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Intervista all’ attrice Lucia Lavia

14 Luglio 2016

“Recitare è un po’ come andare alla guerra”, parla Lucia Lavia, figlia di Monica Guerritore e Gabriele Lavia, protagonista della più famosa tragedia di Shakespeare, in programma al teatro Romano di Verona dal 19 al 23 luglio.

 

Lucia Lavia, La mia Giulietta commovente

Attrice dolce, romantica, dal viso antico, Lucia Lavia, figlia d’arte, non è alla sua “prima volta” a Verona, dove è gipa stata, sempre in un ruolo shakespeariano, come Desdemona. Sarà Giulietta, per la regia di Baracco, nella versione della tragedia ambientata a Verona, con  Antonio Folletto (Romeo) e Alessandro Preziosi (Mercuzio).

 

Lucia, come saràla “tua” Giulietta?

I “nostri” Giulietta e Romeo saranno due innamorati nella verità e concretezza dell’amore, non nella retorica. Il mio desiderio è riuscire a commuovere. E da inguaribile romantica sono felice di vestire i panni di Giulietta

 

Co’sè l’amore per te?

Ancora non l’ho capito. Non me lo saprei spiegare

 

Cosa pensi del cast?

Sono felicissima di lavorare con attori che conosco. Siamo una grande famiglia, molto unita: “Romeo e Giulietta”, è un testo corale. Non avevo mai lavorato con Antonio, ma gli ho voluto bene da subito. È un professionista che si concentra e si butta. Noi attori mettiamo la vita nella parte, come se andassimo in guerra.

 

Cos’è il teatro per te, figlia d’arte?

La mia vita; la cosa più importante che c’è. Ancora non vivo con tranquillità questo percorso. Ho un cognome importante che mi pesa. Dicono che lavoro perché sono facilitata, ci rimango male, ma poi penso che questo è il mio lavoro, quello che volevo fare fin da bambina.

 

A casa ricevi consigli, da mamma (Monica Guerritore) e papà (Gabriele Lavia)?

No, nessuno consiglia nessuno, sennò ci si confonde. Se il regista mi dà indicazioni, è meglio che non chiedo nulla a casa, sennò faccio confusione. Chiedo consiglio sulla scelta dei ruoli, se arrivano più proposte. Quando lavoro sono immersa nella parte, ma quando stacco, sono semplicemente Lucia, una ragazza normale di 24 anni che esce con le amiche e va al mare.

 

Quand’è nata la passione per il teatro?

Fin da bambina sapevo che avrei fatto l’attrice. A 7 anni ho detto: il teatro è la mia vita, e io sono una persona molto determinata. Da piccola entravo in un teatro e sentivo l’odore particolare di legno che si sente solo nei teatri, ed era il mio mondo. Ho sempre visto gli spettacoli dalle quinte, perché mio padre mi metteva una seggiolina e mi diceva: “Guarda lo spettacolo da qui”. Gli attori entravano e uscivano: in scena erano un personaggio; fuori erano diversi. Quel continuo movimento ha mosso in me la passione per la recitazione.

Agnese Ceschi

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