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La ragazza con la fisarmonica

28 Gennaio 2014
Centro Bernstein

Martedì 28 gennaio, ore 20.30, Polo Zanotto

La ragazza con la fisarmonica

Concerto, conversazioni, letture e immagini con Esther Béjarano

che suonava nell’orchestra femminile di Auschwitz

La memoria è un impegno civile, un testimone da passare di generazione in generazione. Non sempre tuttavia è possibile attingere direttamente ai ricordi di chi è stato protagonista, talvolta vittima, degli accadimenti storici. In occasione del Giorno della Memoria, l’università di Verona organizzerà un evento d’eccezione, accogliendo Esther Béjarano, musicista che alla soglia dei 90 anni dedica la sua vita alla stessa arte – la musica ­che poco più che adolescente fu costretta a coltivare nel campo di concentramento di Auschwitz, obbligata a suonare nell’orchestra femminile.

La voce di Esther e la sua musica si diffonderanno dal palco del Polo Zanotto domani, martedì 28 gennaio, con il concerto “La ragazza con la fisarmonica”. L’evento sarà l’occasione per ripercorrere uno dei più grandi genocidi della storia dell’umanità attraverso la musica, le immagini e le conversazioni con chi ha subito questo dramma. Il concerto è organizzato dal dipartimento Tempo, spazio, immagine, società con il contributo di tutti gli altri dipartimenti dell’università di Verona. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

“La presenza di Esther Béjarano a Verona è un evento eccezionale di cui vorrei che la città cogliesse tutta l’importanza – spiega Gian Paolo Romagnani, direttore del dipartimento Tesis dell’ateneo scaligero -. Si tratta di una delle poche reduci di Auschwitz ancora in vita. Una donna di straordinaria energia e vitalità che ha saputo attraversare il Novecento a testa alta senza mai rinunciare ad esprimere il proprio pensiero, anche controcorrente. Dalla deportazione subita nella Germania di Hitler, alla partecipazione alla costruzione dello Stato di Israele nel dopoguerra, dal quale si è allontanata nel 1960 in opposizione alla politica militarista e antipalestinese dei governi; fino al ritorno in Germania e alla sua partecipazione ai movimenti di lotta contro il razzismo e la xenofobia, sempre Ester Béjarano ha alzato la voce contro le ingiustizie. L’Università di Verona è orgogliosa di poter far conoscere alla città questa straordinaria testimone che è anche e da sempre una musicista di valore e una personalità di eccezionale forza comunicativa. In un clima di crescente xenofobia e razzismo, come quello che sta montando anche in Italia, abbiamo voluto  evitare, quest’anno, che la giornata della memoria diventasse un’occasione rituale o fosse vissuta sotto tono, ma abbiamo voluto proporre un evento di sicuro impatto. Un’occasione di riflessione da non perdere”.

 

 

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