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Le Donne di Verona

3 Marzo 2016
Verona, vari luoghi

L’8 Marzo si celebra Giornata internazionale della Donna. Ma come vivono quest’appuntamento le dirette interessate? Che cosa significa, per loro, la Festa della Donna. E cosa vuol dire essere donna? Che cosa le rende o le ha rese orgogliose di esserlo? E, soprattutto, vorrebbero rinascere donna? Lo abbiamo chiesto alla Verona declinata al femminile: un gruppo di donne che rappresenta il mondo delle professioni, dell’arte, dell’economia, della politica, della cultura e del sociale.

 

Maria Ordinario. Direttore comunicazione e marketing del Parco Natura Viva

«Rinascere donna? Assolutamente sì, per l’armonia delle sfaccettature, per la sensibilità e l’empatia che ci distinguono, per l’energia che sappiamo generare e la forza che riusciamo a mettere in campo. Sono orgogliosa di dedicare alla mia famiglia tempi armoniosi, a volte ridotti, ma sempre intensi. E di essere capace di dare il meglio di me in ambito professionale. L’8 marzo festeggerò con gratitudine per tutte le donne che ci hanno preceduto e che hanno lottato con determinazione contro i pregiudizi e i soprusi».

 

Elisabetta Fable. Musicista de I Virtuosi Italiani

«Non ho mai desiderato essere o rinascere uomo. Adoro essere donna e la sensibilità, il sesto senso, la forza e la dolcezza, la capacità di amare senza condizioni che le caratterizzano. Rinunce? Molto tempo fa mi proposero un lavoro all’estero, importante e prestigioso. Dovetti rinunciarvi perché la mia famiglia in quel momento aveva bisogno di me: una decisione dettata dal cuore, che mi ha poi ripagata. Le donne? Andrebbero festeggiate ogni giorno: una società senza di loro sarebbe ancora più arida».

 

Silvia Nicolis. Imprenditrice, presidente del Museo Nicolis

«Sì, rinascerei donna: mi ritrovo nella loro determinazione, sensibilità, perseveranza, cura dei dettagli, adattabilità e dolcezza. E no, non mi sono mai sentita discriminata o non in grado di cogliere le sfide. E ispirarmi anche a modelli professionali maschili è servito per capire quanto sia appagante e gioioso vivere la propria femminilità. Cosa farò l’8 marzo? Parteciperò a un convegno come relatrice. Non per celebrare una ricorrenza, ma per portare testimonianza di ciò che volontà e competenza possono portare nella vita di ciascuno».

 

Piera Legnaghi. scultrice, pittrice e poetessa

«Oh, sì, vorrei rinascere donna: esserlo è il senso della completezza, una vita ricca di colori e infinite sfumature. Siamo madri nell’accezione più alta: il senso dell’accoglienza ci accompagna per tutta la vita. Perché sono orgogliosa di essere donna? Per la vita creativa e affettiva. Avere una figlia meravigliosa e il privilegio di nascere artista, trasmettere distillati di emozioni agli altri. La Festa della Donna? Non serve fare qualcosa di speciale un giorno. Non ci accontentiamo di un ramo di mimosa. Vogliamo che le nostra capacità vengano riconosciute».

 

Vincenza Frasca. Imprenditrice, vice presidente Apindustria Verona

«Rinascerei donna e non diversa da quella che sono oggi. Ho sempre trovato dentro di me grandi energie e ho una famiglia unita che mi ha dato una forza incredibile. Essere donna ti permette di trasmettere quel qualcosa che manca in un ambiente di soli maschi. È come raggiungere un traguardo attraverso una staffetta. Festeggiare l’8 Marzo? Ogni giorno mi festeggio prendendomi cura di me anche attraverso la lettura, l’arte, la musica e quella voglia insaziabile di ascoltare e apprendere cose nuove».

 

Antonia Pavesi. Consigliere comunale con delega alla Cultura

«Sì, rinascerei donna. Perché la vita ci pone un’infinità di scelte, impegni, emozioni che ce la fanno vivere in tutta la sua grandiosità. Quando si raggiungono traguardi senza calpestare gli altri, è un orgoglio che non conosce maschile o femminile. A rendermi orgogliosa come donna è il grande dono di essere madre di due figli. L’8 Marzo? Io lo amo. Avere una settimana in cui le istituzioni danno luce all’espressione femminile, spesso sotterranea, è creativo e gratificante. Una bella occasione per tutti»

 

Bettina Campedelli. Professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Verona; vicepresidente Fondazione Monte dei Paschi di Siena

«Vorrei rinascere donna; sto bene nella mia pelle. E se fosse possibile, falsificherei il paradigma delle differenze di genere a favore delle differenze individuali. Non ho mai legato alcuna decisione o comportamento all’essere donna, ma all’essere una persona. A rendermi orgogliosa è la coerenza del comportamento ai principi in cui credo. La Festa della Donna? Non amo le ricorrenze. Se si crede in un’idea, va affermata nell’agire quotidiano. Le celebrazioni rischiano di trasformarsi in un’occasione di business».

 

Tiziana Cavallo. Giornalista, responsabile ufficio comunicazione integrata Università di Verona

«Io sarei più curiosa di rinascere uomo. Vorrei provare a vedere noi donne da un altro punto di vista, poter apprezzare le differenze o cogliere le criticità. Sono orgogliosa di essere donna quando mi accorgo che una certa dose di attenzione verso gli altri e sensibilità mi permettono di godermi le piccole conquiste e condividerle. Nel caso dell’8 Marzo, penso sia importante celebrare le donne: ci si può soffermare su temi e problemi che nella quotidianità non trovano abbastanza tempo e spazio».

 

Lidia Nicolis. Odontoiatra, imprenditrice, blogger

«Rinascere? Sceglierei di essere ancora donna. É una questione cerebrale, emotiva, di logica e cuore… Sì, abbiamo una marcia in più rispetto agli uomini. E come donna mi divido con (apparente) disinvoltura tra i bilanci della società, le riunioni a scuola, i nostri pazienti e la travolgente crescita dei miei figli. La mia quotidianità mi rende orgogliosa. L’8 Marzo? Il modo migliore di celebrare la Giornata internazionale della Donna è senza dubbio quello di guardarmi e riconoscermi libera, realizzata e indipendente».

 

Daniela Guardigli. Già responsabile Pubbliche relazioni Douglas Italia

«Rinascerei anch’io donna; non saprei pensarmi diversamente. Le donne sono creature speciali dotate di risorse inesauribili e forze sconosciute. Chissà dove sarebbe l’uomo, senza la creatività femminile! Sono orgogliosa di essere donna e di essermi permessa di essere compagna e madre. E di aver saputo portare avanti un ruolo in azienda, la multinazionale in cui ho operato per 24 anni. Non ho mai festeggiato la Festa della Donna. Mi piacerebbe commemorare la libertà delle Donne (e vorrei fosse scritto con la maiuscola) ogni giorno e in ogni luogo, soprattutto nell’ambiente di lavoro».

 

Rita Colantonio. Attrice e doppiatrice

«Rinascerei uomo. L’umanità è oggetto di ispirazione per chi recita. Conoscere le dinamiche della psiche maschile sarebbe un’opportunità formidabile. Orgogliosa di me stessa? Ho una laurea in Economia, un marito ingegnere, un fratello avvocato con uno studio avviato. Cambiare per diventare attrice è stata una decisione difficile e impopolare ma mi ha dato forza. Festeggiare l’8 Marzo? Il rispetto e la considerazione per le donne dovrebbero essere insegnati con l’esempio in famiglia e a scuola fin dall’infanzia. Ma questa giornata resta da celebrare».

 

Sara Squarzoni. Responsabile pubbliche relazioni e banqueting manager «La casa degli spiriti»

«Rinascerei donna, assolutamente sì: è meraviglioso, come la bellezza di essere femmina, madre, amica, sorella. Sono orgogliosa prima di tutto essere madre: ho tre splendide creature e vederle crescere è una gioia. Secondo, la fortuna di essere riuscita a fare della mia passione il mio lavoro, aprendo un ristorante con mio marito. È doveroso celebrare la Festa della Donna, ma altrettanto doveroso è ricordare che siamo donne tutti i giorni. Siamo l’essenza della vita, perché a noi spetta il dono più grande… il miracolo della vita!»

 

Maria Sabrina Tedeschi. Azienda agricola Fratelli Tedeschi

«Rinascere donna? Perché no? Abbiamo imparato ad essere compagne, madri, imprenditrici e casalinghe insieme. Abbiamo imparato a organizzarci per riuscire a gestire tutto. Cosa ho fatto nella vita che mi ha reso orgogliosa di essere donna? Penso che più che dal genere femminile o maschile dipenda dal carattere… forte? Di sicuro abbastanza intraprendente: sono sempre pronta a nuove sfide e progetti. L’8 Marzo? Penso sia giusto ricordare le lotte portate avanti dalle donne contro discriminazioni, violenze… La nostra libertà e i nostri diritti oggi sono il frutto di queste battaglie».

 

 

Tiziana Recchia. Titolare di Cassiopea

«Rinascerei donna: la femminilità intesa come accoglienza, accudimento e protezione può essere vissuta con profondità e spiritualità. Nella mia vita ho voluto sempre mettermi in gioco, prendendomi responsabilità che a volte rappresentavano una sfida: l’azienda, fondata 30 anni fa, la Ronda della Carità, fondata nel 1995, due bambine avute in affidamento per alcuni anni. Sì, festeggiamo l’8 Marzo: è una giornata che ricorda le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche discriminazioni e violenze cui sono state e sono ancora oggetto».

 

Cecilia Gasdia. Soprano

«Da adolescente avrei voluto essere nata maschio per diventare pilota militare di aerei. Oggi rinascerei donna: dobbiamo portare sulle spalle aspettative e responsabilità, fare sforzi doppi per raggiungere i medesimi risultati di un uomo nella professione, ma ora le donne sono attrici attive di un cambiamento. Di cosa sono orgogliosa? Di essere madre: risposta banale quanto immensa. Poi, ho fatto un lavoro in cui poco contava il genere. E il mio orgoglio è aver cantato il mio repertorio meglio di come avrebbe potuto fare un uomo! Vorrei che la Festa della Donna fosse un’occasione di riflessione sulle tante diseguaglianze che ancora vi sono tra i sessi e sulle violenze di cui, troppo spesso, le donne sono vittime».

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