiuso da anni, nel cuore del centro storico di Verona, dove ogni angolo trasuda di archeologia, sono emersi i resti di un sorprendente complesso di epoca romana imperiale, definito da molti una “piccola Pompei”. È un tesoro perfettamente conservato e dal valore inestimabile che si trovava proprio un metro al di sotto delle poltrone dell’ex cinema Astra: venti ampie stanze impreziosite da affreschi rosso pompeiano e grigio antracite del I d.C. con decori floreali stilizzati e mosaici della seconda metà del II d.C, conservati alla perfezione.

 

Il ritrovamento
Nel 2004 lo stabile del cinematografo in stile razionalista del 1937, frequentato da molti veronesi fino a pochi anni prima, avrebbe dovuto essere trasformato in un multisala con degli scavi in profondità, ma all’atto dell’accertamento archeologico è emerso che sotto appena un metro dalle poltrone era nascosta una splendida casa che ha vissuto lungo tre fasi dell’età Augustea, Flavia e fino al IV secolo d.C, subendo diverse ristrutturazioni.
Le ipotesi sul suo utilizzo sono suggestive: essendo a ridosso di Porta Borsari, quindi fuori dalle mura della città, si pensa potesse essere una sorta di albergo di lusso per chi si recava in città, con stanze ampie con riscaldamento a pavimento autonomo attivato dal prefurnio, la “zona caldaia” dell’epoca ritrovata nello scavo.
Durante gli scavi recenti sono state rinvenute murature affrescate, impianti di riscaldamento sia a pavimento che a parete, pavimenti in cementizio decorati da tessere.
Se l’utilizzo e la funzione di questo luogo non sono chiari, sembra invece molto evidente il motivo della sua distruzione: un rogo incendiario ha segnato improvvisamente la fine di queste architetture, lasciando tracce tangibili della distruzione e dell’ultimo scenario di vita.

 

Dove si trovava il sito dell’ex Cinema Astra nella Verona Romana?
Facciamo prima un passo indietro per spiegare come Verona è diventata romana. Verona diventò romana nel I secolo a.C. quando i romani la trasformarono da piccolo villaggio di capanne in grande città con palazzi in muratura, infrastrutture e strade lastricate in pietra. Esattamente nell’89 a.C. essa diviene Colonia latina: uno status di prestigio che sembra indicare la volontà di Roma di stabilire uno stretto legame con la città, anche per la sua privilegiata posizione geografica. Si trovava infatti al centro di importanti vie di comunicazione che collegavano porti e luoghi molto diversi tra loro e favorivano scambi e commerci. I generali romani si erano subito resi conto dell’importanza strategica di Verona e ne fecero un fondamentale avamposto militare.
Successivamente nel 49 a.C. Giulio Cesare fa promulgare la Lex Roscia con cui viene riconosciuta ai cittadini del nord Italia la piana cittadinanza romana.
Verona romana divenne in breve una città popolosa, molto ricca e vitale e venne dotata di imponenti mura di cinta che andarono a sostituire la vecchia palizzata e integrano la difesa naturale assicurata dalla corrente del fiume Adige che circonda la città per circa due terzi. La costruzione della Verona romana rispecchia fedelmente la più tipica struttura dell’accampamento militare: due assi principali, cardo massimo e decumano massimo che si intersecano perpendicolarmente nel foro. Il decumano massimo di Verona coincideva con la stessa via Postumia, la stessa che passa da Porta Borsari. Infatti, per regolare l’accesso vennero costruite porte monumentali. Due di esse possono ancora essere ammirate dove furono costruite più di duemila anni fa: Porta Leoni e Porta Borsari. Quest’ultima, a pochi passi dal sito dell’ex Cinema Astra, era probabilmente chiamata Porta Iovia, dal nome di un tempio dedicato a Giove che le sorgeva davanti.
Per questo il luogo dove si trovava il sito, probabilmente un “albergo di lusso” dell’epoca, era appena al di fuori delle mura della città, nei pressi della porta di accesso dalla via Postumia, Porta Borsari.

 

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