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Intervista a Francesca Briani, assessore alla cultura e al turismo di Verona

7 Ottobre 2020

Verona: la nostra città del futuro che mette la cultura al centro

Di Agnese Ceschi

Francesca Briani

Verona, la bella Verona, citata tra le strofe di illustri poeti come Dante e Shakespeare, ha un patrimonio culturale alle spalle da fare invidia a molte città al mondo. Ma è davvero apprezzata e conosciuta in tutte le sue bellezze dai veronesi? Ce lo siamo chiesti e per trovare risposta a questa domanda ci siamo rivolti all’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Verona Francesca Briani. Con lei abbiamo chiacchierato non solo del passato, ma anche del futuro della città scaligera, tra eventi culturali e progetti ambiziosi, come la candidatura a capitale della cultura 2022. Ed in un anno così delicato come quello del lockdown e della pandemia Verona guarda al futuro nel segno della cultura. Perché possa essere un motivo per scoprire ciò che ci ha preceduto con consapevolezza e per apprezzare di più quello che ci circonda.

Assessore Briani, si conclude una stagione estiva molto complessa da gestire, dove la cultura e gli spettacoli a Verona hanno risentito del delicato momento di distanziamento sociale. Come sono andati gli spettacoli estivi al Teatro Romano?
Nonostante l’anno difficile, l’Estate Teatrale Veronese
ha chiuso con un ottimo riscontro di critica nazionale e
di pubblico, anche se quest’ultimo comprensibilmente ridotto dal contingentamento delle presenze a causa dell’emergenza sanitaria.
Credo si possa dire che quest’anno in particolare il 21° secolo sia salito sul palcoscenico del Teatro Romano con scelte di riscritture di opere shakespeariane in chiave contemporanea, una fra tutte, penso a Romeo e Giulietta di Babilonia Teatri con Ugo Pagliai e Paola Gassman che ha fornito una lettura molto originale del capolavoro di Shakespeare.

La musica di Jezz, Rumors, Venerazioni e Jazz è stata molto apprezzata e poi la danza, a mio avviso la grande novità di quest’anno, è stata l’espressione di una visione anche concettuale e contemporanea di questo straordinario linguaggio artistico su cui desideriamo investire. Mi permetta di rivolgere un ringraziamento particolare al Direttore artistico Carlo Mangolini e a tutti i collaboratori che si sono impegnati senza risparmio in questa stagione fuori dagli schemi abituali.

Quest’anno si aprono anche le celebrazioni in onore del “Sommo Poeta” Dante Alighieri, molto importante per la storia della Verona scaligera. In che modo Verona gli renderà omaggio?
Le celebrazioni dantesche sono state aperte ufficialmente il 5 settembre a Ravenna davanti alla tomba di Dante alla presenza oltre che del presidente Mattarella anche dei sindaci di Verona e Firenze, assieme al primo cittadino della città ospitante l’evento. Le nostre tre città dantesche dialogano da tempo in merito alle celebrazioni per l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante. Inoltre già lo scorso anno è stato sottoscritto un protocollo istituzionale, promosso dal Comune di Verona, per organizzare un calendario di eventi che oggi è in fase di completamento. Verona accolse generosamente Dante durante il suo esilio che qui risiedono ancora i suoi discendenti, il 2021 sarà l’occasione migliore per ricordare il padre della lingua italiana.

Verona capitale italiana della cultura 2022: un’ipotesi o una realtà?
Un desiderio che vorremmo si avverasse. Verona 2022 Capitale italiana della cultura è un progetto articolato e concreto che ripensa la città nei suoi confini spazio temporali, la amplia, aiuta i cittadini veronesi e i turisti
ad essere maggiormente consapevoli di ciò che essa può offrire. Il dossier diventa narrazione, apre nuovi mondi, come recita il “claim” che abbiamo scelto.
E i mondi sono cinque: Human culture, la persona e la cura, Community building, rigenerare la città, Open culture, visitare patrimoni, Smart city, green city, la città nuova per l’ambiente e Verona beyond, la città fra turismo e territorio.
Credo che questa sia davvero un’occasione importante e forse unica affinché istituzioni, enti culturali ed economici, imprese e associazioni facciano sistema, dialoghino attraverso progetti culturali inclusivi e innovativi per lo sviluppo e la promozione di una città più forte e consapevole della sua importantissima identità.

Come avete immaginato Verona, città del futuro?
L’idea di immaginare la città del futuro è partita prima dei lavori per la candidatura. Aprire nuovi mondi, fisici, concettuali, temporali. Verona è una città più grande rispetto a quella a cui siamo abituati a pensare e a cui dedica attenzione la maggior parte dei turisti; la città si sviluppa ben oltre l’ansa dell’Adige. Il fiume, importante nel passato e nel presente della città, è cerniera fra il centro storico e tanti altri punti di interesse e di sviluppo della città stessa. Abbiamo lavorato in questo senso, promuovendo e favorendo itinerari che prendessero in considerazione anche l’altra sponda dell’Adige con la valorizzazione di Veronetta, con il progetto dell’Arsenale, con iniziative che coinvolgono l’Università e il Teatro Camploy, il Cimitero Monumentale, la zona del Pestrino e la Caserma di Santa Caterina, il museo di Storia Naturale, il Teatro Romano,

il Museo Archeologico, la Funicolare, le Mura della città, Borgo Trento con l’idea di un percorso sulle ville Liberty. Oggi molto di tutto questo è declinato all’interno del dossier di candidatura grazie ad un lavoro importante sviluppato in stretta collaborazione con la collega Ilaria Segala per la parte urbanistica ed ambientale. La nostra vuole essere una visione completa della città.

Come fare per promuovere meglio la città all’esterno?
Innanzitutto la nostra è una città che deve investire su se stessa, sulla sua storia, su patrimonio e identità nel senso alto del termine.
Il nostro Sistema Unico dei Musei Civici, diretto da Francesca Rossi, nel 2019 ha accolto 1.700.000 visitatori: numeri importanti che devono indurci ad investire sempre più in risorse umane ed economiche per valorizzare un patrimonio storico artistico che ci rappresenta in modo straordinario.

L’economia veronese è forte e in particolare Fondazione Arena e la Fiera fanno da volano al nostro sviluppo, ma chi arriva qui per lavoro o per turismo trova una città straordinaria, per certi versi inaspettata, un museo a cielo aperto collocato in un paesaggio unico, incorniciato da territori bellissimi e produttivi. Dobbiamo promuovere tutto questo per far sì che le persone si trattengano più a lungo e decidano di tornare per approfondire la nostra conoscenza.

Noi stiamo già lavorando in questo senso come Destinazione Verona, in dialogo con Regione Veneto, ed in stretta collaborazione con i territori di Lessinia, Valpolicella, Terre del Soave, Pianura veronese e speriamo sempre di più anche con il Lago di Garda.

In occasione della 41° Giornata Mondiale del Turismo è stato presentato a fine settembre il brand VisitVerona, arricchito dal bel video emozionale del film maker italo-libanese Matteo Archondis, che in pochi giorni ha ricevuto migliaia di visualizzazioni, e abbiamo iniziato il conto alla rovescia per la presentazione del Portale unico di destinazione che sarà online dalla fine di ottobre e a cui stiamo lavorando da quasi due anni.
Un lavoro importante sviluppato grazie al sistema DMS (Destination Management System) fornito da Regione Veneto e da noi utilizzato, attraverso il quale potranno dialogare tutte le 16 destinazioni regionali e gli uffici Iat (Informazione e Accoglienza Turistica) organizzando al meglio l’offerta turistica e le funzioni di informazione, accoglienza e commercializzazione di esperienze e ospitalità. Un’occasione da non perdere per operare finalmente in sinergia investendo sulla promozione a 360° della nostra città e della sua provincia.

Per me la Verona del futuro dovrà essere più femminile, contemporanea e innovativa, orgogliosa della sua storia, ma senza accontentarsi e non dovrà perdere di vista le persone e i loro bisogni.

Stiamo vivendo tempi duri e per questo dobbiamo essere consapevoli, anche nella quotidianità, delle nostre responsabilità individuali e collettive. Ciò deve valere ancora di più per chi ha responsabilità amministrative.

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