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Il Grande Teatro, una nuova stagione in equilibrio tra contemporanei, ‘900 e classici

13 Ottobre 2016

Commentiamo assieme al direttore artistico Gianpaolo Savorelli la nuova stagione invernale de Il Grande Teatro.

Quale sarà il punto di forza della stagione alle porte?
Il Grande Teatro 2016 sarà caratterizzato dalla presenza di attori straordinari: avremo con grande onore tre Premi Renato Simoni “per la fedeltà al teatro di prosa”: Umberto Orsini, Glauco Mauri ed Eros Pagni, e con loro ci sarà anche Gabriele Lavia. Per la prima volta quattro presenze, all’apice del teatro italiano, nella stessa stagione.

Che tipo di scelte sono state fatte sugli autori?
È stato privilegiato un equilibrio tra contemporanei, Novecento e classici, per dare al pubblico proposte eterogenee tra tradizione e contemporaneità. Un mix che può interessare pubblici diversi, ma che non prescinde dalla qualità. Alterniamo testi noti a meno noti perché una rassegna pubblica deve avere la funzione di far conoscere testi anche meno conosciuti, ma non meno importanti.

Si inizia alla grande, no?
Partiamo con Alessandro Baricco, mai stato presente nella nostra rassegna, con un testo che deriva da un romanzo quasi già pronto all’uso per il teatro: Smith & Wesson (dall’8 al 13 novembre), protagonisti Natalino Balasso e Fausti Russo Alesi. Dopo Baricco, un altro contemporaneo, Marco Paolini, che ritorna a fare il grande narratore, con Numero primo in scena dal 13 al 18 dicembre.

Lasceranno spazio poi ad attori di grande esperienza…
Sì, avremo Glauco Mauri che mette in scena il suo Edipo Re assieme ad Edipo a Colono (dal 17 al 22 gennaio) e affida la regia di uno dei due testi a un regista “delle nuove generazioni”, innovativo, come Andrea Baracco. Torniamo poi con un tributo a Shakespeare con un testo del Bardo che manca da Verona da 22 anni, Macbeth (dal 31 gennaio al 5 febbraio) interpretato da Luca Lazzareschi.

La seconda parte della stagione invece è interamente novecentesca…
Arthur Miller verrà proposto in uno dei suoi capolavori Morte di un commesso viaggiatore (dal 21 al 26 febbraio), messo in scena dalla compagnia del Teatro dell’Elfo, e in un testo meno noto Il Prezzo (dal 28 marzo al 2 aprile) con la presenza del grande Umberto Orsini. Di Pirandello non portiamo uno spettacolo tra i più noti, ma che richiede una grande presenza attoriale come quella di Gabriele Lavia: L’uomo dal fiore in bocca (dal 7 al 12 marzo). Eros Pagni ci porta invece Minetti (dal 14 al 19 marzo), dell’austriaco Thomas Bernhard, diretto da Marco Sciaccaluga, su uno dei più grandi attori tedeschi del dopoguerra, in una riflessione sul teatro stesso.

 

Come è nato Il Grande Teatro

La rassegna invernale di teatro di prosa al Teatro Nuovo è nata nel 1986 per volontà proprio di Gianpaolo Savorelli che, vedendo il grande afflusso a teatro dell’Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano, decise di proporre un cartellone invernale con grandi nomi del teatro italiano che era mancato a Verona fino a quel momento. La «terapia d’urto per i veronesi», come venne chiamata scherzosamente all’epoca, funzionò e solo il primo anno il teatro fece registrare più di 1.000 abbonati. Merito del cartellone di grande richiamo con nomi come Mariangela Melato, Valeria Moriconi, Ornella Vanoni, Giorgio Albertazzi, Monica Vitti, Umberto Orsini, Vittorio Gassman e Alberto Lionello

Agnese Ceschi

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