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Il Teatro Ristori: Ricerca, educazione e cultura 360º

22 Novembre 2016

Intervista al neo direttore del Teatro Ristori, Alberto Martini, che ci presenta la nuova stagione del Teatro restituito ai veronesi da Fondazione Cariverona.

Direttore, quali sono state le sue sensazioni ed emozioni a riguardo?
Non è stato certo facile, in poco tempo, riuscire a confezionare un calendario nutrito e dal valore artistico oggettivamente così importante. Sarà una stagione artistica di ampio respiro, che spazierà dalla musica sinfonica, a quella da camera, da quella jazz alla barocca, passando per la danza e la prosa, con un’attenzione particolare all’educational, con progetti specifici, per i bambini, per gli studenti di tutte le fasce di età e per tutti coloro che vorranno approfondire determinati generi.

E lei che direttore sarà?
Cercherò di coinvolgere la città nella programmazione del Ristori e sarò a disposizione per raccogliere suggerimenti costruttivi. Vorrei far diventare il Teatro Ristori il punto di riferimento culturale di Verona, un luogo dove si fa ricerca, educazione e cultura a 360°.

Quali sono i punti cardine della stagione musicale del Ristori?
Nella stagione sinfonica saranno presenti delle vere e proprie star internazionali: Frank Peter Zimmermann, un astro del violinismo internazionale, molto apprezzato dalle orchestre più prestigiose al mondo; Vadim Repin, violinista protagonista assoluto della scena internazionale; il violoncellista Nicolas Altstaedt; il violinista serbo Stefan Milenkovic nel concerto in Re Maggiore Op. 61 di Beethoven; la straordinaria violinista Alexandra Conunova; il sassofonista e direttore d’orchestra Federico Mondelci, che con il trombonista Massimo Morganti e I Virtuosi Italiani, sarà protagonista di un progetto speciale; l’Ensemble Wien-Berlin. E molti altri ancora. Ci sarà anche spazio per offrire un’opportunità artistica di rilievo alla vincitrice del primo premio assoluto del Concorso Salieri di Legnago, la pianista austriaca Irina Vaterl. E poi i jazzisti Paolo Fresu, Enrico Rava e Fabrizio Bosso; per la prosa, Giulia Lazzarini; nelle proposte barocche l’Ensemble Zefiro, Federico Maria Sardelli, Sara Mingardo, Rinaldo Alessandrini, Vittorio Sgarbi. Solo per citarne alcuni.

Sarà presente anche la danza internazionale con compagnie di grande richiamo per il pubblico…
Sì, ci saranno ben sei spettacoli, e tutti con compagnie internazionali. Alcune le ho scelte per l’abbinamento danza moderna con musica jazz e barocca; altre per il loro specifico linguaggio rivolto alle giovani generazioni, come, per esempio i Pokemon Crew Dance, con la loro danza hip hop

Ci sarà spazio anche per la musica d’opera con una produzione condivisa con altri grandi teatri e fondazioni italiane come la prima moderna de “La scuola de’ gelosi” di Antonio Salieri…
Sì, credo che questo teatro sia particolarmente adatto a questo genere di opera. Poi penso sia lodevole che un progetto venga condiviso tra vari teatri e istituzioni. In più, si fa un’operazione altamente culturale, riportando in scena un’opera che influenzò anche il grande Mozart.

Con che obiettivi è stata realizzato il programma di educational e cosa prevede?
Realizzeremo vari progetti specifici, per i bambini dai 3 ai 9 anni, per gli studenti di tutte le fasce di età e per tutti coloro che vorranno approfondire le varie forme d’arte. In qualche modo abbiamo iniziato un percorso per educare e sensibilizzare alle arti, qualcosa che manca, purtroppo, nella scuola italiana.

Agnese Ceschi

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