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Insonnia cronica, a Verona si studia la prima terapia digitale

28 Febbraio 2024

Tramite una app si potrà aiutare il paziente a dormire di più e meglio. L’équipe impegnata nel progetto cerca nuovi volontari insonni, per testare la tecnologia

di Francesca Saglimbeni

 

Chi non ha mai sofferto di insonnia almeno una volta nella vita alzi la mano. In Italia il disturbo interessa oltre il 30% della popolazione, e per circa un terzo di tale quota è una vera e propria patologia (in tal caso si parla di insonnia cronica) da trattare con specifiche terapie.

Quella ad oggi rivelatasi più efficace, persino degli stessi farmaci, è la terapia cognitivo-comportamentale, consistente in un percorso di trattamento psicologico breve mirato a modificare alcuni comportamenti e pensieri che mantengono o aggravano i sintomi dell’insonnia.

E proprio questa soluzione è da qualche anno oggetto di un progetto di ricerca innovativo avviato in riva all’Adige e dedicato allo sviluppo della Terapia Digitale per l’Insonnia Cronica. Un software che, tramite un’app scaricabile dal paziente sul proprio dispositivo mobile, sarà in grado di erogare precise indicazioni di condotta volte a migliorarne lo stato di salute.

Al progetto, denominato NyxDigital, che è il primo in assoluto a livello nazionale, sta lavorando una èquipe guidata da Elena Antelmi, neurologa docente del Dipartimento di Ingegneria per la Medicina di Innovazione dell’ateneo scaligero diretto dal prof. Michele Milella, e responsabile del Centro Sonno della Neurologia B dell’Aoui diretta dal prof. Michele Tinazzi. Team che si avvale di una rete di collaborazioni gratuite formata da Università di Verona, daVi DigitalMedicine, Laife Reply, Qstep, Polifarma Spa.

«L’obiettivo è arrivare a offrire una soluzione che non abbia i significativi effetti collaterali associati ai farmaci tradizionali, sia accessibile a un’utenza più ampia e rimborsabile dal SSN», spiega Giuseppe Recchia, vicepresidente della “Fondazione Tendenze Salute Società (già Fondazione Smith Kline) e cofondatore della startup innovativa daVi DigitalMedicine.

La terapia digitale è infatti progettata per fare interagire il paziente con una tecnologia il cui principio attivo è, non più una molecola, bensì un algoritmo in grado di creargli un piano di azioni quotidiane ad hoc, finalizzate a consentirgli di dormire di più e meglio. Modalità che per altro assicurerebbe la somministrazione a un maggior numero di pazienti, dato che nel nostro Paese la terapia comportamentale breve fatta di persona non trova ancora adeguata diffusione.

«Nell’anno in corso arriveremo al primo prototipo di software da testare su un gruppo di pazienti dell’Azienda ospedaliera di Verona ed entro il 2027, dopo la sperimentazione clinica allargata (si approderà alla prima terapia italiana certificata per il trattamento della patologia», spiega il project manager di NyxDigital e psicologo Giacomo Carollo. «Una metà dei pazienti riceverà, su prescrizione medica, una app personalizzata volta a somministrare le tecniche di modifica dei pensieri e delle condotte disfunzionali». Si va da quelle volte a correggere la gestione del tempo dedicato alle preoccupazioni, in modo da non “portarsele con sé” nel letto, a quelle di rilassamento e mindfulness per ridurre la tensione fisica e mentale, ma anche alla definizione degli orari. «In questo iter i pazienti saranno monitorati con notifiche e reminder, anche grazie a un diario che i pazienti compileranno giornalmente», dice lo psicologo.

E per assicurare alla ricerca risultato più efficaci, l’èquipe cerca nuovi volontari insonni interessati a partecipare allo studio (per informazioni: giacomo.carollo@univr.it).

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