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Il peggioramento delle condizioni di vita in Siria

14 Settembre 2015
Chiesa di San Rocco

l peggioramento delle condizioni di vita in Siria e nei paesi limitrofi sta portando migliaia di siriani a rischiare il tutto per tutto intraprendendo pericolosi viaggi verso l’Europa. Mentre la crisi entra nel suo quinto anno senza alcun segno di una soluzione politica in vista, la disperazione aumenta e la speranza va esaurendosi.

All’interno della Siria, gli ultimi mesi sono stati terribili. I combattimenti si sono intensificati in quasi tutti i governatorati, con un incremento degli attacchi con razzi e colpi di mortaio su Damasco, delle esplosioni di veicoli in grandi città come Lattakia, Aleppo, Homs, Hassakeh e Qamishli, e pesanti bombardamenti a Zabadani e nell’area rurale di Damasco. Le rappresaglie che ne conseguono provocano la fuga di migliaia di persone.

Attualmente i siriani si trovano ad affrontare difficoltà sempre maggiori per trovare sicurezza e protezione nei paesi vicini, i quali, di fronte alla presenza di un numero imponente di rifugiati, di insufficienti misure di supporto a livello internazionale e a problemi di sicurezza, hanno preso da quest’anno provvedimenti per arginare il flusso di rifugiati – per esempio limitando l’accesso alle frontiere, o controllandole in modo più serrato, o ancora introducendo requisiti onerosi e complessi nel caso in cui i rifugiati volessero prolungare il loro soggiorno.

In questo contesto, il Programma Alimentare Mondiale è stato costretto da questo mese a togliere l’assistenza alimentare a  229mila rifugiati in Giordania – in quella che è l’ultima in ordine di tempo e la più grave riduzione degli aiuti alimentari in tutta la regione nel corso di quest’anno a causa delle gravi carenze di finanziamento.

Il Programma per i Rifugiati e la Resilienza in Siria per il 2015 è attualmente finanziato solo per il 37 per cento. Sono colpiti tutti i settori del programma di aiuti. In tutta la regione, circa 700mila bambini rifugiati siriani sono rimasti fuori dalla scuola nell’anno scolastico appena trascorso. Molto presto, molti rifugiati che vivono in alloggi con standard inferiori alla norma si troveranno ad affrontare un altro inverno in esilio.

Alla maggior parte dei rifugiati in Giordania e Libano mancano le risorse finanziarie per intraprendere il viaggio costoso e pericoloso per raggiungere l’Europa, e non avendo alcuna prospettiva di poter tornare sani e salvi in Siria, questa situazione sta portando ad un crescente senso di disperazione e di intrappolamento. Una venticinquenne, proveniente da Damasco e madre di tre figli, che vive in un’unità abitativa nella città settentrionale della Giordania di Mafraq, ha dichiarato all’UNHCR che si sente come prigioniera nella sua casa di fortuna. Incapace di uscire o di fare qualsiasi cosa, ha perso ogni speranza per il futuro.

Ci sono 4.088.099 rifugiati siriani registrati nei paesi confinanti con la Siria, tra cui 1.938.999 in Turchia, 1.113.941 in Libano, 629.266 in Giordania, 249.463 in Iraq, 132.375 in Egitto e 24.055 in diversi paesi del Nord Africa. Solo il 12 per cento dei rifugiati in tutta la regione vive in campi profughi formali.

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